Mobilità

Importante balzo avanti dell’elettrico: «Ma in Ticino la tecnologia fatica»

Notizie positive invece sul fronte delle nuove immatricolazioni che nel cantone registrano un incremento netto del 5% - Marco Doninelli: «Un segnale positivo per il settore automobilistico dopo un lungo periodo complicato sul fronte delle vendite»
©Gabriele Putzu
Francesco Pellegrinelli
05.05.2026 06:00

Il dato è incoraggiante. Nei primi quattro mesi dell’anno, le vendite di auto nuove in Ticino sono aumentate del 5%, per un complessivo di 4.087 nuove immatricolazioni. Un incremento che fa ben sperare un settore che negli ultimi anni ha vissuto sulle montagne russe, come spiega al Corriere del Ticino, il direttore dell’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA), Marco Doninelli.

«Il settore automobilistico ticinese arriva da un periodo piuttosto complicato sul fronte delle vendite di auto nuove. Anche il 2025 è stato un anno difficile e i primi due mesi del 2026 hanno confermato questa tendenza negativa. Da marzo e aprile, però, si osserva un’inversione di rotta: il mercato è in ripresa e i dati di vendita tornano a essere incoraggianti, con una crescita persino superiore a quella registrata nel resto della Svizzera, dove il dato si ferma a +0,2%».

Una buona iniezione di fiducia, che compensa solo in parte il calo strutturale a cui si assiste dal dopo-pandemia. Sui motivi di questa inversione di rotta piuttosto netta, Doninelli non si sbilancia: «È ancora presto per esprimere un giudizio definitivo. Nei mesi scorsi, dai colloqui con venditori e garagisti emergeva un forte clima di sfiducia da parte dei consumatori. La tendenza positiva, per ora, si limita a due mesi, mentre alle spalle abbiamo oltre un anno segnato da risultati negativi: in un contesto simile, tornare a crescere è certamente più facile. Resta però un segnale incoraggiante, che accogliamo con soddisfazione. L’aspetto più positivo, in definitiva, è che il calo si è finalmente arrestato», aggiunge ancora Doninelli.

Perché non piace

Entrando maggiormente nei dettagli, la differenza più marcata tra il Ticino e il resto della Svizzera riguarda le auto 100% elettriche. Se a livello nazionale questo segmento è il più dinamico – tanto che in aprile un’auto nuova su quattro era «full electric» – in Ticino questa tecnologia fatica ancora ad affermarsi.

«Credo che l’apprezzamento negativo di questa tecnologia nel nostro cantone sia condizionata dalla vicinanza con l’Italia, dove l’elettrico è molto poco diffuso. Da una parte, scontiamo la diffidenza del mercato italiano, dall’altra il fatto che spostandoci prevalentemente in Italia troviamo poche stazioni di ricarica».

Altri motivi, aggiunge Doninelli, non sembrano esserci. «Lugano è una delle città svizzere con il maggior numero di colonnine di ricarica e ormai tutte le aree di servizio autostradali sono attrezzate», osserva. In sostanza, non vi sono vere ragioni strutturali, se non quelle culturali già menzionate. E i numeri lo confermano.

In testa le ibride

In Ticino, le prime immatricolazioni di auto 100% elettriche, ad aprile, si fermano all’11,6%, quota che colloca questa tecnologia all’ultimo posto, persino al di sotto del diesel, stabile attorno al 15%.

A livello nazionale, invece, il diesel è stabilmente la tecnologia meno scelta dai consumatori. Nei primi quattro mesi del 2026, le vetture diesel hanno registrato un calo del 27%, fermandosi a circa 4 mila unità, mentre le auto full electric sono cresciute del 13%, attestandosi a oltre 16 mila auto e conquistando il secondo posto tra le alimentazioni più richieste. In testa restano le ibride, (anche in Ticino) con 27.100 nuove immatricolazioni e una crescita del 2%; seguono, appunto, le elettriche (16.100, +13%), le auto a benzina (15.700, -14%), le ibride plug-in (8.700, +27%) e infine i diesel (4.000, -27%).

