L'analisi

Il litio è ora sotto pressione, Cina e crisi incidono sul prezzo

Dopo il crollo del 2023–2025, la quotazione «dell’oro bianco» è tornata a crescere: +85% su 12 mesi - La domanda di veicoli elettrici e di accumulo per i data center spinge il mercato, mentre Pechino controlla raffinazione ed esportazioni
©Rodrigo Abd
Gian Luigi Trucco
25.08.2026 06:00

Se il carbone conosce una nuova stagione di crescita, soprattutto in Cina, nella produzione di energia, per ragioni contingenti legate alle strozzature nel trasporto di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso, il litio è invece protagonista dell’evoluzione strutturale che, seppur fra alcune difficoltà, riguarda i nuovi processi di elettrificazione e di sviluppo delle energie rinnovabili.

Non è un caso che i minerali contenenti litio rappresentino ormai una quota sempre più consistente dei carichi secchi trasportati via mare, dominati finora da carbone, minerali di ferro e granaglie. A determinare questa tendenza è stata soprattutto la diffusione delle batterie ricaricabili per auto elettriche, autobus e altri veicoli, per l’elettronica di consumo e per i sistemi di accumulo e conservazione dell’energia.

Il litio è un metallo argenteo e tenero, il più leggero che esista, tanto da galleggiare sull’acqua. Ciò favorisce il suo utilizzo negli autoveicoli, anche se le batterie tendono a incendiarsi alle alte temperature e talvolta a esplodere.

Le principali rotte dei materiali contenenti «l’oro bianco», in diverse forme chimiche, quali idrossido e carbonato, vanno soprattutto dall’Australia, dal Brasile, dal Cile, dall’Argentina, dalla Bolivia, dal Pakistan e dall’Africa verso la Cina, saldamente ai vertici del settore e responsabile del controllo del 50% del mercato mondiale del metallo, nonché verso gli Stati Uniti. La catena di fornitura del litio si presenta alquanto regionalizzata nell’area indo-pacifica, con il corridoio principale che va dall’America Latina - si parla di Lithium Triangle Hotspot riferendosi a Cile, Argentina e Bolivia - verso l’Asia.

Per quanto riguarda il canale di esportazione dei principali prodotti finiti cui il litio è destinato, cioè auto e veicoli elettrici in generale, uno dei corridoi principali per la Cina è quello dell’Oceano Indiano e del Mar Rosso, al momento ancora in condizioni critiche, tanto da avere indotto Pechino a valutare un utilizzo più ampio e regolare della rotta artica, che presenta tuttavia altri elementi di criticità.

I nuovi scenari economici e tecnologici hanno fatto del litio anche un oggetto di investimento per privati e istituzioni, grazie alla diffusione sul mercato finanziario di strumenti che affiancano i tradizionali futures, quali gli ETF (Exchange Traded Fund), meglio definiti ETC nel caso abbiano come sottostante una singola commodity.

I prezzi fanno riferimento alle condizioni di consegna nei principali centri di lavorazione - Cina, Giappone e Corea del Sud - e sono quotati di solito in yuan renminbi cinesi per tonnellata, e più raramente in dollari statunitensi al chilogrammo.

Nel recente passato, la quotazione del litio ha avuto un andamento che definire volatile è un eufemismo: è passata da un massimo che ha sfiorato i 700.000 CNY nel novembre 2022, sull’onda della «narrazione» entusiastica nei confronti dell’auto elettrica, poi ridimensionata, ai 96.000 del dicembre 2023, fino al minimo di 60.000 del giugno 2025.

A partire dall’autunno 2025, la tendenza appare positiva: il prezzo ruota attualmente intorno ai 153.000 CNY per tonnellata e la crescita su dodici mesi è dell’85%.

A determinare il quadro positivo per la quotazione del metallo concorrono le previsioni di domanda a medio e lungo termine, legate soprattutto alla diffusione dei veicoli elettrici, alle crescenti esigenze di immagazzinamento dell’energia elettrica per i data center e non solo, all’aumento del prezzo del petrolio - che il perdurare della crisi nel Golfo e nel Mar Rosso non pare possa facilmente ridimensionare - e all’aumento della richiesta di trasporto marittimo del minerale e dei relativi noli.

Per il consumo di litio si attende, nel 2027, una crescita di oltre il 13%, mentre l’attuale lieve eccesso di offerta, che talvolta si manifesta, potrebbe trasformarsi in un deficit.

A parte gli influssi delle «narrazioni», delle pressioni di operatori e media, che possono alimentare bolle speculative, nel caso del litio, come di altri materiali sensibili e strategici, intervengono, accanto ai puri fattori di mercato - cioè le attese sull’andamento dell’offerta e della domanda - anche altri elementi.

Alcuni riguardano la Cina, e non solo il mercato del litio: per esempio, incentivi o esenzioni fiscali ai produttori di batterie, limiti all’export oppure altre misure contingenti di politica commerciale, che oggi devono fare i conti anche con i dazi di Washington.

Sempre in Cina, così come in altri Paesi produttori, un ulteriore elemento di variabilità è rappresentato dalla chiusura o dalla sospensione delle attività in alcune miniere, a seguito di incidenti o fattori climatici.

Inoltre, la caduta delle quotazioni del metallo verificatasi fra il 2023 e il 2024 portò alla chiusura di alcune miniere, poi riaperte con la ripresa del mercato.