Svizzera

Imprese responsabili, gli iniziativisti criticano il controprogetto

Il settore svizzero delle materie prime dovrebbe essere incluso nel controprogetto apposto dal Consiglio federale all'Iniziativa per imprese responsabili: è quanto sostiene il comitato promotore del testo
© Gabriele Putzu
Ats
23.06.2026 15:17

Il settore svizzero delle materie prime dovrebbe essere incluso nel controprogetto apposto dal Consiglio federale all'Iniziativa per imprese responsabili. È quanto chiede oggi il comitato promotore del testo, che intravvede diverse lacune nel disegno di legge avanzato dall'Esecutivo. Il controprogetto del Governo all'iniziativa popolare «Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente», la cosiddetta «Iniziativa per imprese responsabili» (in consultazione fino al 9 luglio) si applica alle multinazionali con almeno 5.000 dipendenti e che conseguono un fatturato di oltre 1,5 miliardi di franchi.

Rischio di esclusione

Secondo i promotori del testo però queste soglie sono troppo elevate e rischiano di escludere diverse società attive nel commercio di materie prime. Se infatti molte aziende soddisfano senza troppe difficoltà il criterio del fatturato, solo una manciata dei circa 975 commercianti di materie prime in Svizzera raggiunge la soglia relativa al numero di dipendenti, ha dichiarato a Berna davanti ai media Seraina Patzen, condirettrice della Coalizione per multinazionali responsabili. Tra queste figurano ad esempio il colosso Glencore, ma non la società IMR di Zugo né tanto meno le aziende ginevrine IXM e Gunvor, deplora Patzen.

«Vigilanza insufficiente»

I promotori chiedono inoltre che vengano incluse nella nuova legge anche le attività a valle della catena del valore, vale a dire quelle riconducibili ai partner commerciali delle multinazionali coinvolti nella distribuzione, nel trasporto e nello stoccaggio dei prodotti. A titolo di esempio, viene citato l'impiego di pesticidi tossici da parte di Syngenta e lo smantellamento di navi effettuato dal gruppo MSC. La coalizione lamenta infine un sistema di vigilanza ritenuto insufficiente. A suo avviso, dovrebbero essere sanciti dalla legge altresì il diritto all'informazione nonché la possibilità per le persone danneggiate di adire i tribunali in caso di eventuali risarcimenti o ricorsi.

La seconda iniziativa

A livello di votazioni federali si tratta della seconda iniziativa di questo tipo. Nel novembre del 2020 una prima iniziativa per imprese responsabili era stata accolta dalla maggioranza della popolazione, ma non dalla maggioranza dei Cantoni, motivo per cui è stata respinta. Da allora, la coalizione promotrice ha più volte criticato come insufficienti le disposizioni legislative e gli adeguamenti introdotti poi dal Consiglio federale.

Piano climatico vincolante

Nell'aprile di quest'anno il Governo ha respinto anche la seconda proposta di modifica costituzionale lanciata nel maggio del 2025, proponendo però un controprogetto indiretto. La nuova iniziativa prevede, tra l'altro, che le grandi imprese allestiscano un piano climatico vincolante, si assumano la responsabilità per danni causati all'estero dalle loro filiali e che siano soggette a controlli e multe proporzionali al fatturato (le PMI sono escluse da queste disposizioni).

Una normativa particolare

Dal canto suo, il controprogetto ideato dall'Esecutivo intende regolare in una normativa particolare - la legge federale sulla gestione sostenibile delle imprese (LGSI) - le disposizioni importanti che le società devono osservare nel quadro della loro attività commerciale in merito alla protezione dei diritti umani e dell'ambiente, preservando al contempo la competitività economica delle aziende e riducendo gli oneri amministrativi e i costi.