Agricoltura

Il peggior raccolto estivo di patate mai registrato in Svizzera

Quest'anno, sono state raccolte solo 333.000 tonnellate di tuberi — Per compensare, è stato necessario importarne 130.000 tonnellate — Il cattivo raccolto e il ricorso alle importazioni potrebbero ripercuotersi sui prezzi nei negozi
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Ats
03.09.2026 10:06

L'ondata di caldo di quest'estate ha portato al peggior raccolto di patate in Svizzera dall'inizio delle rilevazioni. Per compensare, è stato necessario importarne 130.000 tonnellate. Quest'anno, sono state raccolte solo 333.000 tonnellate di tuberi, ha indicato l'organizzazione del settore Swisspatat in una conferenza stampa a Zurigo. Si tratta di quasi il 20% in meno rispetto alla media degli ultimi sei anni.

Il cattivo raccolto e il ricorso alle importazioni potrebbero ripercuotersi sui prezzi nei negozi. La proporzione di patate svizzere sugli scaffali dovrebbe diminuire, così come la dimensione dei tuberi. Anche le patatine fritte e le chips potrebbero quindi essere sensibilmente più piccole del solito. Non vi è tuttavia alcun rischio di penuria: le quantità disponibili sono sufficienti per l'industria e il consumo privato.

Swisspatat chiede però alla Confederazione di sostenere maggiormente le nuove tecnologie di selezione al fine di sviluppare varietà più resistenti, nonché di garantire un accesso sufficiente all'acqua. Secondo l'organizzazione, è necessario affrontare con maggiore determinazione gli effetti dei cambiamenti climatici.

Irrigazione aumenta resa del 55%

La forte siccità che ha caratterizzato il periodo dalla primavera all'estate si ripercuote sulla carenza d'acqua per le colture. Solo il 50% delle superfici svizzere destinate alle patate è stato irrigato in questa stagione. In media, la loro resa è stata superiore del 55% rispetto a quella delle superfici che non hanno potuto essere bagnate. Queste cifre illustrano l'impatto considerevole di siccità così marcate sui raccolti.

La patata resta quindi sotto pressione. Il settore ha reagito a questa evoluzione già nel 2020 adottando diverse misure, con particolare attenzione alle varietà più resilienti. Dal 2024 è stato concluso con la Confederazione un accordo concreto sugli obiettivi. Esso prevede che, entro il 2040, l'80% della produzione si basi su varietà più robuste. Queste rappresentano già il 20% delle superfici coltivate oggi.

Il direttore di Swisspatat Christian Bucher ha ribadito che due fattori sono determinanti per affrontare meglio gli effetti prevedibili del cambiamento del clima: «Se vogliamo continuare a garantire un approvvigionamento affidabile di patate svizzere, dobbiamo poter procedere allo stesso ritmo dell'Unione europea nel campo delle nuove tecniche di selezione. La creazione di nuove varietà robuste può richiedere fino a 15 anni, un periodo che non possiamo permetterci». A suo avviso, il settore della patata deve essere coinvolto nell'elaborazione delle strategie di gestione dell'acqua.

Puntare su nuove tecniche

L'organizzazione chiede inoltre di poter ricorrere a nuove tecniche di selezione, in particolare all'editing genomico, talvolta chiamato «forbici genetiche». Ciò permetterebbe di sviluppare più rapidamente patate resistenti alle malattie e meglio adatte ad affrontare la siccità. Attualmente, in Svizzera queste tecniche sono soggette alla moratoria sull'ingegneria genetica, prorogata fino al 2030. Swisspatat mette in guardia da un inasprimento delle condizioni rispetto all'Unione europea, che a suo avviso rischierebbe di svantaggiare i produttori svizzeri. «Se vogliamo continuare a garantire un approvvigionamento affidabile di patate svizzere, dobbiamo poter tenere il passo con l'UE», anche in questo ambito, ha aggiunto Bucher.