Imprese della sanità contro l'iniziativa «10 milioni»

Le imprese della sanità privata invitano a respingere l'Iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)», su cui i cittadini voteranno il prossimo 14 giugno. Il testo dell'UDC minaccerebbe il reclutamento di personale qualificato. Già oggi, sottolinea l'associazione di settore Ospita in una nota, il sistema sanitario svizzero si basa in gran parte su personale straniero. Oltre il 70% dei nuovi medici vengono assunti da oltre i confini elvetici. In Ticino, un terzo degli impiegati del ramo sono frontalieri e nell'Arco lemanico la metà del personale infermieristico è stato formato all'estero. A questa constatazione si aggiunge l'invecchiamento della popolazione e il pensionamento della generazione del baby-boom.
L'iniziativa
«Il sistema sanitario svizzero deve imperativamente poter contare su personale qualificato proveniente dallo spazio UE/AELS», prosegue l'associazione, in modo da poter completare le nuove leve formate nella Confederazione. L'iniziativa per la sostenibilità chiede un rigido controllo dell'immigrazione, affinché la Svizzera non conti più di dieci milioni di abitanti entro il 2050. In caso di superamento dei limiti è prevista la denuncia degli Accordi sulla libera circolazione delle persone siglati con l'Unione europea. «Una tale misura renderebbe l'assunzione di personale medico specializzato estremamente complessa, se non impossibile in alcuni casi», mette in evidenza Ospita. La qualità delle cure sarebbe quindi minacciata, soprattutto nelle zone di confine.