Berna

Iniziativa sull'inclusione, approvato il controprogetto

Le persone con disabilità devono essere meglio integrate in Svizzera, nei settori del lavoro, dell'alloggio e del tempo libero: è quanto deciso oggi dal Consiglio nazionale
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Ats
21.09.2026 23:00

Le persone con disabilità devono essere meglio integrate in Svizzera, nei settori del lavoro, dell'alloggio e del tempo libero. È quanto deciso oggi dal Consiglio nazionale approvando il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare per l'inclusione. La camera ha invece chiesto di respingere quest'ultima.

L'iniziativa popolare «Per l'uguaglianza delle persone con disabilità (Iniziativa per l'inclusione)» chiede misure vincolanti per garantire l'uguaglianza giuridica e di fatto delle persone con disabilità. È stata presentata dall'associazione Tatkraft, dalla Fondazione per la democrazia diretta, da Amnesty International Svizzera e dalle associazioni Inclusion Handicap e Agile.ch.

Il Consiglio federale è d'accordo con queste rivendicazioni. Preferisce tuttavia intervenire a livello legislativo, attraverso un controprogetto indiretto, per rispondere più rapidamente e concretamente alle richieste. Questa visione è stata sposata dalla maggioranza del Consiglio nazionale che ha approvato il controprogetto con 108 voti contro 80 e 8 astenuti, l'iniziativa è invece stata respinta con 97 voti contro 78 e 21 astensioni.

Durante il dibattito particolareggiato sulla controproposta, il Nazionale ha inserito misure più incisive, rispetto alla versione proposta dal Consiglio federale, giudicata insufficiente in particolare dalla sinistra, dal Centro e dai Verdi liberali.

La Camera del popolo ha in particolare votato per facilitare l'accesso delle persone con disabilità al mercato del lavoro generale, rafforzandone così l'indipendenza economica. Ha anche promosso in modo mirato le opportunità di formazione per i giovani con disabilità e potenziato gli strumenti quali il job coaching.

Sono anche stati definiti i principi relativi allo sviluppo dei contributi per l'assistenza e il numero di ore di assistenza per le persone che necessitano di un sostegno sul mercato del lavoro generale è stato portato a 90 ore al mese. I disabili potranno anche accedere più facilmente alle attività sportive e culturali. Altre misure riguardano l'alloggio.

I parlamentari che si sono espressi oggi hanno sostanzialmente ripetuto quanto detto dai loro colleghi la settimana scorsa quando si è svolta la prima parte del dibattito. La sinistra e una piccola parte del Centro hanno così chiesto di adottare l'iniziativa e il controprogetto, il PLR avrebbe voluto limitarsi ad approvare la controproposta nella versione proposta dal governo e l'UDC ha chiesto di rimanere allo status quo.

Con il controprogetto possiamo compiere progressi concreti, l'iniziativa rimane però una necessità: «sancisce nella Costituzione un mandato di uguaglianza che comprende tutti gli ambiti della vita e orienta anche le nostre decisioni future», ha sottolineato Bruno Storni (PS/TI). L'iniziativa chiede di affrontare gli ostacoli in tutti gli ambiti della vita: l'abitazione, l'assistenza, i trasporti, l'accesso alle informazioni sono strettamente collegati. «Poter scegliere liberamente dove abitare serve a poco se poi non si può uscire di casa», ha sostenuto il socialista.

Anche Giorgio Fonio (Centro/TI) ha chiesto di approvare la proposta di modifica costituzionale, che, a suo dire, permetterà di fare in modo che chi necessita di assistenza o di ausili per svolgere la propria attività lavorativa possa effettivamente beneficiarne. «In questo modo - ha proseguito - possiamo valorizzare il potenziale professionale delle persone con disabilità, favorire la loro partecipazione alla vita sociale e, in prospettiva, ridurre anche i costi legati alle rendite».

Da parte sua Beat Walti (PLR/ZH) ha sottolineato come i miglioramenti «non si ottengono con semplici parole all'interno di un'iniziativa costituzionale programmatica, bensì con misure concrete». Per questo motivo è preferibile puntare su un valido controprogetto indiretto, l'iniziativa lascerebbe invece aperte questioni essenziali, come quella della responsabilità o della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni.

Lorenzo Quadri (Lega/TI) si è invece espresso contro l'iniziativa e il controprogetto sostenendo che «la Svizzera fa già molto per favorire l'autonomia e l'integrazione delle persone con disabilità». Secondo il ticinese opporsi non significa essere contro l'inclusione, ma «opporsi ad un'ulteriore espansione di uno Stato già gonfiato all'eccesso». Quadri ha anche criticato il fatto che il controprogetto prevede nuove misure di sostegno a livello cantonale e comunale senza un corrispondente finanziamento federale.

Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.