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15:27
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Ucraina, 3 civili morti in seguito agli attacchi russi in Kherson
Due civili sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti feriti nella regione di Kherson, ha dichiarato il capo dell'Amministrazione militare regionale Oleksandr Prokudin, secondo quanto riferisce l'agenzia ucraina Interfax.
«Verso le 11.00, i russi hanno attaccato un'auto civile con un drone sull'autostrada vicino al villaggio di Tarasa Shevchenko, nella comunità di Beryslav. A seguito dello sgancio di esplosivi da un drone, un uomo nato nel 1962 è morto», ha scritto Prokudin oggi, secondo quanto riporta Interfax.
«Verso le 12.30, i russi hanno attaccato la parte centrale di Kherson. Due uomini sono morti a causa dei bombardamenti... Altri tre residenti di Kherson sono rimasti feriti. Sono attualmente ricoverati in ospedale e ricevono le cure mediche necessarie», ha riferito in seguito Prokudin.
15:03
15:03
Merz: «Per una forza multinazionale serve l'assenso russo»
La formazione e il dispiegamento di una forza multinazionale come garanzia di sicurezza per l'Ucraina sono impossibili senza l'assenso della Russia: lo ha dichiarato il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz.
«L'ordine delle azioni (nella formazione e nello spiegamento delle forze multinazionali) deve essere il seguente: prima un cessate il fuoco, poi garanzie di sicurezza per l'Ucraina, poi un accordo (di pace) a lungo termine con la Russia. E tutto questo è impossibile senza il consenso della Russia, dal quale, a quanto pare, siamo ancora piuttosto lontani», ha concluso.
14:15
14:15
Merz: «Vogliamo sostenere Kiev dopo la tregua, ma Mosca non la vuole»
Mosca continua a non volere una tregua. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, a Kloster Seon, in Baviera, a margine della sessione del gruppo regionale della Csu, svoltasi nell'ambito della riunione del partito che si tiene come sempre agli inizi di gennaio in Baviera.
«Il vertice di Parigi è stato un grande successo - ha affermato Merz -. Dopo la tregua vogliamo continuare a sostenere l'Ucraina. Non c'è nessun dubbio su questa nostra volontà. Ma adesso come prima una tregua non è all'ordine del giorno. La Russia non la vuole». E la Russia, ha incalzato, «deve riconoscere che non ha senso andar avanti».
«Vogliamo chiudere questa guerra il prima possibile e voglio dire al popolo tedesco che io personalmente e il governo facciamo tutto il possibile per mantenere la pace nel nostro continente. Questa è la priorità», ha sottolineato il cancelliere tedesco.
13:58
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Zelensky: «Garanzie di sicurezza pronte a essere finalizzate con Trump»
«Rustem Umerov ha riferito sui risultati dei negoziati del nostro team in Francia ieri. Il documento bilaterale sulle garanzie di sicurezza per l'Ucraina è ora sostanzialmente pronto per la finalizzazione al massimo livello con il Presidente degli Stati Uniti».
Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «È importante che l'Ucraina unisca con successo gli sforzi dei team europeo e americano e, insieme, abbiamo discusso, in particolare, i documenti sulla ripresa e lo sviluppo economico. Sono state affrontate anche questioni complesse relative al quadro di base per la fine della guerra e la parte ucraina ha presentato possibili opzioni per la finalizzazione di questo documento. Sappiamo che la parte americana interagirà con la Russia e ci aspettiamo un feedback sulla reale volontà dell'aggressore di porre fine alla guerra», ha sottolineato Zelensky.
«Al ritorno a Kiev, il nostro team negoziale riferirà su tutti i dettagli degli incontri. Stiamo inoltre informando i nostri partner sulle conseguenze degli attacchi russi, che chiaramente non indicano che Mosca stia riconsiderando le sue priorità. In questo contesto, è necessario che la pressione sulla Russia continui ad aumentare con la stessa intensità del lavoro dei nostri team negoziali. La fattibilità delle future garanzie di sicurezza deve essere dimostrata dalla capacità dei nostri partner di esercitare una pressione efficace sull'aggressore proprio in questa fase. Stiamo preparando nuovi contatti pertinenti con i partner», ha riferito il leader ucraino.
13:57
13:57
Kiev: «4 feriti in un raid delle truppe russe su Kherson»
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito in un raid il quartiere Dniprovskiy di Kherson provocando il ferimento di quattro persone: lo riporta l'agenzia Ukrinform citando l'amministrazione della regione ucraina di Kherson.
