Curiosità

Il turismo lento spinge le crociere fluviali

Il fatturato dell'operatore svizzero Thurgau Travel nel 2025 è cresciuto del 3% e le prospettive per il 2026 sono ancora più rosee, con prenotazioni in aumento del 5% rispetto all'anno precedente
https://www.thurgautravel.ch/
Ats
23.07.2026 11:07

La tendenza del «slow travel» sta ridisegnando le preferenze del settore turistico globale e la crociera fluviale si conferma una delle sue principali beneficiarie. Da mercato di nicchia, questo segmento sta attirando sempre più attori internazionali, come dimostra l'arrivo del nuovo concorrente cinese Century Cruises sui fiumi europei, un segnale del potenziale di sviluppo di tale forma di viaggio.

L'operatore svizzero Thurgau Travel è in prima linea in questa espansione. Dal 2022, l'azienda con sede a Weinfelden (TG) ha avviato la costruzione di sei nuovi battelli per ammodernare la propria flotta. Gli ultimi due progetti, il MS Thurgau Avanti e il MS Thurgau Arva, rappresentano un investimento combinato di circa 60 milioni di franchi. Lo scorso anno il fatturato dell'azienda è cresciuto del 3%, attestandosi a circa 60 milioni di franchi, e le prospettive per il 2026 sono ancora più rosee, con prenotazioni in aumento del 5% rispetto al 2025.

Intervistato dall'agenzia Awp, il CEO Daniel Pauli-Kaufmann spiega: «Oltre a crescere in Germania siamo riusciti ad aumentare il tasso di occupazione base delle nostre imbarcazioni». L'Europa rimane il mercato di riferimento, mentre i viaggi in Asia pesano per circa il 20% del fatturato, un segmento che però risente delle tensioni geopolitiche: «La domanda per i viaggi nel continente asiatico ristagna», ha ammesso l'imprenditore, riferendosi all'impatto delle tensioni in Medio Oriente.

Un dato significativo riguarda l'intensificazione dell'utilizzo delle imbarcazioni: un tempo un battello navigava tra i 250 e i 260 giorni all'anno, mentre «oggi i nostri mezzi sono attivi tra i 280 e i 300 giorni», consentendo di prolungare la stagione turistica. Sul fronte interno, se la maggior parte dei ricavi proviene ancora dalla Svizzera tedesca, le attività in Romandia sono in pieno sviluppo.

Il fascino delle crociere fluviali viene confermato anche da Carla Bodras-Schmitter, responsabile dell'agenzia di Losanna per la compagnia francese CroisiEurope, che sottolinea l'importanza del mercato elvetico: «La Svizzera costituisce storicamente uno dei primissimi mercati internazionali per CroisiEurope e rimane oggi un pilastro del nostro sviluppo fuori dalla Francia, con quasi 15 milioni di euro di fatturato, in crescita ogni anno». La Confederazione è all'origine del 12% dei ricavi del gruppo, grazie a una clientela con un elevato potere d'acquisto, meno sensibile al prezzo e più attenta alla qualità, riferisce la manager. Inoltre, le crociere non sono più un appannaggio esclusivo dei senior: l'offerta si sta diversificando per rispondere alle aspettative di diverse generazioni.

Malgrado l'entusiasmo, il ramo deve comunque fare i conti con l'aumento dei costi. Pauli-Kaufmann evidenzia il problema del prezzo del carburante, che cresce più rapidamente, nei periodi di crisi, di quanto scenda poi in quelli successivi. Per Thurgau Travel, che dispone di 17 imbarcazioni, ciò ha comportato un onere supplementare di diversi milioni di franchi. L'azienda ha però scelto di non scaricare questo costo sui clienti: «Rinunciamo deliberatamente a far pagare supplementi carburante: lo vediamo come un investimento strategico nella fiducia dei clienti e nella solidità del marchio», dichiara il dirigente, pur ammettendo una pressione sui margini a breve termine.

Anche i costi di costruzione dei nuovi battelli hanno subito un'impennata dopo la pandemia, con tempi di consegna più lunghi. Daniel Buchmüller, vicepresidente di IG RiverCruise e membro della direzione di United Waterways, osserva che «il comparto sta salendo di gamma per compensare l'inflazione dei costi, con un prezzo per giorno e per passeggero tendenzialmente in aumento». Ma le sfide non finiscono qui: lo sviluppo delle infrastrutture portuali viene ritenuto troppo lento, i livelli d'acqua bassi su alcuni tratti limitano gli itinerari e la carenza di manodopera per gli equipaggi rimane una difficoltà.

In questo contesto dinamico, l'azienda Thurgau Travel ha recentemente siglato una joint venture con la cinese Century Cruises. Secondo Buchmüller il futuro della crociera fluviale è luminoso non solo per il comfort, ma anche per la gestione del turismo: in un'epoca di crescente sovraffollamento «i flussi delle crociere possono essere meglio controllati rispetto a quelli dei viaggiatori individuali», un vantaggio competitivo che potrebbe decretare il successo duraturo di questo modo di viaggiare più lento.