Chiasso

«Il trasferimento della Posta è una soluzione di ripiego»

Non si placano le discussioni attorno al trasloco del gigante giallo da piazza Indipendenza a via Bossi – Alle spiegazioni dell’azienda replica il Municipio: «L’evoluzione digitale non giustifica l’abbandono di una sede così centrale»
© CdT/ Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
02.10.2026 06:00

Non lo si dice a chiare lettere. Ma tra la Posta e il Municipio di Chiasso – sebbene si voglia evitare di «inasprire i rapporti» – è scontro. Al centro del contenzioso c’è l’annunciato trasloco della sede del gigante giallo da piazza Indipendenza a via Bossi. Uno spostamento che le autorità comunali non condividono. Per la Posta invece – come riportato nell’edizione del Corriere del Ticino di lunedì – il fatto che il Municipio abbia firmato la documentazione relativa agli incontri tra le parti (ed abbia rinunciato a rivolgersi a PostCom) vuol dire che ha, di fatto, preso atto della decisione.

Ieri l’Esecutivo ha deciso di prendere posizione pubblicamente e ribadire che «non condivide la decisione della Posta di trasferire la sede». Insomma: «Quella presentata come una soluzione accattivante è in realtà una soluzione di ripiego che non convince». Piazza Indipendenza – annota il Municipio – è il luogo della città più facilmente raggiungibile per pedoni, automobilisti e per chi arriva con i mezzi pubblici o in treno. Gli sportelli – aggiunge – sono molto frequentati e nelle immediate vicinanze esiste un’ottima disponibilità di parcheggi per l’utenza. Il trasferimento in via Bossi invece, secondo le autorità «creerà inevitabilmente dei disagi all’utenza». Alla base del trasloco, dunque, vi sarebbe un solo «vero motivo: il risparmio».

«Abbiamo scelto il dialogo»

Nella presa di posizione l’Esecutivo torna anche sulla procedura che ha portato al futuro trasferimento della sede. «La decisione spetta per legge esclusivamente alla Posta», si sottolinea, e il Comune avrebbe avuto la possibilità di rivolgersi alla Commissione federale delle poste (PostCom), «la quale può però formulare soltanto una raccomandazione non vincolante». Via che a Chiasso si è deciso di non percorrere, «poiché tale reazione avrebbe solo allungato i tempi e inasprito i rapporti con la Posta, senza alcuna possibilità di impedire il trasferimento».

E la procedura edilizia?

Il gigante giallo andrà in via Bossi. Il Municipio, a questo punto, ricorda che è competente per quel che riguarda la procedura edilizia e, piuttosto chiaramente, fa sapere che vigilerà sulla realizzazione di alcune condizioni. Quali? «L’inserimento degli uffici postali negli spazi di via Bossi richiede un cambiamento di destinazione e quindi una domanda di costruzione nell’ambito della quale la Posta dovrà dimostrare che il traffico veicolare indotto è sopportabile per le strade circostanti e che l’accessibilità sarà garantita anche per le persone con disabilità». Il messaggio è piuttosto chiaro.