In Giappone la tensione resta alta: «Potrebbe verificarsi un altro mega-terremoto»

Dopo il forte terremoto di magnitudo 7.7, la tensione, in Giappone, è alle stelle. Il sisma che ieri ha colpito la costa nord-orientale del Paese del Sol Levante, provocando un ordine di evacuazione e un'allerta tsunami (poi revocata), potrebbe infatti essere precursore di un fenomeno ancor più violento. A lanciare l'allarme è l'agenzia meteorologica giapponese che, in un avvertimento alla popolazione, ha dichiarato che la prossima settimana «potrebbero verificarsi terremoti con scosse ancora più forti» e che «produrranno onde più alte».
Secondo le autorità, infatti, dopo il sisma delle scorse ore, si alza la probabilità che un «mega-terremoto» colpisca, nuovamente, il Giappone. Nello specifico, attualmente, le possibilità che si verifichi un sisma di magnitudo pari o superiore a 8.0 sono «relativamente più elevate rispetto ai periodi normali». In percentuale, dopo il terremoto di ieri, avvenuto al largo della costa di Sanriku, vicino alle fosse di Chishima, la probabilità che si verifichi un mega-terremoto nei prossimi giorni è salita all'1%, rispetto allo 0,1% che si registra in condizioni normali.
Di conseguenza, è stata diramata un'allerta valida fino a lunedì 27 aprile per 182 comuni nelle prefetture di Hokkaido, Aomori, Iwate, Miyagi, Fukushima, Ibaraki e Chiba. Al momento, non è previsto alcun ordine di evacuazione preventiva, ma la primo ministro Sanae Takaichi ha esortato la popolazione a tenere a portata di mano kit di emergenza per l'evacuazione, a fissare saldamente i mobili di casa e a verificare di disporre di scorte di cibo, acqua e servizi igienici portatili.
Quello arrivato nelle scorse ore è il secondo avviso di questo tipo nella regione, negli ultimi mesi. Il primo era stato diramato in seguito a un altro forte terremoto di magnitudo 7.5 avvenuto a dicembre. In quell'occasione, tuttavia, non si era verificato alcun mega-terremoto. Andando indietro di qualche mese, l'agenzia meteorologica giapponese aveva emanato, per la prima volta, un'allerta per un possibile sisma «violento» (di magnitudo 8.5 o superiore) nell'agosto del 2024. Anche in quel caso, nei giorni precedenti si era verificato un terremoto piuttosto forte (di magnitudo 7.1), al largo della costa di Ninchinan, nella parte orientale dell'isola di Kyushu.
Ogni volta che la terra trema in Giappone, il pensiero va, inevitabilmente, al terremoto di magnitudo 9.0 dell'11 marzo 2011, che scatenò il disastro nucleare di Fukushima. Lo scorso anno, il governo giapponese aveva dichiarato che esisteva una possibilità del 70-80% che si verifichi un altro fenomeno distruttivo, di magnitudo 8 o 9, entro i prossimi 30 anni, lungo la fossa del Nankai, nel Giappone meridionale. Un possibile evento catastrofico, che potrebbe causare oltre 320.000 vittime.
