«Infantino ha chiesto aiuto Trump per restare in carica»

Gianni Infantino è sempre più sotto pressione dopo il naufragio del controverso progetto di apertura della FIFA agli investitori privati. Di fronte all'opposizione della UEFA e alle forti perplessità espresse dalle confederazioni asiatica (Afc) e americana (Concacaf), il presidente del massimo organismo del calcio starebbe cercando il sostegno dell'amministrazione Trump per mantenere salda la propria posizione.
Lo riferisce il New York Post citando due fonti informate, secondo le quali Infantino avrebbe in programma oggi una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, dopo diversi tentativi andati a vuoto di contattare direttamente il presidente. Stando al giornale, al centro della conversazione ci sarà ufficialmente il ruolo del calcio come strumento di soft power per gli Stati Uniti.
Secondo fonti vicine alla vicenda, tuttavia, l'obiettivo reale del dirigente italo-svizzero sarebbe ottenere una sponda politica per difendere la propria posizione. Infantino si sentirebbe infatti «isolato» a causa delle durissime critiche seguite al fallimento del piano, che prevedeva di affidare a investitori privati una quota delle attività commerciali legate ai Mondiali.
Non è in programma alcun colloquio telefonico tra Rubio e Infantino, si è però affrettato a smentire su X Dylan Johnson, assistente del segretario di Stato per gli affari pubblici globali. Condividendo l'articolo del quotidiano americano, Johnson ha scritto che il New York Post «dovrebbe verificare le proprie fonti o... avrebbe potuto semplicemente chiederlo a noi».
La proposta di Infantino prevedeva la creazione di una nuova società, denominata FIFA Forward Enterprise, destinata a gestire diritti televisivi, sponsorizzazioni, licenze e biglietteria. Il progetto contemplava l'ingresso con una quota del 20% di Thrive Capital, società di private equity fondata da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Trump. L'iniziativa è stata accantonata dopo la forte opposizione sollevata da diverse federazioni e confederazioni calcistiche, alimentando una contestazione interna alla FIFA e indebolendo ulteriormente la posizione di Infantino in vista delle elezioni presidenziali del 2027.
Oltre alle tensioni con la UEFA, che ha prospettato possibili azioni legali e minacciato il boicottaggio delle competizioni FIFA qualora il progetto fosse andato avanti, la vicenda ha alimentato il malcontento all'interno dell'organizzazione. Secondo le indiscrezioni del New York Post, Infantino sarebbe ora alla ricerca di «alleati di peso» disposti a sostenerlo pubblicamente. Nel frattempo, la UEFA starebbe valutando possibili alternative da contrapporgli nella corsa alla presidenza, tra cui il presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al-Khelaifi e il numero uno della Concacaf Victor Montagliani.