Alberghi

Il trasformato Hotel Delfino di Lugano «colmerà un'importante lacuna»

La demolizione e l’ampliamento della storica struttura ricettiva di Loreto per la Città di Lugano ha una valenza strategica, perché sul territorio scarseggiano offerte analoghe - Pollice su anche dai servizi cantonali: «Ma occhio alla villa»
Come lo si immagina. ©Mino Caggiula Architects
Federico Storni
10.09.2026 06:00

L’Hotel Delfino di Loreto, lo abbiamo anticipato lunedì, è destinato a essere demolito e a essere ricostruito più grande - a misura di catena alberghiera internazionale - e più pubblico, con fra l’altro una piscina aperta anche alla popolazione. Come esattamente ciò avverrà, è stato ulteriormente chiarito con la pubblicazione ieri della documentazione necessaria per dare luce verde al progetto. Una pubblicazione che ha il pregio di mostrare come la Città di Lugano e il Cantone valutino a questo stadio l’iniziativa.

L’importanza del turismo

Partiamo da Lugano, in quanto per la Città il ripensamento del Delfino è strategico. Il motivo è che Lugano non ha strutture ricettive di questo tipo, benché siano sempre più richieste e ricercate. Ciò è stato ulteriormente sottolineato da uno studio commissionato all’ex direttore di Ticino Turismo Elia Frapolli: «Il mercato di Lugano è carente di strutture di tipologia lifestyle (strutture dallo stile contemporaneo e dal design ricercato con una spiccata attenzione alla qualità ed impostazione degli interni e servizi meno standardizzati), mentre alberghi tradizionali dallo stile classico sono la maggioranza». Questo in un contesto cittadino in cui il 47% dei pernottamenti proviene da strutture a quattro o cinque stelle; una cifra peraltro in costante crescita. Il nuovo Delfino, in altre parole, andrebbe a colmare «un’importante lacuna di mercato» in un settore, quello turistico, che è direttamente o indirettamente responsabile di un posto di lavoro su cinque a Lugano.

Una procedura particolare

Proprio per facilitare la realizzazione di simili strutture, il Delfino rientra nel Piano particolareggiato per la promozione degli esercizi alberghieri (PPA), che dà la possibilità di accedere a «misure promozionali» che permettono di eccepire ad alcuni limiti di sfruttamento e occupazione data l’importanza del settore alberghiero per la Città. La documentazione pubblicata ieri è proprio quella relativa alla scheda PPA del Delfino: si tratta di una procedura che permette di portare avanti di pari passo l’iter pianificatorio e quello per ottenere la licenza edilizia. Il progetto dovrà in ogni caso essere approvato dal Consiglio comunale e dalle autorità cantonali.

Scartata una torre

«Misure promozionali», infatti, non significa che valga qualsiasi cosa. La soluzione trovata del grande edificio a stecca è figlia del contesto del Delfino, ovvero del quartiere di Loreto. Ciò ha portato a scartare altre soluzioni definite incongrue per l’area, come una torre di oltre 50 metri. Se si è optato per la soluzione stecca è sia perché la forma richiama i vicini alberghi De La Paix e Splendide Royale, sia perché urbanisticamente è la più congrua nel contesto. Il progetto ha trovato il consenso della Commissione urbanistica cittadina, così come quello dei servizi cantonali, nel loro esame preliminare. Questi ultimi sostengono tra l’altro che il prospettato edificio non sia urbanisticamente sostenibile guardando al solo quartiere di Loreto, ma si giustifichi «nell’ambito di una visione territoriale più ampia, caratterizzata dalla presenza di altre strutture di dimensioni comparabili», ovvero i due alberghi citati. Più problematico, per ilDipartimento del territorio, è la vicinanza del nuovo edificio a una villa in procinto di essere tutelata: si chiede di valutare una distanza maggiore.

Confezionato su misura

Tutto considerato, il futuro Delfino è tarato su misura per le esigenze minime della grande catena alberghiera che, si auspica, lo gestirà: «131 camere, spazi wellness, piscina coperta e all’aperto, bar, ristoranti e spazi congressuali in linea con le esigenze funzionali della fascia alberghiera ricercata».