«Insegnamento dell'IA nelle scuole, il Ticino rischia di rimanere indietro?»

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche, economiche e sociali della storia contemporanea. Numerosi Paesi stanno investendo massicciamente nella sua introduzione nei percorsi scolastici e formativi, consapevoli che le competenze digitali avanzate costituiranno uno dei principali fattori competitivi delle future generazioni. Anche il Programma di legislatura 2023-2027 del Canton Ticino riconosce l’importanza strategica dell’IA: nel documento viene infatti indicata la volontà di elaborare una strategia cantonale per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella formazione e nell’educazione. Tuttavia, la rapidità con cui il contesto internazionale sta evolvendo impone una riflessione urgente. Il rischio concreto – segnalato in un’interrogazione presentata dal leghista Andrea Sanvido e cofirmata da esponenti di vari partiti – «è che il Ticino accumuli un ritardo difficilmente recuperabile rispetto ad altri Paesi e regioni che stanno già formando giovani con competenze avanzate in questo ambito».
Rischi e criticità nello sviluppo dell'IA
«L’intelligenza artificiale non deve essere vista esclusivamente come uno strumento tecnologico, bensì come una nuova forma di alfabetizzazione del XXI secolo», si legge nell’atto parlamentare. Non introdurre tempestivamente queste competenze nella scuola «significherebbe esporre le future generazioni ticinesi a un progressivo svantaggio competitivo in termini di conoscenze, capacità professionali, innovazione e attrattività economica del territorio». Tuttavia – sottolineano gli interroganti – sono evidenti anche alcuni rischi e criticità legati allo sviluppo dell’IA, «in particolare per quanto riguarda il consumo di risorse energetiche e idriche necessarie al funzionamento dei grandi centri di calcolo, così come le questioni relative alla protezione della privacy e all’utilizzo dei dati impiegati per l’addestramento dei modelli». In questo senso «appare fondamentale promuovere e privilegiare soluzioni che garantiscano il rispetto della legislazione svizzera in materia di protezione dei dati, nonché una gestione sostenibile delle risorse».
Le domande
Si chiede quindi al Consiglio di Stato se ritiene prioritario introdurre l’insegnamento dell’intelligenza artificiale già a partire dalle medie, se esiste attualmente una strategia concreta e calendarizzata per integrare l’IA nei programmi scolastici ticinesi ed entro quali tempistiche il Governo prevede di introdurre nel Piano di studio della scuola dell’obbligo contenuti specifici legati all’intelligenza artificiale. Gli interroganti vogliono anche sapere quali competenze si intendono sviluppare negli allievi in questo ambito e se l’Esecutivo ritiene che il Ticino stia accumulando un ritardo rispetto ad altri Paesi o Cantoni nell’introduzione dell’IA nella scuola.
Di seguito gli ulteriori quesiti posti:
