La tragedia

«In Svizzera, in caso di guasto, i treni vanno al massimo a 40 km/h»

In Spagna si indaga sull'incidente ferroviario – Ma quanto differisce il sistema elvetico da quello spagnolo? «Utilizziamo sistemi diversi per i treni ad alta velocità», ci ha spiegato l'esperto di sicurezza ferroviaria Hans-Peter Vetsch
© Manu Fernandez
Robert Krcmar
31.10.2026 06:00

Quello che è accaduto «non è ammissibile. Stiamo seguendo le indagini per chiarire le cause di questo tragico incidente, poi apporteremo soluzioni, la fiducia nel sistema si è rotta». Con queste parole ieri il premier spagnolo Pedro Sánchez è tornato sul tragico incidente ferroviario di Toledo, che ha causato almeno 69 vittime. L’inchiesta dovrà chiarire che cosa è successo, quindi, e poi si valuteranno correttivi. Ma quanto sono diversi il sistema spagnolo e quello elvetico? Per capirlo, abbiamo contattato l’esperto di sicurezza ferroviaria che ha preso parte alla definizione del concetto di sicurezza della galleria di base del Gottardo, Hans-Peter Vetsch. Lui stesso ha fatto una premessa importante: «Innanzitutto, sono profondamente colpito da questo gravissimo incidente, ed è ancora difficile capire esattamente cosa sia successo. Bisogna certamente attendere di sapere con precisione cosa è accaduto prima di trarre conclusioni». Senza entrare nei dettagli del tragico evento, abbiamo dunque cercato di capire le differenze tra i sistemi di sicurezza in Spagna e in Svizzera.

Due sistemi diversi

Sulle linee ad alta velocità Svizzera e Spagna usano tecnologie differenti, ha spiegato Vetsch: «Abbiamo sistemi diversi per i treni ad alta velocità. Nel tunnel di base del Gottardo, in Svizzera, usiamo il sistema ETCS di livello 2, con cui si viaggia anche senza segnali laterali. In Spagna è ancora in uso il sistema tedesco di controllo della marcia dei treni a linea, chiamato LZB, che risale agli anni Sessanta». La Svizzera ha testato questo sistema già nel 1966, ma ha deciso di non introdurlo. Secondo l’esperto, «il sistema è particolarmente complesso proprio perché deriva dalla sovrapposizione di due sistemi, il che comporta un maggiore rischio di errore». Il sistema ETCS, sottolineano i documenti dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT) e delle FFS, monitora i treni e, quando necessario, li frena automaticamente.

Marcia a vista

In caso di guasto si applicano regole di emergenza rigide: i treni possono proseguire solo a vista e a una velocità massima di 40 km/h. Potrebbe accadere anche in Svizzera? Vetsch ha risposto distinguendo tra le diverse tratte. «In alcune tratte come nella galleria di base del Gottardo, dove abbiamo l’ETCS livello 2, non sarebbe stato possibile che il treno procedesse a piena velocità: il sistema garantisce che gli itinerari di emergenza siano impostati per la marcia a vista a quaranta chilometri orari, quindi in sicurezza». Il quadro cambia se si considera l’intera rete. «Considerando tutta la Svizzera, però, ci sono ancora posti di comando dove non c’è il sistema di livello 2. In quei casi bisogna seguire la procedura che in Spagna avrebbe dovuto essere applicata. In pratica, il responsabile della circolazione ferroviaria autorizza il treno a proseguire a vista nel tratto interessato con un ordine trasmesso al macchinista, che lo esegue. Entrambi, macchinista e responsabile, conoscono questa prescrizione».

Due persone al posto di una?

Di fronte a una responsabilità così grande, qualcuno potrebbe chiedersi se non convenga affidarla a due persone, ad esempio con due controllori. Vetsch non è di questo avviso: «Non credo che avere più persone coinvolte significhi automaticamente più sicurezza. Se il macchinista e il responsabile della circolazione dei treni lavorano secondo i processi prescritti, il sistema è sostanzialmente sicuro. Penso che il principio dei quattro occhi sia sufficiente».