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Il riscatto di una nonna fuori corso

La cerimonia di laurea è sempre un momento particolare, soprattutto quando la attendi da mezzo secolo: Irma Garcia, 72 anni, è salita sul palco della George Mason University e ha ritirato il suo diploma, coronando un sogno
Irma Garcia mostra l'abito della cerimonia di laurea della George Mason University di Fairfax. © Facebook / The Culture Capitol
Prisca Dindo
27.06.2026 21:00

La cerimonia di laurea è sempre un momento particolare, soprattutto quando la attendi da mezzo secolo.

Lo scorso 17 maggio Irma Garcia, settantadue anni, è salita sul palco della George Mason University di Fairfax, in Virginia, e ha ritirato il suo diploma, coronando il suo sogno.

Le foto che la ritraggono raggiante con la divisa verde e la laurea in mano hanno fatto il giro degli Stati Uniti. Irma è una donna a dir poco tenace. Nata nel 1953 a Porto Rico, è arrivata in Virginia nel 1978.

Siccome aveva tre bimbe da sfamare, ha raccontato alla tv americana Fox News, si è data subito da fare. Di giorno lavorava negli uffici di un community college, di notte in un take away. Tra un’insalata da pulire e una scrivania da ordinare, aveva cominciato a studiare, raccogliendo crediti universitari. Lo faceva nei ritagli di tempo che una madre sola con tre bambine riesce a trovare. Poi ha gettato la spugna, perché «era troppo difficile, la stanchezza era davvero tanta». Mise il suo sogno nel cassetto e continuò a lavorare senza alzare la testa. Intanto le sue figlie diventarono grandi, si sposarono e fecero figli. I nipotini arrivarono uno dopo l’altro. Uno, tre, otto.

«Alla fine - ha spiegato ai giornalisti di Fox News - mi sono detta: ora ho di nuovo tempo… perché non iscrivermi?» Detto, fatto.

Cinque anni fa, si iscrisse alla Schar School, scegliendo amministrazione pubblica come indirizzo di studi. I suoi otto nipoti, cinque dei quali già laureati, la incoraggiarono.

«Mi hanno dato un sacco di consigli», ha detto. «Erano molto contenti di vedermi andare a scuola».

Le figlie e i nipoti l’hanno aiutata con i portali universitari, le piattaforme digitali, la tecnologia che in quegli anni di assenza dai corsi si era trasformata di nuovo.

«Adoravo la scuola. Mi sono divertita molto con i miei compagni di classe.

Sono stata accolta bene e ho stretto amicizie. Mi sentivo come in una stanza piena di nipoti. Ero la nonna di tutti».

Irma ha raccontato che molti dei suoi compagni di classe provenivano da un contesto simile al suo e che anche loro conciliavano lavoro e studi.

«Metà degli studenti che andavano a scuola con me erano immigrati o lo erano i loro genitori», ha detto. «Lavoravano, ma non perdevano un giorno di scuola».

Alla George Mason l’hanno aiutata attraverso un programma che consente agli over sessantacinque di seguire corsi universitari con agevolazioni significative. Le sue advisor, Ann Ludwick e Jana Biever, e l’ufficio del Registrar l’hanno seguita passo dopo passo. «Avevo molte domande su quali corsi scegliere, e loro sono stati molto disponibili», ricorda la settantaduenne.

Ora Irma vorrebbe trovare un lavoro part-time in una organizzazione non profit. Vorrebbe lavorare in enti locali e associazioni. «Voglio cercare il modo di rendere le persone più capaci di badare a se stesse. È quello che ho amato di più nella mia vita; aiutare le persone a usare le risorse disponibili per diventare autosufficienti è sempre stato il mio obbiettivo».

Alla cerimonia di maggio c’erano una figlia e tre nipoti ad aspettarla in platea. Il presidente dell’università, Gregory Washington, ha citato la storia di Irma durante il discorso ufficiale, ottenendo l’applauso più caloroso della mattinata.

«Per me, da madre single con tre figlie da crescere, è stato molto difficile ha riconosciuto - ma se lo si desidera, tutto è possibile. Forse non accadrà subito, ma se ci credi prima o poi succederà. Cosa dico a chi sente per la prima volta le mia storia? Non smettete di inseguire i vostri sogni».

Ne ha fatta di strada la ragazza single arrivata da Porto Rico con tre bambine e nessuna certezza.

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