Il funerale? Spesso lo paga Lugano

LUGANO - «Esagerando, verrebbe da dire che tutti si fanno pagare il funerale dal Comune». Si è espresso così il capodicastero formazione, sostegno e socialità Lorenzo Quadri, da noi contattato in merito ai dati relativi agli aiuti sociali puntuali erogati dalla Città alle persone bisognose nella prima metà del 2018. Aiuti sociali che sono esplosi rispetto agli anni precedenti. Lo scorso anno la Città ne aveva erogati per quasi 560 mila franchi, ora in sei mesi siamo già oltre quota 410 mila: «L'aumento è molto importante, stimiamo che entro fine anno la cifra possa superare i 750 mila franchi», ha affermato Quadri.
È dal 2013 che la Città non elargiva tanti aiuti. La cifra era andata calando fino al 2016 ed era tornata a risalire lo scorso anno. Stando al capodicastero, il recente aumento «potrebbe essere una conseguenza delle misure di risparmio a livello cantonale che hanno ridotto gli aiuti alle famiglie. Misure che sono entrate in vigore due anni fa e che si vedono ora a scoppio ritardato».
Per decidere chi possa beneficiare di questi aiuti puntuali, Lugano da un decennio si è dotato di un regolamento apposito. Regolamento per la cui modifica è giunta quest'estate sui banchi del Consiglio comunale una mozione che vuole diminuire i beneficiari. Il gruppo parlamentare della Lega, tramite il capogruppo Boris Bignasca, chiede che vengano esclusi dagli aiuti puntuali i beneficiari di permessi B e che possano goderne solo coloro che risiedono in Città da almeno cinque anni (e non da tre come è il caso oggi).
Abbiamo ottenuto i dati relativi ai sussidi elargiti a norma di regolamento negli ultimi cinque anni e mezzo dagli Istituti sociali comunali, li trovate in edicola.
