Svizzera

Il Gran Consiglio giurassiano chiede il divieto d'entrata per il ministro israeliano Ben Gvir

La richiesta, rivolta al Consiglio federale, è contenuta in una risoluzione che denuncia il trattamento riservato agli attivisti della flottiglia diretta a Gaza, arrestati in acque internazionali dall'esercito israeliano, tra i quali figuravano anche cittadini svizzeri
© ABIR SULTAN
Ats
01.07.2026 16:09

Il Gran Consiglio giurassiano ha chiesto oggi al Consiglio federale di vietare l'ingresso in Svizzera al ministro israeliano della Sicurezza nazionale e figura di spicco dell'estrema destra Itamar Ben Gvir. La richiesta è contenuta in una risoluzione - approvata con 37 voti contro 16 (5 astenuti) - che denuncia il trattamento riservato agli attivisti della flottiglia diretta a Gaza, arrestati in acque internazionali dall'esercito israeliano, tra i quali figuravano anche cittadini svizzeri.

«Atti inaccettabili»

«Atti di questo genere sono inaccettabili e diversi Paesi, così come l'ONU, lo hanno fatto sapere allo Stato d'Israele in vari modi, il più delle volte con fermezza, per denunciare questi comportamenti umilianti e spregevoli», si legge nel testo della risoluzione. Francia e Irlanda, ad esempio, hanno deciso di vietare l'ingresso sul proprio territorio a Ben Gvir e al suo collega Bezalel Smotrich per le loro incitazioni alla violenza contro i palestinesi.

Le dichiarazioni

Rémy Meury (CS-POP, sinistra radicale), autore della risoluzione, ha sostenuto che la Svizzera deve adottare un tono più deciso di fronte a questi atti inaccettabili. Il testo è stato sottoscritto da rappresentanti del suo partito, del PS, del PLR, del PCSI e dei Verdi, ma non dal Centro e dall'UDC. Lysiane Farner (UDC) ha affermato che «la bandiera palestinese è diventata in tutta Europa un simbolo dell'estrema sinistra». Ha inoltre sottolineato che se la Svizzera non ha riconosciuto lo Stato di Palestina, lo ha fatto «per una buona ragione». La democentrista ha anche ricordato che Hamas ha perpetrato il 7 ottobre 2023 «il più grande massacro di ebrei dalla Seconda guerra mondiale». Dichiarazioni che hanno fatto reagire con veemenza Yann Rufer (PLR): «Sono allibito da ciò che ho appena sentito: la risoluzione chiede di condannare gli atti che uno Stato democratico commette nei confronti di un altro Stato». Per il liberale-radicale «firmare questa risoluzione non significa in alcun modo sostenere Hamas».