Mondiali di hockey

Jäger: «Per arrivare in fondo bisogna saper battere chiunque»

I rossocrociati piegano anche la Finlandia, chiudendo la fase preliminare a punteggio pieno - Nei quarti la selezione di Jan Cadieux dovrà vedersela con un vecchio fantasma
Alla Swiss Life Arena la Svizzera non ha sbagliato un colpo. © Keystone/Andreas Becker
Fernando Lavezzo
26.05.2026 23:45

La Svizzera giganteggia come Marco Odermatt. Il fenomeno dello sci rossocrociato dà simbolicamente inizio alla serata, suonando il tradizionale campanaccio della Swiss Life Arena. Poi la chiude da scalmanato tifoso, festeggiando sugli spalti. Sì, a Zurigo è un’altra serata indimenticabile. Per la Nazionale elvetica e per i suoi diecimila sostenitori. Sette vittorie in sette partite, con 39 gol segnati e solo 7 subiti. Un percorso perfetto, immacolato, che conduce dritto verso un vecchio fantasma: la Svezia. Sì, battendo la Finlandia nello scontro per il primo posto, la Svizzera ha scelto consapevolmente di affrontare un incubo del suo passato, con l’intento di trasformarlo in un sogno. Jan Cadieux lo aveva promesso: «Non faremo calcoli, giocheremo per vincere». Ce ne siamo accorti subito: 1-0 di Biasca dopo 40 secondi (primo gol mondiale per l’attaccante di origini ticinesi) e 2-0 di Jäger dopo 4 minuti. Barkov e compagni sono rientrati in partita nel periodo centrale, con due reti ravvicinate della stella dei Florida Panthers, ma la Svizzera ha saputo superare i suoi momenti di difficoltà. Lo ha fatto stringendo i denti, senza perdere la bussola, trovando il colpo di grazia a tre minuti dalla terza sirena, in power-play, ancora con Jäger. Nico Hischier, protagonista di una gara eccellente, affrontata da vero leader, ha poi chiuso i conti a porta vuota. È stata partita vera, anche quando sembrava che la perdente avrebbe potuto pescare la più modesta Norvegia nei quarti (ipotesi poi evaporata). Nessuno ha speculato. La Finlandia - che domani se la vedrà con la Cechia - l’ha pure messa sul piano della provocazione, trovando però una Svizzera grintosa, pronta allo scontro fisico.

Saper soffrire

Oltre a «Odi», sul maxischermo è apparsa un’altra celebrità: Büne Huber, la voce dei Patent Ochsner. La loro W. Nüss vo Bümpliz è diventata l’inno non ufficiale della Nazionale. E lui sembrava emozionato. Ora, però, bisognerà azzerare tutto. «Chiudere il girone al primo posto era un obiettivo», afferma Christoph Bertschy. «Adesso iniziano le cose belle. Contro la Finlandia siamo stati bravi a gestire anche i momenti difficili. Nei quarti non dovremo cambiare il nostro gioco, ma possiamo migliorare qua e là: velocità, pressione sulla porta, difesa. Saremo pronti». «La chiave per vincere anche l’ultima partita è stata la pazienza», aggiunge Ken Jäger. «Siamo partiti forte, poi siamo un po’ calati e loro sono cresciuti. Ma anche dopo il loro pareggio siamo rimasti calmi, aspettando la nostra occasione. La Svezia? È forte, ma per andare fino in fondo bisogna saper battere qualsiasi avversario». Trasformando un vecchio incubo in un grande sogno.

Canada contro Stati Uniti, a Friburgo è tempo di derby

Il derby nordamericano è nuovamente apparecchiato: dalla spettacolare finale olimpica di Milano al quarto di finale in programma domani alla BCF Arena di Friburgo. Gli USA, campioni del mondo in carica e medaglia d’oro ai Giochi dello scorso febbraio, hanno strappato la qualificazione in extremis, all’ultima giornata, battendo l’Austria per 4 a 1 e chiudendo il Gruppo A al quarto posto. Oltre a Dominic Zwerger e compagni (che dopo le tre vittorie iniziali hanno rimediato soltanto sconfitte), a restare fuori dai playoff - per il secondo anno di fila - è la Germania, che si presenterà certamente più agguerrita nel 2027, quando ospiterà la rassegna iridata a Düsseldorf e Mannheim (con partita inaugurale nello stadio di calcio dello Schalke 04). Il Canada, dal canto suo, ha terminato il Gruppo B al comando, chiudendo con una vittoria contro la Cechia.

Le sorprese di questo Mondiale si chiamano Norvegia (seconda a Friburgo) e Lettonia (terza a Zurigo). Un miracolo che, per una delle due, continuerà fino al weekend finale. Domani, infatti, le due invitate a sorpresa si affronteranno tra di loro per un posto in semifinale.

La grande delusa del Gruppo B è evidentemente la Slovacchia, che aveva il suo destino nelle mani, ma è caduta nella sfida di ieri pomeriggio contro una Svezia con le spalle al muro. Praticamente uno spareggio, un ottavo di finale. A capitan Hrivik e compagni sarebbe bastato un punticino per proseguire l’avventura, ma l’iniziale vantaggio non è bastato per eliminare gli scandinavi, infine impostisi 4-2 e ora mina vagante del tabellone, al pari degli Stati Uniti.

Le due squadre retrocesse erano invece già note prima delle ultime partite: salutano la massima categoria la Gran Bretagna e l’Italia, che la prossima primavera verranno sostituite dalle neopromosse Ucraina e Kazakistan.