In centinaia in strada a Losanna contro Israele e Trump

«Losanna antisionista»: oggi pomeriggio circa 850 persone hanno manifestato nel capoluogo vodese contro la politica israeliana e quella degli Stati Uniti. I manifestanti, con numerose bandiere palestinesi, se la sono presa soprattutto con lo Stato ebraico.
Slogan e striscioni
«Israele, vattene, la Palestina non è tua», hanno scandito più volte, denunciando anche i bombardamenti israeliani proseguiti negli ultimi giorni in Libano, nonostante il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Tra la folla uno striscione di Hezbollah accompagnava alcune bandiere iraniane. Su un cartello, i ritratti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del presidente statunitense Donald Trump erano associati al termine «assassini». Appena sotto, una critica al Consiglio federale, accusato di essere complice.
Cassis preso di mira
Il capo della diplomazia svizzera Ignazio Cassis, regolarmente criticato durante le manifestazioni, è stato nuovamente preso di mira dalle centinaia di persone riunite. «La Svizzera non può rimanere indifferente», ha esclamato un'iraniana. Accusando Berna di sostenere politicamente ed economicamente sia Israele che gli Stati Uniti, ha chiesto di rinunciare all'acquisto di materiale militare da questi due Paesi. La Svizzera deve condannare «la guerra di aggressione» contro l'Iran, ha insistito. Tra i fischi contro Washington e Israele, ha stimato che ci vorranno «mesi e anni» per assorbire i danni. E ha denunciato anche gli iraniani espatriati che sono favorevoli a un intervento straniero nel loro paese.
La posizione di Berna
Berna aveva detto di essere «allarmata» dagli attacchi contro l'Iran, in particolare contro i civili e le infrastrutture civili. Ma la Svizzera ha anche ritenuto che questo Paese abbia «superato» il suo diritto alla legittima difesa attaccando i Paesi del Golfo. Un'altra rivendicazione dei manifestanti è che le sanzioni contro Teheran debbano essere revocate.