La colluttazione tra Thomas Aeschi e gli agenti della Fedpol a Palazzo federale potrebbe avere delle conseguenze

«L'incidente» che lo scorso 12 giugno ha coinvolto il consigliere nazionale e capogruppo UDC Thomas Aeschi e il collega Michael Graber a Palazzo federale è sfociato in una denuncia penale. Lo ha anticipato, ieri, il Tages Anzeiger e lo ha confermato a Keystone-ATS il Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
Che cosa era successo? Il capogruppo UDC e Graber si erano scontrati con agenti dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol) armati che bloccavano le scale nell'area d'ingresso, durante la visita del presidente del parlamento ucraino Ruslan Stefanchuk. Graber era addirittura arrivato ad accusare i poliziotti di obbedire ciecamente agli ordini come gli scagnozzi di Hitler. Un episodio avvenuto nell'atrio di Palazzo federale che aveva lasciato l'amaro in bocca a molti deputati, anche colleghi di partito. Tanto che il consigliere nazionale vallesano aveva deciso di fare un passo indietro: «Mi dispiace e chiedo scusa ai poliziotti».
«I parlamentari avrebbero dovuto semplicemente utilizzare un'altra scala, e attenersi in tal modo alle istruzioni della polizia», aveva commentato il responsabile del Dipartimento federale della giustizia Beat Jans. «Quando qualcuno viene in visita dall'Ucraina, da un Paese in guerra, il livello di sicurezza è alto. Il dispositivo messo in atto, a mio avviso, era necessario. Se ciò avesse realmente ostacolato l'attività parlamentare, allora ne avremmo potuto discutere».
Ma la zuffa sulle scale di palazzo federale, a Berna – ripresa con il cellulare da Nau.ch –, non ha sortito solo polemiche. Come detto, l'MPC ha aperto un'inchiesa e avviato accertamenti preliminari. La denuncia penale ricevuta dal Ministero pubblico della Confederazione – che non fornisce informazioni in merito a chi l'ha presentata – «verrà esaminata secondo la consueta procedura», scrive il Tages Anzeiger.
Sul tavolo dell'MPC ci sarebbero anche «reati ufficiali», si legge ancora sul quotidiano svizzero-tedesco. «La violenza e le minacce contro gli agenti e l'ostruzione di un atto ufficiale sono possibili reati penali che lo Stato deve perseguire anche senza una denuncia».
Vale naturalmente per ognuno la presunzione di innocenza.



