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Iran, due petroliere e un rimorchiatore in fiamme nello Stretto di Hormuz

Seul ha intanto fatto sapere che schiererà la marina vicino a Hormuz per aiutare a garantire la circolazione marittima – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Iran, due petroliere e un rimorchiatore in fiamme nello Stretto di Hormuz
Red. Online
05.11.2026 07:16
07:26
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Bannon: «Trump promuova una commissione d'inchiesta sulla guerra all'Iran»

Steve Bannon esorta Donald Trump a istituire una commissione d'inchiesta che indaghi sulla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran e che renda pubblici i risultati, giudicando l'iniziativa come necessaria affinché il presidente possa riconquistare la fiducia degli americani. Le dichiarazioni dell'ex controverso stratega della Casa Bianca, riporta il Washington Post, rappresentano l'ultimo esempio di una figura conservatrice di spicco, vicina a Trump, che reclama trasparenza e responsabilità da parte dell'amministrazione.

La sua richiesta giunge all'indomani della pesante sconfitta dei repubblicani alle midterm: un risultato che, almeno in parte, riflette la frustrazione degli elettori per gli elevati costi della guerra con l'Iran. Secondo Bannon, le istituzioni israeliane dovrebbero collaborare, rendendo accessibili i propri documenti.

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Il punto alle 7.15

L'Iran ha dichiarato oggi che due petroliere e un rimorchiatore hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz, al centro del conflitto tra Teheran e Washington. Ieri sera «una grande petroliera che tentava di attraversare un passaggio interdetto a sud dello stretto ha preso fuoco dopo aver urtato una mina ed è rimasta immobilizzata», hanno riferito i Guardiani della rivoluzione iraniani citati dai media statali. In un episodio distinto, «un'altra superpetroliera è rimasta bloccata a causa di un violento incendio mentre lasciava la parte orientale dello stretto di Hormuz. Anche un rimorchiatore, avvicinatosi alla superpetroliera per domare le fiamme, ha preso fuoco», prosegue la nota. Dall'inizio del conflitto, Teheran controlla rigorosamente questo passaggio marittimo, prendendo regolarmente di mira le imbarcazioni che tentano di attraversarlo senza la sua autorizzazione. In risposta, Washington ha imposto un blocco ai porti iraniani.

Seul ha intanto annunciato oggi l'invio di un velivolo da pattugliamento marittimo e di una squadra di sminamento nei pressi dello Stretto di Hormuz, nell'ambito di una missione militare volta a contribuire a garantire la libera circolazione in questa via marittima strategica. In precedenza, la Corea del Sud si era espressa contro lo spiegamento delle proprie forze armate nella regione, non volendo prendere parte al confronto condotto da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Tuttavia, il Paese asiatico intende tutelare i propri scambi commerciali marittimi e l'approvvigionamento energetico. Il Ministero della Difesa sudcoreano ha «confermato le notizie» secondo cui Seul estenderà l'area operativa dell'unità antipirateria 'Cheonghae' della propria Marina - attualmente impegnata nella protezione delle navi commerciali nel Golfo di Aden, al largo della Somalia - fino alle acque vicine allo Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, il dispositivo includerà un cacciatorpediniere, un velivolo da pattugliamento marittimo P-8, una squadra di sminamento, droni di superficie e robot sottomarini a controllo remoto. Yonhap precisa inoltre che l'impiego dell'unità Cheonghae, attualmente autorizzato fino alla fine dell'anno, richiede l'approvazione del Parlamento. «Il rafforzamento della missione dell'unità Cheonghae mira a proteggere i nostri cittadini e i nostri interessi economici», ha dichiarato ai giornalisti un funzionario del Ministero della Difesa sottolineando che si tratta di un'operazione di natura strettamente non combattente, condotta in modo indipendente da qualsiasi forza alleata. «Le operazioni rimarranno limitate alle acque internazionali a sud dell'Oman e, durante le sue missioni, al velivolo da pattugliamento marittimo sarà vietato prendere di mira o sorvegliare il territorio iraniano, le acque territoriali dell'Iran o l'interno dello Stretto di Hormuz», ha aggiunto. A settembre, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha ribadito che Seul non schiererà truppe in modo tale da poter portare a un intervento militare, nonostante l'appello rivolto dagli Stati Uniti ai propri alleati affinché contribuiscano all'offensiva contro l'Iran. «Finora abbiamo rispettato il principio di non coinvolgimento e di non intervento nella guerra - ha dichiarato - e continueremo a rispettarlo anche in futuro». Sempre a settembre, Teheran aveva messo in guardia la Corea del Sud contro qualsiasi dispiegamento di questo tipo, dopo che Seul aveva fatto sapere di stare valutando un contributo alla messa in sicurezza dello stretto.