Confederazione

Il progetto «Google Tax» a favore dei media subisce ritardi

Il Consiglio federale deve completare il suo progetto «Google Tax», che chiede di remunerare i media per l'utilizzo dei loro contenuti giornalistici, al fine di integrare anche i fornitori di intelligenza artificiale
© CdT / Gabriele Putzu
Ats
27.03.2026 17:09

Il Consiglio federale deve completare il suo progetto «Google Tax», che chiede di remunerare i media per l'utilizzo dei loro contenuti giornalistici, al fine di integrare anche i fornitori di intelligenza artificiale (IA). La commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) ha approvato all'unanimità la decisione del Nazionale di rinviare il progetto al Governo. L'idea del Consiglio federale è di introdurre un diritto di protezione affine, una norma comparabile al diritto d'autore, che permetterebbe agli editori di richiedere denaro a piattaforme come Google o Facebook per l'uso dei loro contenuti. Durante la sessione appena conclusasi, il Consiglio nazionale ha rinviato il progetto al Governo affinché venga completato integrandovi una mozione di Petra Gössi (PLR/SZ), che chiede una migliore protezione della proprietà intellettuale contro gli abusi legati all'IA. Uno studio commissionato dagli editori svizzeri aveva stimato in 154 milioni di franchi la somma che Google avrebbe dovuto pagare in base al cosiddetto «diritto di protezione affine». Altre stime parlano di un importo molto più modesto. L'azienda americana aveva subito criticato questo «tassa», durante la presentazione del messaggio del Consiglio federale. Per i suoi sostenitori, al contrario, questa normativa, già introdotta nell'UE, ha dimostrato la sua efficacia, ad esempio in Francia.