Verso l'8 marzo

La CORSI si schiera compatta: «È in gioco la nostra voce»

L’assemblea generale straordinaria della società che rappresenta il pubblico della RSI fa quadrato contro l’iniziativa SSR – Giovanna Masoni Brenni: «Il prezzo nascosto del taglio del canone è alto»
©Gabriele Putzu
Giona Carcano
10.02.2026 22:00

«Non è in gioco ‘solo’ l’azienda, ma la nostra voce». Per questo, «teniamoci stretta la RSI». È con un accorato appello che Giovanna Masoni Brenni, di fronte agli oltre 230 soci presenti al Palazzo dei Congressi per l’assemblea generale straordinaria della CORSI, ha voluto lanciare l’ultima fase della campagna contro l’iniziativa «200 franchi bastano!» in votazione l’8 marzo. Una fase che durante la serata è stata più volte definita «decisiva». Il momento, insomma, è delicato. «La campagna informativa è molto importante», ha sottolineato ancora la presidente, in particolare per lottare contro la narrazione «che non corrisponde alla verità» portata avanti dai promotori. Come ha ricordato Natalia Ferrara, membro di comitato della CORSI, bisogna quindi «combattere le fake news». «Siamo molto vicini al risultato, ora bisogna compattarsi», ha proseguito. Rivolgendosi ai soci, quindi, un altro appello. «Chi fa campagna per il sì usa argomenti populisti. Io vi chiedo uno sforzo: quello di essere popolari. A volte facciamo fatica ad andare dalla gente e dir loro di votare». Tutti compatti a difesa del servizio pubblico, dunque. Uno sforzo necessario, anche secondo i due consiglieri nazionali Greta Gysin (Verdi) e Simone Gianini (PLR), intervenuti nel corso della serata assieme a Jon Domenic Parolini, consigliere di Stato grigionese . «La RSI è in pericolo», ha tagliato corto Masoni Brenni. «In queste settimane il prezzo nascosto del taglio del canone è emerso con chiarezza, ed è un prezzo molto alto». Che cosa ne sarebbe, si è chiesta la presidente, del plurilinguismo, della cultura italofona, dei posti di lavoro, delle competenze e delle professioni? «Subirebbero colpi durissimi. E non si tratta di terrorismo psicologico, bensì di dati, di fatti». Ecco perché, per Masoni Brenni, l’8 marzo «è in gioco la nostra voce». La RSI «ci appartiene, appartiene un po’ a ognuno di noi e senza di essa oggi non saremmo ciò che siamo. Una regione minoritaria, sì, ma di pari dignità, di lingua e cultura italiane, parte integrante di una Svizzera plurale, coesa, solidale tra regioni e culture». Il pericolo è finire in pasto al mondo digitale, «controllato da pochissimi attori non statali» in mondo instabile e geopoliticamente duro. «Senza una voce nostra saremmo più fragili, in pericolo ci sarebbe anche la sicurezza interna». Tutto questo, ha ricordato, «è il prezzo nascosto del taglio del canone».

Timbal: «Storie, non algoritmi»

Oggi, ha detto ancora Masoni Brenni, «molti sostengono il no, con una convergenza rara e significativa». Eppure non basta. «La campagna a favore è forte, ha mezzi e visibilità. Continuate a spiegare, a dire quale pericolo stiamo vivendo e invitate gli indecisi a informarsi».

Prima della presidente della CORSI è stato Mario Timbal a prendere la parola. Il direttore della RSI ha spiegato che la votazione si giocherà sulla partecipazione. «In una democrazia diretta la differenza non la fanno solo le opinioni, ma le persone che votano davvero» e chi «dedica tempo a una decisione che riguarda il futuro del Paese». «In questa fase», ha proseguito, «è importantissimo che il dibattito si fondi su informazioni corrette e sulla comprensione delle conseguenze» di un eventuale appoggio all’iniziativa. In gioco, per Timbal, non c’è solo un’azienda, «ma un equilibrio, un sistema, una capacità del nostro Paese di garantire informazione, cultura. Un medium svizzero per la Svizzera». Il direttore, nel suo discorso, ha poi sottolineato il valore di un’informazione indipendente, accessibile ed equidistante. In conclusione, una riflessione personale: «La RSI ha sicuramente commesso degli errori, degli sbagli, e in quanto direttore me li assumo. Ma questa azienda ha un valore profondo non solo per ciò che produce, ma per ciò che rappresenta. Un punto di riferimento per la comunità, che condivide valori e storie, non algoritmi».

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