Il lato meno tranquillo dell'oasi sul lago Ceresio

Il parco Rivalago a Riva San Vitale è un piccolo gioiello che il Municipio ha acquistato nel 2014. Nel giugno del 2015 il terreno – che si affaccia sul Ceresio – è stato aperto al pubblico. Si parla di una superficie di circa 4.500 metri quadri che – come spiega lo stesso Comune sul proprio sito internet – oltre ad offrire una splendida vista sulle sponde del Ceresio, accoglie i visitatori in un’oasi di tranquillità immersa nella natura dov’è possibile trascorrere momenti indimenticabili.
Una tranquillità che, però, da qualche tempo a questa parte è messa a dura prova. Non solo, dunque, oasi di pace e luogo dove dar sfogo alle doti di fotografo per i social media, ma anche attrattore di giovani che, a conti fatti, hanno reso il parco un «hot spot»: una zona calda da tenere sotto osservazione da parte delle autorità.
Soprattutto durante l’estate si sono registrati episodi di violenza e di degrado. In alcuni casi – come quello avvenuto all’incirca a metà luglio – al parco sono dovuti intervenire polizia e soccorritori.
Un fenomeno, quello dei ritrovi giovanili che rischiano di degenerare, che non è nuovo in altre zone del Mendrisiotto. Ma ora, come detto, si è palesato anche in riva al Ceresio. Il Municipio di Riva San Vitale è al corrente di ciò che accade all’interno del parco (ed ha fornito le immagini della videocamera situata all’ingresso). Lo si evince dall’articolata risposta che ha fornito all’interpellanza inoltrata dai consiglieri comunali di Per Riva–LDI e di Lega–UDC–Indipendenti, primo firmatario Federico Imbesi. «Gli spazi pubblici sul territorio comunale come pure nel resto della regione sono stati oggetto di vandalismi o atti di violenza» ammette il Municipio. E non si è rimasti a guardare: «La Polizia comunale di Mendrisio, da qualche mese ha aumentato la presenza del personale operativo, con pattuglie all’interno del parco e in fasce orarie differenti». Parallelamente è stato attivato l’operatore di prossimità. I risultati della presenza intensificata sembrano aver già sortito i primi effetti: «Grazie agli sforzi profusi da entrambi i servizi – commenta il Municipio – si è potuta riscontrare una diminuzione della presenza di questo gruppo di giovani (perlopiù giovani adulti maggiorenni), i quali sono a volte causa di disordine pubblico».
Nessun allarmismo
Il fenomeno, come detto, è stato accertato anche a Riva San Vitale. Ma, pur senza relativizzare, si precisa che «davanti a episodi così apparentemente eclatanti, in quanto avvenuti direttamente a ridosso di via Indipendenza, come quello del mese di luglio, si ha la percezione di mancanza di sicurezza, tuttavia non è così». Allo stato attuale, sostiene l’Esecutivo, quanto avvenuto al parco è da ritenersi un evento straordinario che non ha impedito in alcun modo l’accesso ai fruitori in tutta serenità e tranquillità.
Un nodo? Gli orari
Una delle soluzioni per arginare i possibili ritrovi sensibili, annotano tra le righe gli interpellanti, poteva essere quello di una riduzione della fruibilità dello spazio. Oggi, infatti, il parco Rivalago è accessibile 24 ore su 24 per tutti i giorni della settimana. I margini di manovra per rivedere gli orari, in realtà, sono piuttosto stretti. L’apertura totale del parco è infatti vincolata a una decisione del Cantone: una modifica – ammette l’Esecutivo – è stata valutata ma l’iter per l’ottenimento di un nuovo decreto è complesso e non sembra possa ottenere l’auspicato successo.
Cosa si può fare, quindi, oltre all’intensificazione della presenza di autorità e operatori? «L’Esecutivo e l’amministrazione proseguiranno con i loro controlli – si fa sapere – compatibilmente con le limitazioni date dalle leggi e dai regolamenti cantonali, con la consapevolezza che il disagio giovanile è un fenomeno globale e che ogni persona debba dare il proprio contributo».
