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A scriverlo è Axios che cita quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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11:04
11:04
«Almeno 34 morti dopo gli ultimi raid USA-Israele»
Sale a 34 morti il bilancio delle vittime degli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran: lo scrive al-Jazeera, precisando che i raid notturni e del mattino hanno causato almeno 23 morti, tra cui sei bambini, nella provincia di Teheran, cinque in una zona residenziale della città di Qom, a sud di Teheran, e sei morti nella città meridionale di Bandar-e Lengeh.
10:43
10:43
Israele: missile iraniano su Haifa, almeno 2 morti
Dopo ore di ricerche questa mattina sono stati ritrovati due corpi senza vita sotto le macerie di un edificio colpito ieri sera da un missile balistico iraniano in un quartiere residenziale di Haifa, nel nord di Israele. Altre due persone risultano ancora disperse.
Le ricerche dei dispersi - una coppia di anziani, il loro figlio e un'assistente domiciliare - sono proseguite per tutta la notte, scrive la testata israeliana N12.
Nel frattempo l'aeronautica israeliana sta indagando sul mancato abbattimento del missile che ha colpito l'edificio residenziale. Secondo quanto riferito dai militari sono stati effettuati tentativi di intercettazione, ma le difese aeree non sono riuscite a fermare il razzo.
10:42
10:42
«USA e Iran hanno ricevuto un piano da Islamabad per la fine della guerra»
«L'Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz»: lo riferisce la Reuters online citando fonti anonime informate.
L'accordo quadro «è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l'Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte», ha affermato la fonte, «delineando un approccio in due fasi con un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale».
L'intesa, provvisoriamente denominata «Accordo di Islamabad», prevedrebbe la riapertura di Hormuz «entro 15-20 giorni», con i colloqui finali in presenza a Islamabad.
10:40
10:40
«Almeno 9 morti in nuovi raid israeliani in Libano»
Almeno nove persone sono morte in attacchi sul Libano delle ultime ore attribuiti alle forze armate israeliane: lo riferiscono media della regione.
Secondo l'agenzia libanese NNA tre persone sono state uccise in un raid a Burj Rahal, nel sud, mentre altre due vittime, secondo un bilancio preliminare, sono state registrate a Mashghara, circa 85 chilometri più a nordest. In entrambi i casi si contano anche diversi feriti.
Al-Jazeera, invece, riferisce di un attacco mirato su un'auto a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh, sempre nel sud, in cui sono state uccise quattro persone.
Dal canto suo il ministero della salute libanese aveva riferito ieri sera che «un attacco aereo nemico israeliano sulle colline di Ain Saadeh - a est di Beirut, ndr - ha ucciso tre civili, tra cui due donne, e ne ha feriti altri tre».
10:40
10:40
Iran: il capo dell'intelligence dei Pasdaran ucciso in un raid
Il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a USA Israele: è quanto reso noto dallo stesso corpo dei Guardiani della rivoluzione in un comunicato citato dai media iraniani.
«Continueremo a dar loro la caccia uno per uno», ha commentato Israel Katz, ministro della difesa israeliano, a margine di un vertice con il capo di Stato maggiore Eyal Zamir. «I Guardiani della rivoluzione stanno sparando sui civili e noi stiamo eliminando i capi dei terroristi», ha aggiunto Katz citato dai media locali.
09:45
09:45
Il punto alle 9.45
L'agenzia di stampa iraniana FARS, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone, tra cui 6 bambini. La contea è un'area densamente popolata nella provincia di Teheran. «A seguito degli attacchi americano-sionisti di ieri sera nella provincia di Teheran, purtroppo un gruppo di civili, tra cui 4 bambine e 2 bambini di età inferiore ai 10 anni, sono stati martirizzati», afferma ancora l'agenzia, vicina ai pasdaran. Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla FARS che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso. «Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse», ha dichiarato un portavoce del Comando militare centrale iraniano in una dichiarazione pubblicata dall'emittente statale IRIB su Telegram. Secondo un portavoce del governo iraniano, decine di università, scuole e centri di ricerca sono stati finora danneggiati dagli attacchi aerei statunitensi e israeliani. Il canale televisivo iraniano in lingua inglese Press TV, ripreso da Iran International, ha citato Fatemeh Mohajerani, la quale ha affermato che, complessivamente, oltre 100.000 siti civili sono stati colpiti in tutto il Paese dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. «Il nemico non può tollerare i successi dell'Iran», ha dichiarato Mohajerani, secondo quanto riportato da Press TV.
Intanto, secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli USA, l'Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. Stando alle fonti, scrive Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra. Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un'intesa parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l'unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. Due fonti hanno affermato che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma hanno sottolineato che la proroga della scadenza fissata da Trump mirava a dare un'ultima possibilità di raggiungere un accordo. I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff, e il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi. Un funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l'uranio altamente arricchito iraniano - sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione - possano essere il risultato di un accordo finale. I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che l'Iran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, hanno riferito le fonti. Queste due questioni rappresentano le principali carte da giocare di Teheran nei negoziati e gli iraniani non accetteranno di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco, hanno affermato due delle fonti. I mediatori vogliono verificare se l'Iran possa fare passi parziali su entrambe le questioni nella prima fase dell'accordo. Stanno anche lavorando su misure che l'amministrazione Trump potrebbe adottare per dare all'Iran garanzie che il cessate il fuoco non sarà temporaneo e che la guerra non riprenderà. I funzionari iraniani hanno chiarito ai mediatori di non voler trovarsi in una situazione simile a quella di Gaza o del Libano, dove esiste un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele possono attaccare di nuovo quando lo desiderano. I mediatori stanno anche lavorando su altre misure di rafforzamento della fiducia che gli Stati Uniti potrebbero adottare per rispondere ad alcune delle richieste iraniane. I mediatori hanno detto ai funzionari iraniani che non c'è tempo per ulteriori tattiche negoziali e hanno sottolineato che le prossime 48 ore rappresentano l'ultima opportunità per raggiungere un accordo e prevenire una distruzione di massa per il paese. I funzionari iraniani, almeno pubblicamente, continuano a mantenere una linea estremamente dura e a respingere qualsiasi concessione.
