Giustizia

Fallimenti abusivi: 271 segnalazioni in sei anni, il Ticino fa scuola

Il nostro Cantone si conferma all'avanguardia rispetto alle misure recentemente introdotte a livello federale – Tra il 2019 e il 2025 sono stati segnalati al Ministero pubblico 271 incarti per possibili reati fallimentari
© CdT/Gabriele Putzu
Ats
22.01.2026 10:38

Il Ticino è da anni attivamente impegnato nella lotta contro i fallimenti abusivi e si conferma all’avanguardia rispetto alle misure recentemente introdotte a livello federale. Come si legge in una nota del DI, dal 1° gennaio 2025 sono entrate in vigore nuove misure federali per contrastare i fallimenti abusivi, tra cui la modifica parziale dell’articolo 11 della Legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (LEF). Un importante passo avanti nella prevenzione dei reati di natura penale legati ai fallimenti. 

Il Ticino, come detto, si conferma all'avanguardia: già da diversi anni, infatti, il Dipartimento delle istituzioni ha scelto di intervenire in modo mirato per contrastare un fenomeno che danneggia profondamente il tessuto economico e sociale.

Da agosto 2019, presso l’Ufficio dei fallimenti della Divisione della giustizia opera una figura professionale innovativa: il perito contabile nell’ambito della lotta contro gli abusi fallimentari. Il suo incarico principale è quello di individuare e contrastare gli abusi fallimentari, in un contesto reso particolarmente complesso anche dalla posizione geografica del Ticino, situato a ridosso del confine. Il perito ricopre inoltre un ruolo chiave di collegamento con le autorità inquirenti.

Un bilancio molto positivo

I risultati di questo nuovo approccio, sottolinea il DI, sono concreti. Tra il 2 agosto 2019 e il 31 dicembre 2025 sono stati segnalati al Ministero pubblico 271 incarti per possibili reati fallimentari, un numero nettamente superiore rispetto al passato. Va però ricordato che non di rado in una segnalazione sono comprese più ipotesi di reato. Accanto a reati tipicamente legati al fallimento quali l’omissione di contabilità (166 CP), la bancarotta fraudolenta (163 CP) e la cattiva gestione (165 CP), sono state segnalate anche ipotesi di reato al di fuori di questo ambito. La fattispecie più segnalata è l’omissione di contabilità (166 CP), spesso in relazione con altre ipotesi di reato, con 203 casi. Seguono la cattiva gestione (165 CP), con 139 casi, e la bancarotta fraudolenta (163 CP), con 42 casi.

In relazione alle misure introdotte durante la pandemia per sostenere l’economia sono stati segnalati anche 81 casi di Contravvenzione all’ordinanza sui crediti Covid-19. In questi anni di attività il perito si è confrontato con tutte le problematiche legate ai reati fallimentari, dai fallimenti seriali al commercio di società vuote e alla liberazione fittizia del capitale sociale.

In diversi casi è emerso come le imprese fossero sottocapitalizzate fin dall’inizio, in quanto la società era stata acquistata già vuota oppure perché il capitale proprio era stato ritornato agli azionisti subito dopo l’iscrizione della società a registro di commercio. Frequenti anche i casi dove la contabilità non veniva tenuta, oppure aggiornata con mesi di ritardo, così come i casi di inosservanza delle norme previste dal codice delle obbligazioni in merito alla perdita di capitale e di eccedenza di debiti.

Tra collaborazione e prospettive

Oltre ai risultati numerici, questa figura ha permesso di rafforzare la collaborazione tra i diversi servizi dell’Amministrazione cantonale, con il Ministero pubblico e con la Polizia cantonale, Sezione Reati Economico Finanziari. 

Lo scopo dell’introduzione di questa nuova figura professionale che esiste dal 2025 in tutti i Cantoni, è duplice: da un lato far emergere e perseguire penalmente gli abusi, dall’altro ridurre nel medio-lungo termine il numero dei fallimenti abusivi, rendendo meno attrattivo l’uso di strutture aziendali per scopi fraudolenti.