13:34
13:34
Sanchez: «Pronti a mandare forze pace in Ucraina e in Palestina»
«Se la Spagna ha mandato truppe di pace ad altre latitudini lontane, come non mandare forze di pace in Ucraina, in un paese europeo? Dobbiamo partecipare attivamente all'implementazione di questa architettura di sicurezza europea». Lo ha detto il premier Pedro Sanchez in apertura della conferenza dei 130 ambasciatori spagnoli riunita a Madrid, nell'annunciare che la Spagna è pronta a partecipare «con truppe di pace, quando sarà il momento» alla stabilità, alla pace «non solo europea ma a quella internazionale», anche in Palestina, con la presenza di militari in missioni di peacekeeping quando si avanzerà su «un orizzonte di pace» nei due Paesi.
Al riguardo Sanchez ha anticipato che chiederà al Congresso spagnolo il sostegno all'invio di truppe sui due scenari, se si faranno passi avanti sulla cessazione delle ostilità. «Non dimentichiamo la Palestina e la Striscia di Gaza. La Spagna deve partecipare attivamente nella ricostruzione della speranza in Palestina», dove «la situazione continua a essere intollerabile» ha evidenziato il leader socialista, nel ribadire che il compito di pacificazione dovrà culminare con «uno Stato di Palestina indipendente, fattibile e sicuro» in coesistenza con lo Stato di Israele.
Già ad ottobre, dopo aver partecipato al vertice di Sharm el-Sheik, Sanchez aveva aperto la porta all'invio di truppe spagnole in Palestina per contribuire «in maniera attiva» al compito di pacificazione.
13:32
13:32
Mosca: «Le forze europee in Ucraina obiettivi militari legittimi»
Il dispiegamento di forze europee e la creazione di hub militari europei in Ucraina saranno considerate da Mosca come «un intervento straniero» e «una minaccia diretta» alla Russia, che pertanto li prenderà di mira come «obiettivi militari legittimi». Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, in merito ai piani franco-britannici per una forza multinazionale sul territorio ucraino dopo un cessate il fuoco.
Gli «avvertimenti ripetutamente espressi» dalla Russia «ai più alti livelli» contro lo schieramento di truppe e l'installazione di strutture militari occidentali in Ucraina, «rimangono attuali», ha sottolineato Zakharova.
A margine del vertice dei Paesi europei svoltosi martedì a Parigi, alla presenza degli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, Francia, Gran Bretagna e Ucraina hanno firmato una 'dichiarazione d'intenti' per formare una forza multinazionale da schierare in Ucraina dopo la cessazione delle ostilità. Il premier britannico Keir Starmer ha inoltre parlato della creazione di «hub militari» franco-britannici nel Paese.
Commentando i risultati del vertice tenutosi martedì a Parigi, Mosca ha anche affermato che le «nuove dichiarazioni militariste» della Coalizione dei Volenterosi e del governo di Kiev, mostrano che questi Paesi danno vita ad «un vero asse della guerra».
«I piani dei suoi partecipanti stanno diventando sempre più pericolosi e distruttivi per il futuro del continente europeo e dei suoi abitanti», ha detto Zakharova.
11:49
11:49
Zelensky: «La Russia fa la guerra al nostro popolo per spezzarci»
«Non c'è assolutamente alcuna giustificazione militare negli attacchi al settore energetico e alle infrastrutture che lasciano le persone senza elettricità e riscaldamento durante l'inverno. Questa è la guerra della Russia appositamente contro il nostro popolo, contro la vita: un tentativo di spezzare l'Ucraina».
Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo l'attacco russo nelle regioni di Dnipro e Zaporizhzhia. «È importante - ha aggiunto - che i nostri partner in tutto il mondo rispondano a questo deliberato tormento del nostro popolo da parte della Russia».
«Ecco perché il sostegno alla nostra resilienza e tutte le forme di assistenza al nostro Stato devono funzionare a pieno regime. Le discussioni diplomatiche non possono essere un pretesto per rallentare la fornitura di sistemi e attrezzature di difesa aerea che contribuiscono a proteggere vite umane - ha insistito Zelensky -. Stiamo lavorando con i nostri partner per garantire una risposta adeguata».
Il presidente ucraino ha inoltre riferito che la fornitura di energia elettrica è stata ripristinata nella regione di Zaporizhzhia, mentre «proseguono i lavori» in quella di Dnipro.
