Iran, accusati di guerra contro Dio

Gi oppositori al regime rischiano la pena di morte
AtseAnsa
30.12.2009 14:28

TEHERAN - «Il tempo della tolleranza è finito»: lo ha detto oggi il capo della polizia iraniana, Esmail Ahmadi-Moqaddam, preannunciando che contro almeno alcuni degli oppositori arrestati durante manifestazioni di piazza sarà mossa un'accusa da pena di morte, quella di «guerra contro Dio» (Moharebeh).«Accecheremo l'occhio della sedizione», ha affermato Ahmadi- Moqaddam in una conferenza stampa. «Chiunque verrà arrestato in queste manifestazioni - ha aggiunto - sarà trattato con severità, da criminale. Le azioni di coloro che prendono parte ai raduni e creano insicurezza saranno considerate Moharebeh».

Intanto decine di migliaia di persone hanno partecipato oggi a Teheran a un raduno promosso dal regime dopo i sanguinosi incidenti avvenuti domenica nel corso di manifestazioni dell'opposizione. Adunate simili si sono tenute in molte altre città del Paese oggi, dopo analoghe che si erano svolte ieri. Slogan contro i leader dell'opposizione, in particolare Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi, sono stati scanditi dalla folla durante le manifestazioni. Quella di Teheran si è svolta per le stesse strade che hanno visto gli scontri di domenica, giorno dell'Ashura. I raduni di oggi sono stati trasmessi in diretta dalla televisione di Stato, che nei giorni scorsi aveva mostrato profusamente scene dei danni provocati dagli incidenti di domenica, addossandone la responsabilità a teppisti irrispettosi della ricorrenza religiosa sciita.