La COMCO esamina il dossier dei prezzi anche alla luce del «caso Etzelpark»

La Commissione della concorrenza (COMCO) ha ricevuto la segnalazione presentata dal consigliere nazionale socialista Benoît Gaillard (VS) sul mercato svizzero dei carburanti, e ha avviato le verifiche per stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti a giustificare ulteriori accertamenti.
L’esposto arriva a pochi giorni dal caso di Bellinzona, dove l’ingresso di Etzelpark aveva provocato un improvviso ribasso dei prezzi, riaccendendo il dibattito sul funzionamento del mercato. In quell’occasione la COMCO aveva spiegato al Corriere del Ticino che l’adeguamento dei listini poteva essere interpretato come una normale conseguenza dell’aumento della concorrenza e aveva ricordato che una precedente osservazione del mercato, svolta nel 2025, non aveva fatto emergere indizi di violazioni della legge sui cartelli. Ora, però, sul tavolo dell’autorità è arrivato un nuovo dossier.
«Martedì mattina abbiamo ricevuto la segnalazione del consigliere nazionale Gaillard e la documentazione allegata», conferma la Commissione. «Le informazioni trasmesse non condurranno automaticamente all’apertura di un’inchiesta, a tal fine la legge sui cartelli richiede infatti che vi siano indizi di una limitazione illecita della concorrenza. Stabilire se tali indizi emergano dalla segnalazione è oggetto dei prossimi accertamenti della Segreteria».
591 stazioni di servizio
La segnalazione presentata da Gaillard si fonda sull’analisi di oltre 887 mila variazioni di prezzo registrate in 591 stazioni di servizio svizzere tra gennaio 2024 e aprile 2026.
Il consigliere nazionale spiega che i dati «sono stati raccolti da osservatori indipendenti e volontari con i quali sono in contatto» e derivano, a sua conoscenza, da rilevazioni manuali e dai prezzi disponibili sull’applicazione del TCS.
Pur riconoscendo che queste informazioni non costituiscono la prova di un’intesa illecita, Gaillard ritiene che siano sufficienti a giustificare un approfondimento da parte della COMCO.
«Vi è un insieme di elementi che, a mio avviso, meritano di essere verificati», afferma, da noi contattato. Il parlamentare richiama innanzitutto gli studi economici secondo cui, durante le crisi del mercato petrolifero, i prezzi dei carburanti tendono ad aumentare rapidamente ma a diminuire molto più lentamente quando il prezzo del greggio torna a scendere, un fenomeno che ricorda essere stato riconosciuto anche dal Consiglio federale. A questo si aggiungono, secondo Gaillard, «sincronizzazioni sorprendenti dei prezzi, difficili da spiegare se non ipotizzando almeno forme di coordinamento informale».
A rafforzare i suoi dubbi è anche quanto osservato in Ticino. «L’apertura di una nuova stazione di servizio nel Sopraceneri, che ha spinto improvvisamente diversi concorrenti ad abbassare i prezzi, alimenta un forte sospetto: se gli operatori erano già realmente in concorrenza, è difficile spiegare un calo così rapido e generalizzato».
Secondo il consigliere nazionale, gli episodi osservati in Ticino non rappresenterebbero comunque un caso isolato. «Gli esempi di sincronizzazione più evidenti provengono soprattutto dalla Svizzera tedesca. Il mercato è però strutturato nello stesso modo in tutto il Paese e non vi sono ragioni per ritenere che alcune regioni ne siano immuni».
Gaillard sottolinea di attendersi ora un esame approfondito del dossier presentato. «La COMCO mi ha confermato di aver ricevuto la mia segnalazione», afferma. «Considerato il forte impatto che il prezzo dei carburanti ha sul potere d’acquisto di chi utilizza l’auto in Svizzera, in particolare per recarsi al lavoro o in vista delle vacanze, mi aspetto un esame approfondito della situazione». Secondo il consigliere nazionale, la procedura prevede in ogni caso una fase preliminare di verifica prima di decidere se aprire o meno un’inchiesta.
«Analisi statistica rilevante»
Pur senza entrare nel merito della segnalazione, la Commissione della concorrenza riconosce che un’analisi quantitativa come quella presentata da Gaillard può avere un peso nella valutazione. «Tuttavia – precisa – non esiste alcun automatismo. La Segreteria valuta caso per caso se, nel loro insieme, gli elementi disponibili facciano emergere indizi di una limitazione illecita della concorrenza».
Lo stesso vale per gli adeguamenti quasi simultanei dei prezzi, uno degli aspetti centrali richiamati nella denuncia. «Frequenza e sistematicità possono essere elementi da esaminare», precisa la COMCO. «Da sole, non permettono però di distinguere automaticamente un comportamento concorrenziale lecito da un coordinamento illecito. È sempre necessaria una valutazione complessiva delle circostanze concrete».
L’autorità ribadisce inoltre di non considerare il mercato dei carburanti problematico in astratto. «Anche questo mercato, come gli altri, viene seguito con attenzione quando emergono elementi concreti rilevanti sotto il profilo del diritto della concorrenza». Richiamando l’osservazione svolta nel 2025, l’autorità ricorda che «quegli accertamenti non hanno fatto emergere indizi di una violazione del diritto dei cartelli».
Anche se la Commissione non dovesse aprire un’inchiesta, Gaillard assicura che continuerà a portare avanti la questione sul piano politico. Ricorda infatti di aver già depositato, insieme a un parlamentare dell’UDC, un intervento sulla trasparenza del mercato dei carburanti e non esclude nuove iniziative nelle prossime sessioni parlamentari.
Il consigliere nazionale critica inoltre il Consiglio federale e, in particolare, il ministro dei Trasporti Albert Rösti. «Sono colpito dalla sua inattività», afferma. «I prezzi dei carburanti pesano in modo significativo sul potere d’acquisto degli svizzeri. Non è accettabile che prezzi eccessivamente elevati alimentino i profitti delle grandi compagnie petrolifere e dei distributori a causa di un eventuale malfunzionamento della concorrenza. Occorre quindi chiarire se questo malfunzionamento esista oppure no e, se dovesse essere confermato, intervenire con decisione».
