Turismo

Il Ticino resta una terra di sole e laghi

Due i profili di chi ha scelto di trascorrere le vacanze pasquali nella Svizzera italiana: da una parte abbiamo un pubblico urbano dal carattere mondano che predilige mete quali Lugano, Locarno ed Ascona; dall’altra abbiamo un pubblico che sceglie di trascorrere le vacanze nelle valli
© CdT / Chiara Zocchetti
Mattia Darni
09.04.2023 15:54

Per il settore turistico ticinese, al pari della stagione estiva, sono un’importante cartina di tornasole: stiamo parlando delle vacanze pasquali che, anche quest’anno, si sono inaugurate con code chilometriche di automobili ferme al portale Nord della galleria autostradale del San Gottardo. Ma cosa cercano le persone che decidono di passare la Pasqua in Ticino? «A seguito della pandemia di coronavirus si è assistito ad un ritorno d’interesse per il Ticino climatico», esordisce Claudio Visentin, docente di Cultural History of Tourism nel Master in International Tourism dell’Università della Svizzera italiana. «Con la creazione del LAC di Lugano, il Ticino stava spingendo sempre di più per essere riconosciuto quale polo culturale che attira dei viaggiatori interessati all’arte; il COVID, tuttavia, ha nuovamente posto l’attenzione su una regione “vicina” dalle grandi bellezze naturalistiche. Ecco allora che siamo tornati ad essere la terra del sole e dei laghi».

Profili antitetici

Analizzando più nel dettaglio il fenomeno si osservano due tendenze distinte e, in sostanza, antitetiche. «Da una parte abbiamo un pubblico urbano dal carattere mondano che predilige mete quali Lugano, Locarno ed Ascona; dall’altra abbiamo invece un pubblico più ridotto che sceglie di trascorrere le vacanze nelle valli», spiega Visentin. «Queste due categorie si mescolano abbastanza poco: per usare un’immagine suggestiva potremmo dire che assistiamo ad una contrapposizione tra scarpe e scarponi».

Proprio come i turisti, diverse sono anche le tendenze di questo 2023. «Attualmente i trend a cui assistiamo sono tre», continua Visentin. «Innanzitutto si osserva una rinata voglia di viaggiare dopo la pandemia; va poi constatato un progressivo scemare dell’interesse per l’esotico a vantaggio di mete vicine e, infine, si assiste ad un interesse per il Ticino soprattutto da parte di persone che vivono in altre zone della Svizzera o nella vicina Germania in quanto il franco forte attualmente scoraggia, almeno in parte, il turismo internazionale».

Il Ticino descritto finora è una regione idilliaca caratterizzata da paesaggi mozzafiato. Per rimanere sempre competitivo, tuttavia, il settore turistico deve riuscire a migliorarsi costantemente: in questo senso, su cosa si può ancora lavorare nella Svizzera italiana? «Gli aspetti che metterei sotto la lente sono tre», spiega Visentin. «In primo luogo, l’offerta culturale potrebbe venire rafforzata. Intendiamoci, quello che c’è oggi alle nostre latitudini è già di ottimo livello, soprattutto considerando le dimensioni del cantone, il problema è che la concorrenza con le realtà vicine a noi è feroce. In secondo luogo, un altro aspetto su cui riflettere è la cementificazione. In passato l’attrattività del Ticino era dovuta al fatto che esso veniva considerato un’oasi naturale: oggi, purtroppo, non è più così. In terzo luogo c’è la questione della cultura dell’accoglienza. In questo senso alle nostre latitudini si dovrebbe forse lavorare maggiormente sulla gioia e il piacere di avere stranieri sul territorio a prescindere dalla ricaduta economica da loro generata. Dovrebbe cioè svilupparsi una voglia di aprirsi al mondo e di incontrare persone diverse. Attenzione, non dico che questa cultura sia assente in Ticino, dico solo che potrebbe venire sviluppata in modo maggiore. Queste tre osservazioni, ad ogni modo, non vogliono essere delle critiche, bensì degli spunti di riflessione per migliorare un settore già all’avanguardia».

E i ticinesi dove vanno?

Detto di chi viene nella Svizzera italiana a passare le vacanze pasquali, vediamo ora dove vanno invece i ticinesi. «La maggior parte delle persone ha scelto una vacanza di relax al mare», esordisce Davide Nettuno di Hotelplan. «Visto che quelle pasquali sono vacanze di pochi giorni, le persone hanno preferito mete relativamente vicine. Molte richieste sono giunte per l’Egitto e il Mar Rosso, gettonata è stata anche la Spagna. Chi ha voluto spingersi più lontano è andato verso l’Oceano indiano o gli Stati Uniti. Molte persone hanno poi optato per visitare dei parchi divertimento quali, per esempio, l’Europa-Park di Rust».

Tiepida sensibilità al riscaldamento climatico

Ormai da qualche tempo al centro di discussioni, e preoccupazioni, in tutto il mondo, la questione del cambiamento climatico non ha risparmiato nemmeno il settore del turismo. Sotto accusa, in particolare, sono finiti i viaggi in aeroplano in quanto le emissioni di tali velivoli hanno un impatto negativo significativo sull’ambiente. Le colonne registrate poi un paio di giorni fa al Gottardo hanno riacceso perplessità, a dire il vero mai sopite, anche sugli spostamenti in automobile. In questo senso, stiamo andando verso un turismo più verde, o le tendenze rimangono immutate rispetto al passato? «Senz’altro si osserva una maggiore sensibilità riguardo al cambiamento climatico», osserva Claudio Visentin. «Non è ancora però quella che sarebbe necessaria per combattere in maniera efficace e completa il problema. In questo senso noto che il mezzo guardato con più diffidenza è l’aereo, mentre il treno sta registrando un ritorno d’interesse. Non dimentichiamo poi che in questo momento è molto popolare la bicicletta, ovvero il cicloturismo».

Sulla stessa lunghezza d’onda Davide Nettuno di Hotelplan. «Attualmente con Swiss, e più in generale con il gruppo Lufthansa, stiamo cercando di sensibilizzare i viaggiatori a compensare le emissioni di CO2 prodotte dal loro viaggio in aereo in forma economica al fine di sostenere ricerca e sviluppo, per esempio, di carburanti alternativi meno inquinanti. Notiamo tuttavia che c’è ancora un po’ di resistenza in quanto per le persone la compensazione delle emissioni rimane un concetto astratto. Per quanto riguarda i viaggi tra città, invece, notiamo un crescente interesse nei confronti del treno».