Il caso

Intimidazioni e vandalismi, Gandria è in subbuglio

A seguito di un evento musicale organizzato il 28 marzo dalla Bottega del paese sono state tagliate le gomme alle auto dei collaboratori dello stesso bar-negozio, imbrattati i suoi cartelli e pronunciate aggressioni verbali al gerente - Fatti che hanno portato a due denunce e a una lettera aperta firmata da 80 residenti
© CdT/Gabriele Putzu
Red. Lugano
28.07.2026 12:24

Una lettera aperta (inviata al Municipio di Lugano e ai media) per «condannare» alcuni episodi intimidatori e vandalici verificatisi in concomitanza con un evento culturale-musicale svoltosi il 28 marzo scorso nella Bottega di Gandria. A sottoscriverla sono stati 80 abitanti di Gandria, 27 persone che lavorano e hanno una casa secondaria in paese e sette dei nove membri della Commissione di quartiere, fra cui il presidente e il vicepresidente. In relazione ai fatti, la Società cooperativa della Bottega di Gandria e il suo gerente, si fa sapere, hanno sporto denuncia contro ignoti per gli atti vandalici subiti ed è stata inoltre presentata una denuncia riguardante le aggressioni verbali verificatesi nel medesimo contesto.

«Abbiamo scelto di trasmettere questa documentazione non nell’immediatezza dei fatti, ma dopo aver atteso il tempo necessario per valutarne con serenità gli sviluppi, nella convinzione che situazioni di questo genere richiedono equilibrio e attenzione verso l’intera comunità», scrivono i cittadini di Gandria. Nel frattempo, si aggiunge, «si sono inoltre verificati sviluppi che hanno inciso sulla vita culturale del paese: alcune attività promosse dalla Bottega, pur sostenute finanziariamente dal Cantone e dalla Città di Lugano, sono state penalizzate e sospese». Tali circostanze «hanno rafforzato la convinzione della necessità di richiamare pubblicamente i valori di dialogo, rispetto e libertà di iniziativa che riteniamo molto validi per Gandria».

I fatti

Già, ma cosa è successo il 28 marzo scorso? Tutto sembra essere riconducibile a un evento musicale, «molto partecipato, che ha suscitato interesse nel villaggio», si spiega. «È naturale che iniziative culturali generino sensibilità e opinioni differenti – si prosegue –. Il confronto fa parte della vita comunitaria e tutte le posizioni meritano ascolto e rispetto». Ma ciò che «non può essere accettato – viene specificato – sono invece gli atti intimidatori e vandalici verificatisi in tale contesto: pneumatici tagliati ai veicoli dei collaboratori della Bottega, cartelli imbrattati con riferimenti offensivi a una tragedia nazionale, aggressioni verbali e ripetute provocazioni». Comportamenti, «già emersi anche in passato», che «non rappresentano Gandria, né i valori della sua comunità».

Gandria, si continua nella missiva, è un villaggio che si distingue per il rispetto reciproco, l’attenzione verso il patrimonio comune e la capacità di accogliere persone, idee e iniziative diverse». Ed è proprio «in nome di questi valori che riteniamo necessario affermare con chiarezza che intimidazioni, vandalismi e minacce non possono trovare spazio nella vita civile del paese».