Berna

La Commissione economia degli Stati frena il Governo sul capitale proprio delle grandi banche

«Vogliamo rafforzare le regole per proteggere meglio i contribuenti, ma anche per garantire che l'economia non sia soggetta a un eccesso di regolamentazione», ha spiegato il presidente Erich Ettlin
©Gabriele Putzu
Ats
31.08.2026 20:17

Le banche sistemiche devono essere soggette a norme più severe in materia di copertura delle partecipazioni estere. La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) non vuole però imporre una copertura al 100% tramite fondi propri. Stando alla Commissione la grandi banche - attualmente sarebbe interessata soltanto UBS - non devono finanziare interamente le proprie partecipazioni estere con fondi propri di base di prima classe (CET-1), come proposto dal Consiglio federale, bensì coprirne la metà con le cosiddette obbligazioni AT1 (Additional Tier 1), ovvero obbligazioni che offrono un rendimento elevato e che possono essere convertite in capitale proprio, oppure dichiarate prive di valore in caso di difficoltà della società, come avvenuto nella vicenda di Credit Suisse.

La votazione

«Vogliamo rafforzare le regole per proteggere meglio i contribuenti, ma anche per garantire che l'economia non sia soggetta a un eccesso di regolamentazione», ha spiegato stasera in una conferenza stampa il presidente della CET-S Erich Ettlin (Centro/OW). La decisione è stata presa con dieci voti favorevoli e due contrari. «Si tratta di un compromesso - ha sottolineato - e non di un regalo a UBS.» L'acquisto delle obbligazioni AT1 comporta infatti dei costi, ma secondo Ettlin non è chiaro quanto queste obbligazioni costerebbero al numero uno bancario svizzero.

La posizione di UBS

UBS si era opposta con forza alla proposta governativa. Attualmente vige una copertura patrimoniale del 60% per le partecipazioni estere. Ettlin ha anche dichiarato che la Commissione non ha avuto il tempo di esaminare il meccanismo di garanzia statale di liquidità (Public Liquidity Backstop).