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L'Iran e gli Stati Uniti hanno siglato elettronicamente il loro memorandum of understanding per mettere fine alla guerra, sul tavolo il cessate il fuoco e lo Stretto di Hormuz – «Dopo la firma è il momento di testare l'attuazione di questo accordo»: lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:57
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Conclusa l'indagine del Pentagono sull'attacco alla scuola in Iran
L'inchiesta del Pentagono sull'attacco contro la scuola elementare in Iran è conclusa. Lo hanno riferito fonti informate, precisando che il Dipartimento della difesa dovrebbe inviarla al Congresso, anche se crescono i timori, soprattutto tra i democratici, che il presidente Donald Trump voglia secretarne le conclusioni. Il raid contro la scuola Shajareh Tayyebeh a Minab è avvenuto il primo giorno di guerra e ha ucciso oltre 170 persone, in gran parte bambini.
A una domanda sull'attacco nella conferenza stampa di ieri, Trump ha detto che «si fanno errori, le guerre sono cattive». Il responsabile del Comando centrale americano, l'ammiraglio Bradley Cooper, ha dichiarato nel corso di una testimonianza sotto giuramento, che non appena l'indagine sarà conclusa si impegnerà a garantirne la trasparenza.
23:54
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L'Autorità iraniana per Hormuz faciliterà il passaggio delle navi nello Stretto
L'Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico adotterà misure per rilasciare rapidamente le autorizzazioni alle navi che desiderano attraversare lo Stretto di Hormuz, in conformità con il memorandum d'intesa firmato da Teheran e Washington. Lo afferma il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. Le operazioni di sminamento saranno effettuate in base al memorandum d'intesa, sebbene si raccomandi alle navi di attenersi alla rotta e agli orari assegnati dall'autorità, si legge in una nota pubblicata dai media statali.
23:53
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Traffico marittimo, USA: «Revocato il nostro blocco, restiamo nell'area»
Le forze americane hanno revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle aree costiere dell'Iran. Lo afferma il Comando centrale delle forze armate americane (CentCom) aggiungendo che «resteremo nell'area generale per assicurarci che tutti gli aspetti dell'accordo vengano rispettati». Da parte sua, il «Financial Times» scrive che l'amministrazione Trump consentirà all'Iran di accedere a 6 miliardi di fondi congelati in Qatar per acquistare beni umanitari e non sottoposti a sanzioni americane nell'ambito dell'accordo siglato. Il giornale sottolinea che i fondi potranno essere usati solo per comprare beni «Made in USA».
Intanto il presidente americano Donald Trump, sulla sua rete sociale Truth, ha lodato indirettamente il Memorandum of understanding raggiunto con Teheran: «Il petrolio scorre, l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare, i mercati azionari volano, l'occupazione è ai massimi storici e i prezzi scendono. Il nostro paese è forte, sicuro e rispettato come mai prima d'ora. Prego». In un altro post ha affermato che «non c'è alcun pagamento di 300 miliardi di dollari da parte degli USA all'Iran. Sono fake news! Per gli USA ci sono solo successo, prezzi del petrolio più bassi e vittoria. Date un'occhiata al mercato azionario. È propaganda dei democratici».
Sempre su Truth, Trump ha poi sottolineato che «ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, inclusi Libano, Hezbollah e Israele». «Gli Stati Uniti sono impegnati a favore della pace e incoraggiano tutti nella regione del Medio Oriente a mantenere l'impegno di consentire ai nostri negoziati di svilupparsi in modo positivo. I mercati apprezzano molto la situazione attuale, con i prezzi del petrolio in forte calo e le quotazioni azionarie in netto rialzo», ha messo in evidenza il presidente.
19:19
19:19
«Netanyahu punta a influenzare il testo dell'intesa finale»
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu vuole influenzare il testo dell'accordo definitivo tra USA e Iran, utilizzando parlamentari e commentatori filo-israeliani per esercitare pressioni sul presidente americano Donald Trump. Lo riporta la CNN citando una fonte israeliana.