11:28
11:28
Mosca: «Conquistato un villaggio nella regione ucraina di Dnipropetrovsk»
Il ministero della Difesa russo sostiene che le sue truppe hanno conquistato il villaggio di Bratskoye, nella regione ucraina di Dnipropetrovsk, circa cento chilometri a Sud del capoluogo Dnipro. Lo riferiscono le agenzie russe.
10:48
10:48
Kiev, prosegue la consegna di sistemi di difesa aerea britannici
Più di un milione di famiglie nella regione di Dnipropetrovsk, nell'Ucraina centrale, sono rimaste senza acqua ed elettricità dopo gli attacchi notturni russi alle infrastrutture energetiche del Paese, ha dichiarato Oleksii Kuleba, vice premier e ministro dello Sviluppo Comunitario e Territoriale ucraino, in messaggi sui social media.
«I lavori di riparazione sono in corso» ha affermato.
10:11
10:11
Mosca: «Abbattuti 66 droni ucraini sulla Russia»
Il ministero della Difesa russo ha riferito che «nel corso della notte tra le 23:00 del 7 gennaio e le 7:00 dell'8 gennaio, i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e distrutto 66 droni ucraini».
In particolare, 14 droni sono stati abbattuti sulla Crimea, annessa nel 2014 alla Russia, 13 sul Mar d'Azov, 12 sul Mar Nero, 11 sul territorio di Krasnodar, sei sulla regione di Rostov, cinque sulla regione di Oryol, due sulla regione di Kursk, 2 sulla regione di Volgograd, uno sul territorio di Bryansk.
Inoltre, tra le 7:00 e le 9:00 di questa mattina ora di Mosca (dalle 5.00 alle 7.00 ora svizzera), i sistemi di difesa aerea hanno abbattuto altri 11 droni sul territorio di Krasnodar.
09:32
09:32
A Dnipropetrovsk più di un milione di famiglie senza acqua e luce
Più di un milione di famiglie nella regione di Dnipropetrovsk, nell'Ucraina centrale, sono rimaste senza acqua ed elettricità dopo gli attacchi notturni russi alle infrastrutture energetiche del Paese, ha dichiarato Oleksii Kuleba, vice premier e ministro dello Sviluppo Comunitario e Territoriale ucraino, in messaggi sui social media.
«I lavori di riparazione sono in corso» ha affermato.
09:31
09:31
Kiev: «Attaccati da droni russi, colpite infrastrutture energetiche»
Nella notte la Russia ha attaccato l'Ucraina con 97 droni, di cui 77 sono stati abbattuti dalle forze di difesa aerea ucraine, secondo l'Aeronautica Militare ucraina. Lo scrive Rbc Ukraine.
Le truppe russe hanno attaccato le infrastrutture energetiche nelle regioni di Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia con droni d'attacco e missili che sono rimaste completamente senza elettricità.
I residenti sono stati esortati a fare scorta d'acqua in anticipo e sono stati istituiti centri per fornire assistenza e supporto. Tutti gli ospedali cittadini di Dnipro sono stati alimentati tramite generatori e le scuole hanno prolungato le vacanze di due giorni. Per l'interruzione di energia si sono verificate interruzioni nel traffico ferroviario suburbano e passeggeri a Dnipro e Zaporizhia.
06:00
06:00
Il punto alle 6.00
Il Senato statunitense potrebbe votare già la prossima settimana il provvedimento che prevede sanzioni alla Russia e punta a fare pressione su Mosca affinché metta fine alla guerra in Ucraina. Lo ha detto Lindsey Graham, il senatore repubblicano alleato di Donald Trump. «Trump ha dato il via libera al disegno di legge bipartisan sulle sanzioni alla Russia», ha messo in evidenza Graham.
Quattro membri della Duma sono stati inviati a Washington a gennaio per prendere parte ad alcuni incontri con i parlamentari statunitensi anche in merito alla questione ucraina. Lo ha annunciato su X la deputata repubblicana Anna Paulina Luna. «Ho ricevuto l'autorizzazione del Dipartimento di Stato affinché quattro membri della Duma russa possano incontrare i membri del Congresso per discutere dei colloqui di pace - si legge nel suo post - e ho esteso un invito formale a tali membri per incontrarci qui a Washington questo mese. La pace dovrebbe sempre prevalere - conclude la deputata - e le discussioni dovrebbero essere guidate da menti lucide».
