Iniziative, sui tempi c'è l'accordo ma la partita è il finanziamento

Dopo due settimane piuttosto nervose e caotiche, il fronte delle due iniziative sulle casse malati approvate lo scorso settembre si sta stabilizzando. In Gestione, questa mattina, è stato finalmente trovato un accordo. Si procederà separatamente, quindi con il cosiddetto «spacchettamento» proposto da Fiorenzo Dadò e sostenuto dalla maggioranza. Ma lo si farà condividendo (almeno) un principio: la data di entrata in vigore di entrambe le iniziative. Nella sessione di giugno, in Parlamento arriveranno infatti due rapporti parziali che fisseranno l’applicazione definitiva. Un passaggio importante quello messo sul piatto da Fabrizio Sirica (alla sua ultima riunione da presidente della Gestione), perché con questa procedura si separa l’entrata in vigore dal finanziamento. Un po’ come si è fatto, a livello federale, con la 13. AVS. È stato quindi tolto dal tavolo un altro elemento contenuto nel messaggio governativo di metà aprile, che intendeva andare avanti solo se si fossero trovati i fondi necessari, tra tagli e maggiori entrate.
Tutto risolto, quindi? Non esattamente. Detto dell’entrata in vigore, che verrà messa nero su bianco, rimane infatti l’ostacolo principale: come finanziare le due iniziative. È su questo campo che si giocherà la partita politica più importante. Una partita che, verosimilmente, si disputerà anch’essa nella sessione di giugno del Gran Consiglio.
Soddisfazione e critiche
«L’elemento di grande novità, è che ci sarà una data di applicazione delle iniziative», riassume Sirica al termine della riunione. Una certezza, questa, proprio perché – come sottolinea ancora il co-presidente socialista – in Gestione c’è l’unanimità di tutte le forze politiche. «Il voto popolare espresso avrà un’applicazione per entrambe le iniziative, un principio che fino a settimana scorsa non c’era». E che il Governo, osserva, non ha rispettato. «Mi assumo la responsabilità di dire che è al limite dello scandaloso nei confronti dei diritti popolari quanto fatto dal Consiglio di Stato. Doveva fare, per procedura, una cosa soltanto: dare una data di entrata in vigore alle iniziative. Ha invece creato legami (ad esempio unire l’applicazione al finanziamento, ndr) che rischiavano di non far vedere la luce al voto popolare. Un grave errore, che ora stiamo cercando di correggere in Parlamento».
In seguito, bisognerà sciogliere il nodo sulle modalità di finanziamento, sulle quali «ci sono delle differenze», concede Sirica. Ad ogni modo, «il destino del finanziamento non sarà legato a quello dell’applicazione». Di date certe non ce ne sono: al momento esistono solo delle ipotesi ma è verosimile immaginare il 1. gennaio 2027 come entrata in vigore. «Da iniziativista, potrei anche accettare una fase transitoria, ma con la certezza di un miglioramento immediato del premio di cassa malati per i cittadini», continua Sirica.
Due settimane di tempo
Nelle prossime due settimane, il PS allestirà una proposta di finanziamento dell’iniziativa del 10%. A questo proposito, sarà fondamentale capire come si muoveranno i socialisti sul parametro di calcolo: sceglieranno quello proposto dal Governo – il premio medio effettivo, che «taglia» il costo a circa 130 milioni – oppure il premio medio di riferimento, che mantiene il costo a circa 300 milioni? «Stiamo facendo delle simulazioni, dei calcoli», spiega Sirica. «È prematuro dirlo. Può esserci un’apertura sui 130 milioni, a condizione però che a trarne i maggiori benefici sia il ceto medio-basso». Detto altrimenti: sì a un eventuale compromesso, ma la fetta più importante dei sussidi dovrà riceverla chi ne ha davvero bisogno.
Bisogna chiarire
La sostanza del confronto politico sull’iniziativa socialista, in fondo, è tutta qui. Accettare o meno un compromesso sulla base di calcolo. «Ai commissari della Gestione ho ribadito che occorre intendersi su due punti», dice non a caso Dadò. «Il primo è l’entrata in vigore. Il secondo, per quanto riguarda la proposta del PS, è che bisognerebbe capire, o perlomeno avere un’indicazione, sul metodo di calcolo e quindi, in definitiva, sull’importo in gioco. Dopodiché si potrà iniziare a parlare delle misure di finanziamento. Sarebbe già un bel passo avanti». Più in generale, per il presidente del Centro «quando vengono avanzate proposte costruttive sono soddisfatto, perché rappresentano la premessa per trovare delle soluzioni». Anche il capogruppo PLR Matteo Quadranti è sulla stessa linea. «Abbiamo fatto qualche passo procedurale su come intendiamo andare avanti», spiega. «Ma è importante chiarire se i socialisti accetteranno di applicare il premio medio effettivo».
Si stanno facendo i compiti
Soddisfatta del compromesso raggiunto anche la Lega. «Siamo contenti che tutti i partiti stiano facendo i compiti e che si siano assunti l’impegno che avrebbe dovuto essere del Consiglio di Stato, anche trattando separatamente le due iniziative sulle casse malati, che in comune hanno ben poco», commenta il capogruppo Boris Bignasca. «La nostra iniziativa - torna a ribadire - è perfettamente applicabile. Equivale all’1% del budget del Cantone e permetterebbe di non pagare più le tasse sui premi di cassa malati, non vedo quindi particolari problemi nel farla entrare in vigore già dal primo gennaio del 2027».
In giugno, dopo vari tira e molla, il Parlamento supererà il primo ostacolo stabilendo delle date certe. Ma la partita, come visto, è lungi dall’essere conclusa.