Netanyahu si è mostrato scettico riguardo alle intenzioni dell'Iran durante i colloqui con gli Stati Uniti, convinto che Teheran non sia mai stato disposto a negoziare in buona fede.
La fonte ha riferito alla CNN che il premier ritiene ancora che non si raggiungerà un accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran e che Teheran non accetterà realmente restrizioni al suo programma nucleare.
Ora che Trump ha firmato il memorandum d'intesa con l'Iran e ha dato il via a 60 giorni di negoziati, il leader israeliano sta cercando di sfruttare opinion leader di destra, come il podcaster filo-israeliano Mark Levin, per diffondere il suo messaggio. Ieri, Levin ha affermato che l'accordo «non ha alcun senso» e ha definito il fondo per la ricostruzione dell'Iran un «fondo nero».
Netanyahu cercherà anche di fare affidamento sui senatori filo-israeliani per persuadere Trump. Ma questa strada, secondo l'emittente, appare più ardua perché persino senatori come il repubblicano Lindsey Graham, che aveva spinto per ulteriori attacchi contro l'Iran, hanno cambiato idea. Graham ha dichiarato ieri che l'accordo con l'Iran «sarà vantaggioso per gli Stati Uniti».
Intanto Trump ha dichiarato oggi alla tv israeliana Channel 11 che «molto probabilmente» sosterrà Netanyahu alle prossime elezioni, aggiungendo che la valutazione dipende da quali saranno i candidati. «Ho un buon rapporto con Bibi, ma deve essere più razionale. Sono disposto a incontrarlo», ha detto al corrispondente dagli USA dell'emittente.
19:14
19:14
Vance: «Non so quando andrò in Svizzera, credo nel weekend»
«Non sono sicuro quando andrò in Svizzera, credo questo weekend, ma non so ancora». Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance in una conferenza stampa alla Casa Bianca. «Dipende anche da quando gli iraniani potranno venire», ha aggiunto.
Nel briefing Vance ha precisato che i 60 giorni per il negoziato con l'Iran sono iniziati oggi. Il vicepresidente ha anche indicato che gli Stati Uniti hanno fatto passare 12 navi iraniane dalla firma dell'accordo con Teheran, aggiungendo che lo Stretto di Hormuz «è aperto». A suo dire la scorsa notte 12,5 milioni di barili di petrolio hanno passato lo Stretto.
Vance ha anche sostenuto che «il programma nucleare, le infrastrutture nucleari e le capacità di arricchimento dell'uranio dell'Iran sono state distrutte». Poi ha avvertito che gli Stati Uniti «non allenteranno la presa» sull'economia iraniana «fino a quando non cambieranno il loro comportamento in maniera fondamentale». «Se volesse ricostruire il programma nucleare - ha aggiunto - l'Iran avrebbe bisogno di un sacco di soldi.» E ha sottolineato che Teheran non riceverà «nemmeno un centesimo» dagli USA, accusando «alcuni media» di aver «distorto» i termini dell'accordo.
Interrogato in merito, il vicepresidente ha quindi affermato che il premier israeliano Benyamin Netanyahu non è «furioso» per l'accordo con l'Iran come riportato da alcuni media. «Dalle conversazioni che abbiamo avuto non mi risulta.»
Il presidente americano Donald Trump è «l'unico leader al mondo a mostrare comprensione per Israele in questo momento. Se facessi parte del governo israeliano, forse non attaccherei l'unico alleato potente che gli è rimasto al mondo», ha poi ammonito Vance, esortando il governo israeliano ad «aprire gli occhi» anziché criticare Trump visto che il loro paese dipende dal sostegno militare di Washington.
«Negli ultimi tre mesi, due terzi delle armi difensive che hanno protetto il vostro paese sono state realizzate da mani americane e pagate dai contribuenti americani. Il problema di Israele non è Donald Trump; chi in Israele pensa che il presidente sia il problema principale deve aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà», ha messo in evidenza il vicepresidente.
