Il Lugano si gode le vette e prepara l’ultimo step

Primo posto in Super League, vetta di Conference League e 23 risultati utili consecutivi. Le imprese del Lugano sono sulla bocca di tutti. Anche quando non giocano splendidamente, i bianconeri sono comunque in grado di portare a casa soddisfazioni. Lo si è visto pure nel corso del terzo incontro continentale della fase campionato di Conference, giovedì sera. Per i primi dieci minuti Alioski e compagni hanno traballato, poi hanno preso in mano le redini del gioco, chiudendo i conti dopo 30 minuti. Nel secondo tempo c’è stato spazio ancora per sprazzi di sofferenza, ma il risultato è stato comunque il massimo a cui si poteva ambire. Tre batoste rifilate ai lituani del Kauno Zalgiris e primo posto in classifica. Lo ribadiamo, sì, perché è un risultato pazzesco. Il tutto ottenuto dovendo forzatamente optare per un importante turnover, con ben cinque cambiamenti nell’undici titolare. Ma non sorride solo l’Europa. I bianconeri, a ridosso della pausa per le nazionali, si trovano ancora in corsa per tre diverse competizioni, portate tutte egregiamente avanti nonostante un calendario implacabile. Contando anche la trasferta di domenica a San Gallo, i bianconeri avranno infatti giocato ben otto partite in 28 giorni.
Senza essere la priorità
Tornando a guardare soltanto la Conference League, è impressionante osservare il nome del Lugano davanti a tutti. Guardando la classifica, i bianconeri si trovano davanti a compagini come Monaco, Brighton, Ajax e Atalanta. Certo, non sono soli a quota nove punti, ma in compagnia di altre tre avversarie, ma la differenza reti gli sorride. E non è poco. Mattia Croci-Torti, nella pancia dell’AIL Arena dopo il successo sui lituani, non ha voluto lasciare troppo spazio all’entusiasmo, ma l’orgoglio nei confronti della stagione che sta disputando la sua squadra si è percepito tutto. «La Conference non è la nostra priorità, ma è comunque una vetrina importante per i nostri giocatori. Inoltre vincere aiuta a costruire consapevolezza. Essere nelle posizioni di vertice della classifica rende sicuramente questa squadra ancora più forte. Ci piacerebbe ripetere quanto fatto due anni fa, cercando di raggiungere almeno gli ottavi di finale. Sappiamo che non sarà semplice, ma dopo questa vittoria possiamo praticamente dire che giocheremo ancora a febbraio. Ed è sicuramente una bella soddisfazione. Ma lo ripeto, l’Europa non è il focus. Anche la formazione iniziale (schierata contro lo Zalgiris, ndr) è stata pensata con un obiettivo preciso: gestire al meglio le energie dei giocatori in vista della partita contro il San Gallo, che per noi è molto importante».
Lo spirito di gruppo
Già, il campionato. In Super League, invece, il Lugano guarda tutti dall’alto in basso, con nove punti di distanza dal primo inseguito, lo Young Boys. La stagione è ancora lunga, certo, ma Steffen e compagni sono stati bravi a mettere già parecchio fieno in cascina, grazie a quei 23 risultati utili consecutivi. Anche in questo senso il Crus chiama però alla cautela. «Mi rende orgoglioso soprattutto vedere che ogni giorno la squadra gioca con spirito di gruppo, entusiasmo e voglia di vincere, mantenendo alta la concentrazione. Quando si ottengono tanti risultati positivi, il rischio è però quello di avere qualche calo di tensione. È probabilmente l’aspetto che mi preoccupa maggiormente. Fino a questo momento, però, sia contro il Basilea sia contro lo Zalgiris, siamo entrati in campo con fame e determinazione, dimostrando di voler portare a casa la vittoria. Sono più contento di vedere una squadra che non perde l’appetito piuttosto che soffermarmi sulla lunga serie di risultati positivi. Prima o poi arriveranno anche le giornate difficili, ma queste prestazioni mi confermano quanto il gruppo creda in quello che sta facendo. I primi tempi disputati ultimamente dimostrano che non ci sono cali di dedizione. Nel finale può esserci qualche flessione nella concentrazione, ma è anche una conseguenza della stanchezza e della minore freschezza di alcuni giocatori, che inevitabilmente perdono un po’ di lucidità».
Cinque ostiche trasferte
Il San Gallo rappresenta ora l’ultimo ostacolo, poi il Lugano avrà a disposizione ben 12 giorni per tirare il fiato. E il tecnico momò ha già le idee ben chiare su come intende impiegarli. «Non lavorerò affatto (ride, ndr)». Poi il Crus chiarisce: «L’unica cosa che cercherò di fare sarà permettere ai ragazzi di recuperare al meglio. Mi sentono parlare e gridare ogni giorno da mesi. Ora è importante staccare. Negli ultimi quattro mesi abbiamo avuto soltanto una breve pausa durante la lunga sosta delle nazionali. Dobbiamo quindi cercare di rigenerare le energie il più possibile. Dopo la sosta ci aspetta qualcosa di particolare, che credo non sia mai successo nella storia del Lugano: giocheremo cinque partite consecutive in trasferta (contro Jablonec, Lucerna, San Gallo, Zurigo e Copenhagen, ndr). Sarà un periodo molto impegnativo, contro avversari di valore. È quindi positivo aver messo fieno in cascina in questo momento. Durante la pausa cercheremo soprattutto di riposare e recuperare. Prima, però, ci aspetta ancora una partita importantissima. Quella di domenica sarà una sfida davvero dura».
«Mi dispiace che Murat Yakin ignori i nostri giocatori»
Nel giorno in cui il Lugano ha sconfitto lo Zalgiris, Murat Yakin, in quel di Muri bei Bern, ha svelato i convocati per l’imminente finestra dedicata alle nazionali. No, neanche a questo giro ci sono nomi bianconeri. E questo nonostante la strepitosa stagione che Steffen e compagni stanno inscenando. Il tema è stato girato anche al tecnico Mattia Croci-Torti nella pancia dell’AIL Arena al termine della sfida contro i lituani. «Sinceramente mi dispiace che siano così pochi giocatori del nostro campionato a trovare spazio in Nazionale. Il rischio è che, a forza di non convocare calciatori della Super League, si finisca per spingere i ragazzi a cercare fortuna all’estero, dando l’impressione che quella sia l’unica strada per vestire la maglia della Svizzera». Il Crus ha però poi ribadito come queste siano, ad ogni modo, «scelte di Murat Yakin, che finora ha svolto un ottimo lavoro e ottenuto risultati importanti. È evidente, però, che lasciare fuori i giocatori del campionato svizzero rischia di sminuire il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle nostre società. Il commissario tecnico ha spiegato di aver bisogno di calciatori con maggiore esperienza internazionale. Se questa è la sua valutazione, non possiamo che rispettarla».
Questo non implica però che i talenti bianconeri debbano smettere di crederci, ha sottolineato il tecnicno momò. «Non servono polemiche: dobbiamo impegnarci ancora di più e dimostrare che anche qui a Lugano ci sono giocatori capaci di fare cose importanti. Aggiungo soltanto che dispiace vedere i nostri calciatori esclusi anche quando si distinguono in competizioni europee. Ma ognuno fa le proprie scelte e noi dobbiamo rispettarle, cercando di convincere il commissario tecnico con le prestazioni». No, neanche il picchetto di Dos Santos è una consolazione per il Crus. «Non dobbiamo accontentarci, merita di più. Senza polemiche, vogliamo dimostrare che i nostri giocatori meritano maggiore considerazione».
