Caso Signa

Julius Bär rimborsa decine di milioni euro

Nella controversia relativa alle richieste di restituzione nell'ambito del fallimento del gruppo Signa, il curatore fallimentare Norbert Abel, e l'istituto zurighese hanno raggiunto un accordo extragiudiziale
Chiara Zocchetti
Ats
24.07.2026 13:53

La banca privata svizzera Julius Bär dovrà versare decine di milioni di Euro alla massa fallimentare di Signa, colosso austriaco dell'immobiliare. Lo riferisce oggi il portale di notizie economiche Inside Paradeplatz, ripreso dall'agenzia di stampa austriaca Apa.

Fallimento del gruppo Signa

Nella controversia relativa alle richieste di restituzione nell'ambito del fallimento del gruppo Signa, il curatore fallimentare Norbert Abel, e l'istituto zurighese hanno raggiunto un accordo extragiudiziale. In questo modo si conclude pure il procedimento civile presso il tribunale commerciale di Vienna. Non è però ancora chiaro se con questo accordo siano state risolte tutte le controversie legali tra la banca e Signa.

La richiesta iniziale

La richiesta iniziale ammontava a 62,2 milioni di euro (poco meno di 58 milioni di franchi). Alla base della vicenda c'era l'accusa di trattamento preferenziale nei confronti dei creditori, poiché la Signa Prime avrebbe trasferito alla banca 50 milioni di euro poco prima del proprio fallimento, a titolo di rimborso straordinario di un prestito. Nel ricorso è stato inoltre criticato un cosiddetto «circolo vizioso finanziario», nell'ambito del quale, a cavallo tra il 2022 e il 2023, sono stati spostati in breve tempo 60 milioni di euro per gonfiare il volume dei depositi gestiti.

Respinto le accuse in precedenza

In precedenza, la Julius Bär aveva respinto le accuse del curatore fallimentare definendole «infondate». Sotto la guida del nuovo Ceo Stefan Bollinger, la banca ha ora compiuto un'inversione di rotta per evitare un processo pubblico e risolvere le questioni irrisolte relative all'impero immobiliare dell'investitore tirolese René Benko.

Julius Bär era uno dei maggiori finanziatori del gruppo Signa e ha già dovuto svalutare integralmente 586 milioni di franchi a fronte di tale impegno. Nonostante l'accordo globale ora concluso, prosegue un procedimento di esecuzione avviato dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) a causa di possibili carenze nei controlli della banca.