Vance ha poi respinto le ricostruzioni secondo cui l'annuncio del memorandum d'intesa sarebbe stato gestito in modo caotico. Rispondendo ai giornalisti, ha contestato questa ricostruzione, spiegando che i ripetuti cambiamenti sulla tempistica dell'annuncio erano legati soprattutto alle richieste avanzate da Teheran sul testo finale.
«Gli iraniani volevano una traduzione in persiano del memorandum con cui si sentissero a proprio agio e, naturalmente, una volta completata la traduzione in farsi, il Dipartimento di Stato doveva verificare che corrispondesse al significato del testo inglese», ha dichiarato. A suo dire, proprio questo processo di verifica avrebbe contribuito ai rinvii e all'incertezza sulle modalità di pubblicazione del documento.
Vance è divenuto il volto dell'amministrazione nel difendere l'accordo con l'Iran, soprannominato da alcuni «Epic Surrender», «Resa epica», ironizzando sul nome dell'operazione in Iran denominata «Epic Fury» («Furia epica»).
Il 41enne ha poi minimizzato la battuta del presidente Donald Trump che, al G7 a Évian (F) ha detto che si prenderà i meriti se l'accordo con l'Iran andrà bene e scaricherà invece sul suo vice se va male. «Il presidente stava scherzando, come fa spesso», ha detto Vance.
«Ho visto che alcuni progressisti mi hanno criticato chiedendosi che tipo di esperienza avevo per condurre le trattative. L'altro giorno ho trascorso un'ora a 'The View'», show di un network progressista, quindi «ho esperienza in trattative ostili», ha scherzato.
12:29
12:29
«Per smaltire il traffico arretrato a Hormuz ci vorranno settimane»
Ci vorranno settimane per smaltire l'arretrato di navi nello Stretto di Hormuz dopo che quattro mesi di guerra hanno causato un ingorgo marittimo di navi impossibilitate o non disposte ad attraversarlo. L'avvertimento, da dirigenti del settore ed esperti di navigazione, è stato raccolto dal Cnbc.
Al tempo stesso nelle MarineTraffic mostra meno di una decina tra petroliere e navi cisterna in transito o all'ancora nella zona. Restano infatti aperti importanti interrogativi, come se le navi avranno bisogno di un'autorizzazione preventiva o se l'Iran imporrà tariffe di servizio, senza considerare il rischi della presenza di mine.
Operatori, autorità portuali e compagnie energetiche in tutto il Golfo rimangono quindi in una situazione di stallo, con questioni logistiche e di sicurezza cruciali ancora irrisolte. "Lo scenario più probabile è una ripresa graduale, con una qualche forma di meccanismo di gestione del traffico che coinvolga Iran e Oman", ha dichiarato Adam Sharpe, vicepresidente editoriale di Lloyd's List Intelligence.
Per la società di analisi economica QuantCube Technology i dati sulle spedizioni non hanno ancora evidenziato un aumento significativo delle esportazioni di petrolio da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti o Iraq. Kpler ha stimato che 118 petroliere siano bloccate nel Golfo Persico, stimando che potrebbero essere necessari dai 10 ai 15 giorni per smaltire l'arretrato.
08:24
08:24
Iran e USA hanno firmato, l'accordo è ora in vigore
L'Iran e gli Stati Uniti hanno firmato elettronicamente il loro memorandum of understanding per mettere fine alla guerra. Lo ha riportato per prima Axios citando due fonti americane. La firma è stata «digitale» e ora il memorandum è in vigore.
Donald Trump ha firmato personalmente una copia del documento mentre era a cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dal canto suo confermato che il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti è stato firmato in via elettronica. Parlando all'emittente statale Press TV, Baghaei ha affermato che l'accordo è stato ora formalmente firmato da entrambe le parti in via elettronica, riporta al Jazeera.
