La Catena della Solidarietà «è ben radicata nella popolazione svizzera»

Secondo uno studio della Catena della Solidarietà, lo spirito di solidarietà è profondamente radicato in Svizzera. Tuttavia, le numerose crisi attuali spingono molti donatori a riflettere più a fondo prima di offrire il proprio sostegno.
Tutto è iniziato il 26 settembre 1946, con una trasmissione di Radio Sottens, antenata della RTS. Nel corso degli anni, la Catena della Solidarietà è diventata un'organizzazione nazionale di raccolta fondi di successo: in 275 campagne ha raccolto in totale 2,2 miliardi di franchi, ricorda oggi l'organizzazione.
Progetti di aiuto sono stati sostenuti in 124 paesi, e molti anche in Svizzera. Con 227,7 milioni di franchi, le donazioni raccolte a seguito dello tsunami del 2004 nel Sud-Est asiatico rappresentano l'importo più elevato.
In occasione del suo 80esimo anniversario, la Catena della Solidarietà ha pubblicato per la terza volta il suo barometro della solidarietà. Secondo questa indagine rappresentativa, il 95% della popolazione ritiene che le azioni di solidarietà siano importanti per la vita sociale. Questa elevata importanza si manifesta in tutte le generazioni e nei diversi gruppi di popolazione.
Allo stesso tempo, l'indagine mostra che solo il 68% degli intervistati considera la società svizzera nel suo complesso come solidale. Così, sebbene la solidarietà sia fortemente apprezzata come valore fondamentale, evidentemente non sembra essere percepita nella stessa misura nella vita quotidiana, rileva con rammarico la Catena della Solidarietà.
Secondo l'indagine, la molteplicità delle crisi attuali spinge i donatori a riflettere con maggiore attenzione sulle cause che desiderano sostenere. Tre quarti degli intervistati (76%) ritiene importante verificare se una persona meriti realmente di essere aiutata. Quasi il 42% vorrebbe limitare gli aiuti a chi si è trovato in difficoltà senza esserne responsabile.
Nel complesso, tuttavia, la disponibilità a effettuare donazioni resta stabile: è rimasta invariata per il 60% degli intervistati, è aumentata per il 28% di essi, mentre l'8% ha segnalato un calo.
Questo sondaggio rappresentativo è stato realizzato dal 4 giugno al primo luglio dall'istituto gfs.bern e dal Center for Philanthropy Studies (CEPS) dell'Università di Basilea. In totale sono stati intervistati 1618 residenti in Svizzera di 18 anni e più.