Il premier di Haiti progetta il rientro in patria

Il primo ministro di Haiti, Ariel Henry, si trova da martedì a Porto Rico e sta pianificando il suo ritorno a Port au Prince, smentendo così le voci secondo cui avrebbe chiesto asilo agli Stati Uniti.
Il segretario di Stato di Porto Rico, Omar Marrero, ha confermato ai media che «l'Fbi statunitense sta lavorando in coordinamento con le autorità federali locali per assistere Henry dopo il suo arrivo sull'Isola».
Per ragioni di sicurezza, tuttavia, il ministro non ha fornito ulteriori dettagli su «quanto tempo il premier haitiano resterà nel Paese», limitandosi ad assicurare che «ha in programma di ritornare nel suo Paese appena possibile».
«È in atto uno sforzo fra il Dipartimento di Stato federale, la sua divisione di sicurezza diplomatica e i servizi segreti degli Stati Uniti per far sì che tutto si svolga senza problemi» durante la sua permanenza, ha concluso, smentendo comunque che «il funzionario haitiano abbia chiesto asilo negli Stati Uniti».
Dopo aver partecipato a fine febbraio ad un vertice della Comunità dei Caraibi (Caricom), Henry si è recato a Nairobi, in Kenya, per firmare un accordo per la costituzione della Missione multinazionale di sostegno alla sicurezza (Mmas), e poi negli Usa, per colloqui.
Ha quindi cercato di rientrare con un aereo privato, senza successo, nella capitale haitiana, dove le bande criminali agli ordini del boss Jimmy Chérizier, meglio noto come Barbecue, pretendono le sue dimissioni.