La presa di posizione

Il Ticino ribadisce il sì ai Giochi

Il Consiglio di Stato ha risposto positivamente alla consultazione aperta dal Consiglio federale lo scorso 14 gennaio – Norman Gobbi: «Switzerland 2038 rappresenta un’opportunità per il Canton Ticino con ricadute sul territorio e un rafforzamento della visibilità»
© AP/Hassan Ammar

Ci eravamo lasciati qua, il 14 gennaio, a queste parole del Consiglio federale: «Il Consiglio federale accoglie positivamente il progetto dei Giochi olimpici e paralimpici invernali 2038 e vede le grandi opportunità offerte da un tale grande evento internazionale per la Svizzera, tra cui l’ulteriore sviluppo dello sport, le innovazioni tecniche, la promozione della coesione sociale, il valore aggiunto a lungo termine nel settore turistico e l’immagine positiva della Svizzera». Per questo motivo - proseguiva la presa di posizione - il Consiglio federale si è espresso «a favore di un sostegno già nel settembre 2024. Ora ha posto in consultazione la proposta di contributo finanziario della Confederazione». A due mesi di distanza, uno dopo l’altro, anche i Cantoni stanno recapitando le risposte al Dipartimento di Martin Pfister. E l’11 marzo è partita anche la lettera del Consiglio di Stato ticinese, il quale ha sottolineato il proprio sostegno al progetto. Anzi, lo ha ribadito.

Lugano sede olimpica

Il Cantone ha ricordato come il progetto Switzerland 2038 preveda l’assegnazione di una sede olimpica anche alla città di Lugano (per l’hockey femminile), e poi ha motivato il proprio sostegno. Il Consiglio di Stato ha rilevato con favore come il progetto si inserisca «in un concetto moderno di organizzazione dei grandi eventi sportivi internazionali», proponendo un modello «svizzero, decentralizzato, finanziariamente responsabile e fortemente ancorato alle realtà economiche, territoriali e sociali del Paese, con attenzione alla sostenibilità». Positivo anche il fatto che Switzerland 2038 valorizzi «in maniera importante le competenze umane, strutturali e tecnologiche locali». Si tratta - sottolinea ancora il Governo cantonale - di coinvolgere «regioni che dovrebbero poter disporre di un’esperienza comprovata nell’ospitalità di competizioni sportive internazionali, già conformi a standard elevati in termini di organizzazione, sicurezza, sostenibilità e diffusione mediatica». Insomma, ci si può basare su quanto già presente sul territorio. «Il progetto propone un modello economicamente responsabile, basato principalmente sull’utilizzo di infrastrutture esistenti e su un impegno finanziario limitato da parte della Confederazione». Detto questo, per il Consiglio di Stato sarà comunque fondamentale «vigilare attentamente affinché gli investimenti effettivamente necessari non superino le spese preventivate».

Le responsabilità

Insomma, in definitiva, si ritiene «che il progetto rappresenti un’opportunità anche per il Canton Ticino, quale territorio direttamente coinvolto nell’organizzazione di una sede olimpica, e per la sua visibilità sul piano nazionale e internazionale». Concetto ribaditoci anche dal presidente Norman Gobbi. Il Consiglio di Stato affronta anche la questione economica: «Il coinvolgimento prevalente del settore privato nel finanziamento del progetto (circa l’82%) rappresenta un elemento rilevante del modello proposto. Tale investimento può contribuire in modo duraturo allo sviluppo dello sport svizzero, al sostegno dei giovani talenti e delle federazioni sportive nazionali, favorendo al contempo forme di partenariato tra settore pubblico e privato. Il fatto che la garanzia di deficit sia assunta dal settore privato è inoltre un aspetto positivo, in quanto contribuisce a limitare i rischi per le finanze pubbliche e per i contribuenti». Il budget complessivo ammonta a 2,2 miliardi di franchi. Di questi, l’82% dovrà essere per l’appunto finanziato con fondi privati, il 18% dal settore pubblico. Il contributo richiesto alla Confederazione ammonta a 130 milioni per i Giochi olimpici e a 60 milioni per i Giochi paralimpici, completato dai contributi di Cantoni e Comuni. Va ricordato che Cantoni e Comuni ospiti, come spiegato bene nel rapporto esplicativo del Consiglio federale, decidono autonomamente se partecipare al progetto Giochi invernali 2038. «I Cantoni e le località ospiti hanno una grande responsabilità per il successo del progetto. Essi beneficiano delle opportunità offerte dal progetto per l’economia e la società, ma ne condividono anche i rischi e una parte della responsabilità politica per il loro controllo». E poi, ancora, si legge: «I Comuni ospiti contribuiscono finanziariamente ai costi di pianificazione e svolgimento». La misura in cui i Comuni ospiti saranno sostenuti dai rispettivi Cantoni dipenderà dalla decisione delle autorità cantonali. Ai Cantoni spetterà - come già evidenziato sempre dal Governo federale - la responsabilità principale per la sicurezza.

La posizione dei Cantoni

Il via libera ticinese segue quello grigionese. E oggi si è aggiunto alla lista dei Cantoni favorevoli anche Argovia. Tutti parlano di «un’opportunità», anche economica. Su questo punto, oggi, Norman Gobbi ha poi spiegato: «È ancora prematuro esprimersi su cifre precise. Il modello proposto prevede tuttavia un coinvolgimento prevalente del settore privato nel finanziamento del progetto, elemento che rappresenta un aspetto rilevante della proposta. È inoltre positivo che la garanzia di eventuali deficit sia assunta dal settore privato. La sicurezza è un tema centrale per i Cantoni. Secondo il principio condiviso nell’ambito della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, ogni Cantone è responsabile della sicurezza sul proprio territorio e, se necessario, può richiedere in modo sussidiario il supporto degli altri Cantoni. La questione è stata discussa anche nell’ambito dell’assemblea plenaria della Conferenza dei Governi cantonali (CdC), svoltasi venerdì 13 marzo 2026. In quell’occasione i Governi cantonali hanno ribadito il loro sostegno al progetto. In particolare, i Cantoni saranno chiamati ad assumersi i costi della sicurezza. Nel decreto in consultazione la Confederazione esclude una propria partecipazione». Motivo per cui, ricorda Gobbi, la CdC ha preso posizione come segue: «I Cantoni si sono impegnati a garantire la sicurezza pubblica per tutta la durata dei Giochi, il che dovrebbe comportare costi dell’ordine di centinaia di milioni di franchi. (…) I Cantoni si riservano il diritto di richiedere alla Confederazione un sostegno finanziario per il mantenimento della sicurezza interna, conformemente all’art. 28 della legge federale che istituisce misure volte al mantenimento della sicurezza interna. Per questo motivo rifiutano categoricamente l’esclusione di principio di una partecipazione finanziaria della Confederazione, come enunciato all’art. 2, lett. c del decreto di principio e di pianificazione».