Campo Vallemaggia

In cammino «sul sentiero del re» alla riscoperta della biodiversità

Sarà inaugurato in estate il percorso didattico pensato per le famiglie e promosso dal locale Patriziato – Quattro chilometri di tracciato lungo i quali si potrà vivere un’esperienza immersiva, tra natura e storia di una realtà periferica
© Timo Cadlolo
Valentina Regazzi
Valentina Regazzi
06.06.2026 06:00

Scorgere un giovane cervo che si aggira tra boschi e prati in alta montagna non è cosa poi così rara. Ma vederlo mettersi alla ricerca della corona del re è un fatto decisamente singolare. L’esperienza si potrà però vivere presto tra Campo Vallemaggia e Cimalmotto, dove si snoderà un percorso didattico di oltre 4 chilometri. «Il sentiero del re», questo il nome del tracciato, è pensato per le famiglie e intende offrire nuovi sguardi sulla biodiversità. Di struttura circolare e con un dislivello di 208 metri in salita e altrettanti in discesa, è promosso dal Patriziato di Campo Vallemaggia, che ne prevede l’apertura per questa estate.

Attaccamento al territorio

«Abbiamo deciso di dedicare la proposta in particolare ai bambini perché vogliamo guardare al futuro: i più piccoli vanno coinvolti e appassionati, per creare in loro attaccamento al territorio e rispetto per la natura. Lo scopo è quello di promuovere un’attività nuova, sana e genuina che permetta alle famiglie o a chiunque sia interessato di godere di una nuova esperienza immersiva e di portarsi a casa conoscenze legate al territorio e alle realtà periferiche», spiega al CdT il presidente dell’ente promotore, Martino Pedrazzini. Con partenza all’infopoint, situato al piano terra della casa patriziale, il sentiero si propone di stimolare le capacità cognitive e sensoriali dei giovani esploratori. Grazie a un approccio narrativo, i piccoli visitatori – di età compresa tra i 4 e i 12 anni – sono invitati a partecipare alla missione guidati dalla figura di Cervo Castello. Quest’ultimo, ispirato al libro «Le avventure di Cervo Castello», scritto da Barbara Vago Ormachea, li accompagnerà lungo otto postazioni didattiche alla scoperta della valle. Taccuino e mappa alla mano, i bambini dovranno raccogliere vari indizi fino a comporre un codice a otto cifre necessario ad aprire il forziere finale.

Metodo educativo

Una metodologia educativa che vede nell’interazione con il paesaggio e gli elementi del territorio un’opportunità per comprendere fenomeni complessi quali la famosa frana e le opere realizzate per stabilizzarla, tra cui i drenaggi. «L’idea di rivalutare le componenti naturalistiche e culturali della valle risale a diversi anni fa. In una prima fase si era pensato a un percorso incentrato soprattutto sulla geologia e sulla grande frana di Campo Vallemaggia. La proposta era poi stata accantonata, per essere ripensata nel 2020 nell’ambito del “Progetto Paesaggio di Campo Vallemaggia”, un investimento da 1,25 milioni di franchi dedicato a natura, cultura e territorio», chiarisce Pedrazzini.

Pochi interventi puntuali

Dalle aree boschive fino alle zone che attraversano pascoli e prati, viene sfruttato un sentiero già esistente che necessita solamente di alcuni interventi puntuali, quali l’installazione di parapetti sui ponticelli già presenti e la realizzazione di passerelle per attraversare alcune canaline. L’itinerario verrà costellato da frecce segnaletiche in legno e dieci sagome di animali che condurranno i visitatori tra le diverse tappe. Procedendo lungo il tracciato si apprende l’importanza della valorizzazione dell’agricoltura di montagna - che consente un’elevata biodiversità nei prati - e vengono ricordate pratiche storiche quali la mungitura, lo sfalcio dei prati, la coltivazione della segale, nonché la filatura.

Paesaggio sonoro

Non mancano approfondimenti sul tema dell’emigrazione e dello spopolamento. Sono inoltre previste un’area picnic e alcune sdraio finlandesi, pensate per favorire momenti di sosta e ascoltare il paesaggio sonoro. Tra le proposte ludiche si trovano una tirolese della lunghezza di trenta metri circa e tre scivoli.

Il preventivo per la realizzazione dell’opera si aggira attorno ai 90 mila franchi e comprende, fra le altre cose, la progettazione da parte di specialisti, le infrastrutture tecniche, nonché la posa della segnaletica e l’elaborazione grafica. «Abbiamo voluto creare qualcosa di nuovo, moderno e accattivante e penso proprio che siamo sulla strada, anzi, sul sentiero giusto», aggiunge Pedrazzini. Tra gli obiettivi del progetto vi è anche quello di generare un impatto positivo sull’economia locale. L’auspicio è che il flusso di visitatori possa favorire le strutture ricettive della zona - quali la Locanda Fior di Campo, il Rifugio La Reggia e l’agriturismo Munt La Reita - incentivando anche soggiorni più lunghi e ritorni futuri.