Svizzera

«Il potenziale di AlpTransit non è utilizzato appieno»

Lo ha constatato il Consiglio federale nell'ultimo rapporto sul trasferimento del traffico – Per migliorare la situazione sono previsti investimenti sulle tratte d'accesso in Francia e Germania, nonché incentivi finanziari per attenuare la sospensione dell'autostrada viaggiante
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Ats
19.11.2025 14:00

Il potenziale di AlpTransit non è attualmente utilizzato appieno. Lo ha constatato il Consiglio federale nell'ultimo rapporto sul trasferimento del traffico. Per migliorare la situazione sono previsti investimenti sulle tratte d'accesso, nonché incentivi finanziari per attenuare le conseguenze negative della sospensione dell'autostrada viaggiante.

Alla fine del 2024 - quattro anni dopo l'apertura della galleria di base del Monte Ceneri, che ha seguito l'inaugurazione di quella del San Gottardo nel 2016 e del Lötschberg nel 1999 - la quota della ferrovia nel traffico merci transalpino si è attestata al 70,3%. Tale dato è inferiore di 2,6 punti rispetto al 2022, e per l'anno in corso si prevede una ulteriore riduzione, indica il documento.

Insomma, se il traffico passeggeri su rotaia si è ripreso molto rapidamente dopo la crisi legata al Covid-19, registrando oggi risultati record in termini di domanda, il traffico ferroviario merci ha visto diminuire la propria quota di mercato, ha riassunto il consigliere federale Albert Rösti in conferenza stampa.

Il numero di transiti annui di camion attraverso le Alpi è infatti aumentato negli ultimi anni, e si situa attualmente a quota 960.000. L'obiettivo di trasferimento del traffico - fissato a 650.000, ndr. - non è quindi ancora stato raggiunto, ha detto Rösti. «Il trasferimento resta tuttavia una priorità, perché ogni passaggio Nord-Sud grava sul nostro sistema stradale, già sovraccarico».

Il trasferimento è attualmente ostacolato soprattutto dal lento avanzamento dell'ammodernamento delle tratte di accesso. «Finché le tratte di accesso in Germania e Italia non saranno completate - ha evidenziato Rösti -, si creano colli di bottiglia e ritardi che riducono l'attrattiva e la competitività della ferrovia rispetto alla strada».

«Nei miei recenti incontri con i colleghi tedeschi e italiani all'inizio di novembre ho sottolineato quanto siano importanti per noi il completamento delle tratte di accesso e una buona gestione del traffico durante i cantieri», ha proseguito il consigliere federale. Con Matteo Salvini e Patrick Schnieder «ho trovato apertura e comprensione». Insomma, la consapevolezza dell'importanza degli interventi c'è, «anche perché le strade nei Paesi vicini sono ormai congestionate», ha sottolineato il consigliere federale.

Anche la Svizzera farà la sua parte, ha assicurato Rösti: le FFS amplieranno ad esempio la linea Sciaffusa - Zurigo - Ottmarsingen (AG) entro metà 2028. Insieme al potenziamento della tratta Stoccarda (D) - Singen (D), questa fungerà da percorso alternativo alla ferrovia della valle del Reno in Germania.

Rösti ha poi annunciato che le FFS inizieranno l'anno prossimo i lavori principali di adeguamento di due tunnel vicino a Basilea, nell'ambito del progetto di ammodernamento della linea sulla sponda sinistra del Reno, in Francia. A febbraio era stata firmata una dichiarazione d'intenti con Parigi.

Rispondendo a una domanda di un giornalista, Rösti ha poi precisato che allo stadio attuale non sono previsti finanziamenti svizzeri a infrastrutture estere. «Il principio è quello della territorialità: i Paesi finanziano i propri investimenti». Il consigliere federale non ha escluso che il Parlamento possa discuterne, «ma al momento il Consiglio federale non prevede interventi finanziari all'estero», ha precisato Rösti, ricordando come in passato la Svizzera abbia investito in alcune linee in Italia.

Una ulteriore sfida riguarda poi la cessazione dell'esercizio dell'autostrada viaggiante, prevista a metà del prossimo mese. Per limitare il riversamento del traffico sulla strada, il Consiglio federale prevede di estendere il sostegno finanziario al traffico combinato non accompagnato (trasporto di semirimorchi, container e casse mobili su rotaia; TCNA).

I 66 milioni di franchi risparmiati con l'interruzione dell'autostrada viaggiante potranno essere destinati fino al 2028 al potenziamento del TCNA, ha spiegato Rösti. Il ministro dei trasporti ha sottolineato come questo sistema sia energeticamente più efficiente rispetto al precedente. Il Consiglio federale sta inoltre valutando di estendere il sostegno anche oltre il termine attuale del 2030.

Un altro elemento è la revisione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni. I camion più vecchi saranno chiamati a versare tasse più elevate, mentre i veicoli elettrici o moderni beneficeranno di condizioni più favorevoli. «In questo modo - ha sostenuto Rösti - si rafforza complessivamente la competitività del trasporto ferroviario rispetto a quello stradale».

Il Consiglio federale oggi ha anche approvato misure per sostenere il traffico ferroviario merci interno. In primo luogo figurano le disposizioni, a livello di ordinanza, che applicano la revisione totale della legge sul trasporto di merci approvata dal Parlamento in primavera.

Tra le misure principali, ha spiegato Rösti, contributi annuali per 50 milioni di franchi per favorire il carico e il trasbordo delle merci, con un importo forfettario di 40 franchi per carro ferroviario movimentato e un tetto massimo di 8000 carri per binario di raccordo. Il requisito legato al numero minimo di vagoni caricati all'anno è invece stato eliminato dopo la consultazione, ha precisato Rösti.

Tra le novità c'è anche l'introduzione dell'accoppiamento automatico digitale (DAC), che mira a velocizzare e rendere più economico il traffico ferroviario. Per equipaggiare i carri ferroviari e le locomotive con questo sistema, Berna verserà un contributo forfettario di 8000 franchi per ogni veicolo, per un massimo complessivo di 180 milioni di franchi, ha indicato il ministro dei trasporti.

I vantaggi del DAC dipenderanno tuttavia anche dalla partecipazione dell'Europa: «si tratta infatti di traffico transfrontaliero, e solo se anche gli altri Paesi aderiranno e i sistemi saranno compatibili tra loro, la razionalizzazione potrà realmente avere effetto», ha precisato Rösti.

Per il traffico a carro completo (TCC), FFS Cargo resterà il principale operatore. Una convenzione sarà negoziata entro fine anno con l'Ufficio federale dei trasporti, in modo che il finanziamento possa partire a gennaio 2026. Questa prestazione era stata messa a concorso, FFS Cargo è l'unica ad aver presentato un'offerta, ha precisato Rösti.