La conferenza

Il «mondo sottosopra» di Alan Friedman

Sabato al Collegio Papio di Ascona il noto giornalista e commentatore ha dialogato con il direttore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti su temi di stretta attualità geopolitica, con uno sguardo anche sulla Svizzera
© CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Online
25.10.2026 10:35

Oltre 250 persone hanno riempito sabato gli spazi del Collegio Papio per la conferenza «Un mondo sottosopra?», promossa dall’Associazione amici del Collegio Papio. Dopo il saluto del presidente Maurizio Checchi, è intervenuto Alan Friedman, giornalista e commentatore anche della nostra testata, in dialogo con il direttore del Corriere del Ticino, Gianni Righinetti.

Secondo Friedman, la Cina è la vera beneficiaria del vuoto lasciato da Stati Uniti ed Europa. Mosca sarebbe ormai un vassallo di Pechino, mentre l’Europa resta priva di una politica estera e di difesa comuni. Il relatore prevede un nuovo inasprimento del conflitto con l’Iran e un possibile ulteriore balzo del petrolio entro Natale, uno scenario che ha esitato a definire «un disastro», anche per la Svizzera. Incalzato da Righinetti, ha precisato: «È un disastro perché va a sommarsi alla guerra ibrida della Russia, che sui social media incita le folle e infiltra provocatori nelle proteste violente in Europa. Inoltre, quando benzina e gasolio costano troppo, quando in America non ci si può permettere una bistecca di qualità o i mutui salgono, la gente soffre».

Sul fronte americano, Friedman prevede un successo dei democratici alle midterm del 3 novembre, sia alla Camera sia al Senato. Trump appare «fuori gioco» sul piano della popolarità, ma non su quello del potere. Il relatore cita una forte contrarietà alla guerra in Iran e tre episodi che, secondo lui, tentano di condizionare il voto: presunte anomalie di touch screen, la richiesta pubblica di escludere uno Stato dalla competizione e la cancellazione di 300 mila voti per corrispondenza in North Carolina. In caso di esito serrato, ipotizza un nuovo «colpo di Stato», come accaduto il 6 gennaio 2021. Il Canada è indicato come modello: Friedmann ha lodato il premier Carney per aver respinto le pressioni di Washington e guarda con interesse all’accordo di membership tra Ottawa e l’UE. Da qui la domanda alla Svizzera: può ispirarsi a questo modello senza rinunciare alla propria sovranità? Righinetti ha ricordato il chiaro esito del voto popolare sulla neutralità.

Il capitolo più concreto riguarda il portafoglio dei cittadini. Per abbassare i prezzi dell’energia servirebbero la riapertura di Hormuz, la fine delle minacce degli Houthi nel Mar Rosso e una pace in Medio Oriente. «Non ci sono soluzioni semplici per problemi complessi», ha concluso Friedman, mettendo in guardia dalle ricette proposte da molti leader.