Modelli più accessibili

A livello nazionale, in aprile le propulsioni alternative hanno raggiunto il 73% della quota di mercato, in aumento rispetto al 66% dello stesso mese del 2025. «L’elettrificazione del parco veicoli continua a crescere, anche se il numero delle e-car non soddisfa ancora le aspettative», ha osservato dal canto suo il direttore di Auto-Svizzera, Thomas Rücker.

A sostenere la crescita dell’elettrico è anche l’arrivo sul mercato di modelli più accessibili, rileva Doninelli. Dopo anni in cui l’offerta si era concentrata soprattutto su vetture di fascia medio-alta, lasciando quasi scomparire le utilitarie, diversi marchi – compresi quelli cinesi – hanno iniziato a proporre auto elettriche a prezzi più abbordabili. Una dinamica che, secondo Doninelli, sta contribuendo in modo concreto alla diffusione di questa tecnologia. «I prezzi delle auto elettriche si sono ormai allineati a quelli dei modelli con motore tradizionale; in alcuni casi, anzi, esistono vetture elettriche proposte a prezzi inferiori rispetto a quelle con motore a combustione», sottolinea.

Infine, a incidere potrebbe essere anche il rincaro dei carburanti, influenzato dagli sviluppi geopolitici degli ultimi mesi, a cominciare dalla guerra in Iran. Non da ultimo, conclude Doninelli, anche gli importatori stanno spingendo su elettrico e ibrido plug-in, dovendo rispettare a livello federale obiettivi stringenti sulle emissioni di CO2. «Per evitare penalità, si punta molto su queste tecnologie».

Le sfide del settore: «La formazione deve stare al passo»

Le sfide, come visto, non mancano. Il settore – che quest’anno chiude il traguardo dei 90 anni – farà il punto martedì prossimo in occasione dell’assemblea ordinaria prevista a Lugano.

«Negli ultimi anni il nostro settore ha dovuto affrontare sfide molto impegnative, a partire dalla pandemia, che ha segnato un periodo particolarmente difficile», commenta ancora Doninelli. «Anche oggi siamo confrontati con una trasformazione importante, legata alla transizione verso la mobilità elettrica. È un processo che procede con una certa lentezza, ma che è in corso e continuerà nei prossimi anni. Come associazione, siamo impegnati a informare i nostri associati e a promuovere la formazione dei collaboratori, dagli apprendisti fino ai capi officina». In molti casi si tratta di una vera e propria riconversione delle competenze del personale verso le nuove tecnologie. «Siamo ancora pienamente dentro questa fase di trasformazione. Uno degli aspetti più complessi legati all’auto elettrica è che si tratta di una tecnologia in continua evoluzione».

I giovani e la professione

La formazione, dunque, sarà un punto centrale degli sviluppi futuri. «L’interesse da parte dei giovani non manca», commenta Doninelli. «Anche se non sempre i giovani restano nel settore. Alcuni iniziano l’apprendistato ma poi, dopo qualche mese o qualche anno, decidono di interromperlo. È un fenomeno che stiamo osservando con attenzione e sul quale stiamo cercando di capire meglio le cause».

La 90. assemblea sarà anche l’occasione per riflettere sul cambio di presidenza di UPSA. «Roberto Bonfanti è il presidente più longevo di UPSA Ticino: è rimasto in carica per 11 anni. Già lo scorso anno aveva annunciato l’intenzione di concludere il suo mandato nel 2026 e così sarà». Al momento non è ancora stato individuato un successore. «La presidenza sarà quindi assunta ad interim dai due vicepresidenti, Ilaria De Vittori e Pasquale Ciccone, che avranno il compito di individuare il prossimo presidente dell’associazione».