Curiosità

In Italia con il coltellino svizzero in tasca? Si rischiano fino a 3 anni di prigione

Il nuovo decreto Sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri introduce una stretta sulle armi bianche
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Andrea Scolari
21.03.2026 11:57

Fungiatt, escursionisti e campeggiatori (ma non solo) rischiano ora fino a tre anni di prigione se vengono «beccati» in Italia con un coltellino svizzero in tasca. È quanto prevede il Decreto Sicurezza 2026 approvato a febbraio dal Consiglio dei Ministri e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 25 febbraio, data in cui è entrato in vigore. Va comunque ricordato che da quella data il Parlamento ha 60 giorni di tempo per discuterlo e convertirlo in Legge.

La stretta sulle armi bianche

Il testo introduce diverse novità, tra queste la stretta su armi e coltelli. «Viene ampliato il catalogo degli strumenti atti a offendere per i quali è vietato il porto senza giustificato motivo, includendo quelli con lama affilata o appuntita superiore a otto centimetri e inasprendo le sanzioni, che passano da natura contravvenzionale a delitto punito con la reclusione fino a tre anni», viene spiegato sul portale del Governo italiano, precisando che «viene esteso anche il divieto di porto alle armi per cui non è ammessa licenza, come coltelli a scatto, a farfalla, strumenti con lama superiore a cinque centimetri muniti di blocco o apribili con una sola mano, oggetti camuffati o occultati».

I dettagli

Nel dettaglio, la modifica della legge 110/1975, prevede che «il porto fuori casa di lame affilate superiori a 8 cm, ma anche di coltelli pieghevoli con blocco con una lama superiore ai 5 cm, diventano reati puniti con la reclusione da 6 mesi a 3 anni». A cambiare è il fatto che nel nuovo testo non è riportata la scritta «senza giustificato motivo» per il porto di coltelli pieghevoli con blocco e lame uguali o superiori a 5 cm. In altre parole, i coltelli con lama fissa superiore agli 8 cm sono ammessi durante l’attività con un giustificato motivo (valido e verificabile), mentre quelli pieghevoli vanno tenuti nello zaino e usati solo nel momento della necessità (ad esempio per tagliare il fungo, il formaggio,…).

Le critiche

Non sono mancate le critiche al Decreto. Il presidente del Club alpino italiano (Cai) Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, ha affermato a Rainews che «ancora una volta si decidono delle cose senza saperle e senza ascoltare gli esperti». L’esperto ha anche aggiunto che «questi coltelli sono utilissimi per chi si muove nella natura e possono salvare delle vite. Per determinate gite e condizioni meteorologiche è semplicemente ridicolo metterli nello zaino».

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