In futuro avere una laurea sarà sempre meno determinante per trovare lavoro?

A lungo è stato quasi un dogma: per poter esercitare una professione di successo serve una laurea. Oggi, tuttavia, potrebbe non essere più così. Come spiega la Neue Zürcher Zeitung, infatti, nel mondo del lavoro si sta delineando una nuova tendenza che ai titoli di studio preferisce la abilità in possesso di un candidato, il suo spirito imprenditoriale e la sua capacità di aver già realizzato progetti di successo. Insomma, più che teoriche capacità attestate da un pezzo di carta, oggi alle aziende interessa l'esperienza pratica delle persone in cerca d'impiego.
I numeri
La tendenza sembra del resto confermata da un sondaggio del 20 maggio scorso realizzato da Resume Templates in base al quale negli Stati Uniti il 25% dei datori di lavoro prevedeva entro la fine del 2025 di non più richiedere un bachelor per le assunzioni in determinati ruoli. A confermare la progressiva perdita di attrattività dei titoli di studio anche un'indagine condotta dalla piattaforma di networking professionale LinkedIn dalla quale emerge che tra i recruiter, le qualifiche e i titoli di studio sono sempre meno indicativi delle competenze richieste a un candidato poiché i requisiti e i profili professionali cambiano troppo rapidamente.
«Per un recruiting efficace oggi, abbiamo bisogno di un vero e proprio cambio di paradigma: abbandonare le rigide qualifiche e i titoli di studio per concentrarsi sulle competenze, spesso trascurate nei processi di selezione tradizionali», afferma, in dichiarazioni riportate dalla Neue Zürcher Zeitung, Barbara Wittmann, Country Manager di LinkedIn per l'area di lingua tedesca.
La perdita di valore dei titoli di studio sembra del resto confermata dagli stessi giovani. In un sondaggio realizzato a dicembre 2025 negli Stati Uniti dalla piattaforma per la ricerca di lavoro indeed, il 51% delle persone appartenenti alla Generazione Z considerava la propria laurea uno spreco di denaro.
Questa tendenza, ad ogni modo, va relativizzata. È chiaro che per esercitare, per esempio, la professione di medico o quella di avvocato una laurea servirà sempre.
La situazione in Svizzera
In Svizzera, la disoccupazione tra le persone con istruzione terziaria è salita al 4% nel quarto trimestre del 2025, rispetto al 3,6% dell'anno precedente. Sebbene questo dato sia ancora inferiore rispetto a quello di chi possiede qualifiche inferiori, una laurea universitaria non offre più lo stesso livello di protezione contro la disoccupazione di un tempo. Ecco allora che molti laureati si trovano attualmente ad affrontare notevoli difficoltà nel trovare un'occupazione adeguata.
Un approccio differente
A detta di alcuni imprenditori, in effetti, le università non insegnano agli studenti determinate capacità. La startup zurighese Rflect ha dunque deciso di colmare questa lacuna sviluppando un programma online che permette agli studenti di allenare abilità come la collaborazione, il pensiero critico, la resilienza e la creatività. L'idea di base è che l'apprendimento avvenga principalmente attraverso la riflessione consapevole sulle esperienze.
