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Iniziativa SSR, il comitato per il sì: «I consumatori devono essere alleggeriti»

Affitti in crescita e assicurazioni malattia in aumento sono problemi con cui i cittadini devono confrontarsi da tempo - «Con la nostra riduzione del canone a 200 franchi, tutti avranno più soldi a disposizione per vivere»
Ats
14.01.2026 10:12

Dispensare le imprese dal canone radiotelevisivo e ridurlo da 335 a 200 franchi per le economie domestiche sono misure adeguate che non compromettono l'offerta dei programmi nelle regioni linguistiche, che portano un po' di sollievo finanziario a privati e aziende in un periodo di crescente costo della vita, e che garantiscono maggiore equità tra i consumatori dei media. Sono questi i principali argomenti presentati oggi dal comitato a favore dell'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)», sottoposta al giudizio di popolo e Cantoni il prossimo 8 marzo.

«Adeguato esentare le imprese dal canone»

«I consumatori devono essere alleggeriti. La riduzione da 335 a 200 franchi è adeguata. Altrettanto adeguato è esentare tutte le imprese dal canone SSR. Affitti in crescita, assicurazioni malattia in aumento: sono problemi con cui i cittadini devono confrontarsi da tempo. Con la nostra riduzione del canone a 200 franchi, tutti avranno più soldi a disposizione per vivere», ha detto, secondo il discorso scritto pubblicato simultaneamente all'inizio di una conferenza stampa, il consigliere nazionale Thomas Matter (UDC/ZH).

Come funziona adesso

Oggi le aziende e le imprese commerciali pagano un canone basato sul fatturato. È irrilevante che utilizzino o meno l'offerta della Società svizzera di radiotelevisione (SSR). Il consigliere agli Stati Fabio Regazzi (Centro/TI), presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, critica una doppia imposizione fiscale a carico degli imprenditori: «Questi soldi mancano all'azienda. Mancano per la formazione dei nostri apprendisti e per la formazione continua dei collaboratori. Ma mancano anche per gli investimenti e la sicurezza informatica. Tutti i collaboratori pagano già a titolo privato». Quindi, come azienda, «paghiamo tutto due volte!», ha deplorato. Oggi la pluralità dei media è più ampia che mai grazie alla grande varietà di offerte disponibili su internet. I giovani devono però pagare un servizio che difficilmente utilizzano. Ciò è ingiusto, sostiene il comitato, soprattutto perché durante il periodo di formazione i ragazzi non nuotano nell'oro.