Baghaei ha dichiarato che i piani per il viaggio delle squadre negoziali in Svizzera restano confermati, aggiungendo però che il memorandum d'intesa è già stato firmato digitalmente e che non si terrà alcuna cerimonia di firma formale in Svizzera, scrive Iran International.
Anche la Casa Bianca ha poi confermato la firma di Donald Trump. Secondo quanto riferito da un funzionario americano, l'accordo era stato firmato elettronicamente domenica da JD Vance e dal presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf, alla presenza di Trump.
La Casa Bianca ha pubblicato il video della firma. Il presidente è seduto a tavola a Versailles fra Emmanuel Macron e la moglie Brigitte. Una volta firmato il documento, si sente Macron dire «bravo» prima di applaudire e stringere la mano al segretario di Stato Marco Rubio, che si trovava in piedi alle spalle di Trump. Il presidente ha quindi consegnato il documento a Rubio e Macron gli ha detto «great job» prima di applaudirlo nuovamente.
«Il testo del memorandum d'intesa di Islamabad è stato finalizzato con le firme dei presidenti. Ora è il momento di testare l'attuazione di questo accordo», ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai, citato dall'agenzia di stampa Irna.
Secondo Baghai una cerimonia per la firma «non ha davvero senso», dopo che è stata fatta digitalmente.
L'Iran ha in ogni caso ribadito la sua intenzione di applicare tariffe alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz dopo un periodo di 60 giorni senza pedaggio, come previsto dal memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, durante il quale verrà negoziato il testo definitivo.
Lo stretto «non tornerà alla situazione prebellica», ha dichiarato il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf in un'intervista trasmessa ieri sera dalla televisione di stato. «L'Iran ha un diritto sovrano su Hormuz e, naturalmente, riscuoteremo una tariffa per questi servizi», ha aggiunto.
Secondo il testo del memorandum d'intesa, reso pubblico da entrambe le parti, la Repubblica islamica «farà ogni sforzo per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali, gratuitamente per soli 60 giorni», in questa strategica via marittima, il cui blocco da parte di Teheran dall'inizio della guerra ha gravemente compromesso l'economia globale.
07:51
07:51
Un soldato israeliano morto e sette feriti nel sud del Libano
Un soldato israeliano è morto e sette sono rimasti feriti nel sud del Libano. Lo ha annunciato l'esercito israeliano. La vittima è un sergente maggiore di 29 anni, «caduto in combattimento». Gli altri sette hanno riportato ferite di media o lieve entità.
06:20
06:20
Iran: «Dopo la firma è il momento di testare l'attuazione di questo accordo»
«Il testo del memorandum d'intesa di Islamabad è stato finalizzato con le firme dei presidenti. Ora è il momento di testare l'attuazione di questo accordo». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai, citato dall'agenzia di stampa Irna.
Secondo Baghai una cerimonia per la firma «non ha davvero senso», dopo che è stata fatta digitalmente.
06:17
06:17
Il punto alle 6.00
Donald Trump ha firmato personalmente nella tarda serata di ieri una copia del memorandum of understanding con l'Iran mentre era a cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
La Casa Bianca conferma che Donald Trump ha firmato il memorandum of understanding con l'Iran. Secondo quanto riferito da un funzionario americano, l'accordo era stato firmato elettronicamente domenica da JD Vance e dal presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf, alla presenza di Trump.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha confermato che il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti è stato firmato in via elettronica. Parlando all'emittente statale Press TV, Baghaei ha affermato che l'accordo è stato ora formalmente firmato da entrambe le parti in via elettronica. Lo riporta al Jazeera. Baghaei, ha dichiarato che i piani per il viaggio delle squadre negoziali a Ginevra restano confermati, aggiungendo però che il memorandum d'intesa è già stato firmato digitalmente e che non si terrà alcuna cerimonia di firma formale in Svizzera. Lo scrive Iran International.
