Il dato

In Ticino meno reati di criminalità digitale

Secondo i dati del 2025, diffusi dalla Polizia cantonale, è stata registrata una contrazione dell'8% –In calo le cibertruffe, gli attacchi ransomware e i furti di criptovalute
© Chiara Zocchetti
Red. Online
07.04.2026 10:48

In Ticino sono calati i reati legati alla criminalità digitale. A renderlo noto, riportando i dati raccolti nel 2025, è la Polizia cantonale in un comunicato odierno. Nello scorso anno, questo tipo di reati ha segnato infatti una lieve contrazione dell’8%. In particolare, dopo il picco del 34% rilevato nel 2024, si è osservata una riduzione delle cibertruffe (che hanno segnato -16%). Le indagini – spiega la Polizia cantonale – si sono concentrate in particolare su fenomeni consolidatisi nel corso degli ultimi anni. Tra queste le truffe di tipo Business Email Compromise (BEC), che prevede l’uso di email contraffatte; gli attacchi ransomware, che invece prevedono l’estorsione di un riscatto, nonché i furti di criptovalute.

Indagini complesse

Lo scorso anno la Sezione analisi tracce informatiche (SATI) ha portato avanti 41 incarti (erano 50 nel 2024), effettuato 86 perquisizioni per altri servizi (contro le 52 del 2024), eseguito 1.336 analisi informatico forensi (rispetto alle 1.121 dell’anno precedente), elaborato 50 analisi criminali operative (53) e collaborato durante 43 ricerche d’emergenza (29). Gli inquirenti della SATI hanno inoltre fornito supporto tecnico ad altri servizi della Polizia cantonale in 101 occasioni, «contribuendo a tracciare i flussi di criptovalute, identificare le tracce digitali e, quando necessario, procedere con richieste ai provider esteri e agli Exchange, conformemente alla Convenzione sulla cibersicurezza». Le indagini per identificare gli autori si sono confermate «complesse», poiché spesso questi operano dall’estero e utilizzano sistemi per mantenere l’anonimato. 

Diminuiscono anche le truffe amorose

Come detto, i reati legati alla criminalità digitale sono diminuiti dell’8% rispetto allo scorso anno. In particolare, dopo il 34% registrato nel 2024, le cibertruffe sono calate del 16%. In questo ambito, alcuni fenomeni comunque già circoscritti negli anni precedenti, hanno mostrato una contrazione: tra questi i negozi online fraudolenti (passati da 9 casi a 1 caso), le Romance Scam, truffe amorose (da 13 a 2) e le truffe legate ai piccoli annunci, nella casistica “merce venduta non consegnata” (da 11 a 3). 

Danno economico da 5 milioni

La maggior parte delle attività investigative della SATI si è concentrata sui fenomeni del ransomware, con 9 inchieste aperte (erano invece 6 nel 2024), delle truffe di tipo Business Email Compromise (BEC), con 8 inchieste (11) e dei furti di criptovalute (8 inchieste). In totale questi reati hanno comportato un danno economico effettivo superiore a 5 milioni di franchi. «Il tempestivo intervento degli inquirenti in casi segnalati ha permesso invece di bloccare e recuperare versamenti per un totale di circa 40 milioni di franchi e 47.000 dollari». Sempre nell’ambito delle attività investigative, la SATI ha cooperato in 23 occasioni con autorità estere nell’ambito della Convenzione sulla cibercriminalità per la conservazione di dati presenti su server di società ticinesi e ha evaso 5 richieste di assistenza giudiziaria internazionale.

Quei messaggi che rubano i dati

Nell’ultimo trimestre dell’anno, la SATI ha affrontato il fenomeno denominato “SMS blaster”. Questo dispositivo, simile per dimensioni a un personal computer, ha un funzionamento simile a una cella di telefonia mobile. Generalmente collocato all’interno di autoveicoli, genera un segnale con portata compresa tra 500 e 1.000 metri. In questo modo, si identifica agli smartphone presenti nell’area come la cella di telefonia mobile più performante a cui collegarsi. Una volta stabilita la connessione, il telefono riceve automaticamente un messaggio di phishing, apparentemente inviato dalla Polizia o da servizi di spedizione, che invita l’utente a cliccare su un link per saldare una contravvenzione o pagare spese generate dalla spedizione. In realtà, il collegamento è finalizzato alla sottrazione di dati personali.

Criminali di passaggio

Le segnalazioni ricevute dagli utenti, dai provider di telefonia e dai partner della Confederazione, in alcune circostanze, hanno permesso l’adozione di misure volte a bloccare i cibercriminali, che spesso sono solo in transito sul nostro territorio. In un paio di casi, gli autori sono stati intercettati dalle Polizie oltre Gottardo.