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La Corte Suprema spagnola conferma la revoca dell'ordine di arresto per Puigdemont

La revoca, precisa il magistrato Pablo Llarena «si riferisce ai soli provvedimenti cautelari e non comporta la conclusione del procedimento giudiziario»
©OLIVIER HOSLET
Ats
19.10.2026 16:27

Il Tribunale Supremo spagnolo ha confermato la revoca definitiva degli ordini di arresto e detenzione in carcere per l'ex presidente catalano Carles Puigdemont e per gli ex consiglieri regionali Toni Comin e Lluis Puig. il magistrato Pablo Llarena, giudice istruttore del processo ai leader indipendentisti, protagonisti della stagione secessionista nel 2017 in Catalogna, ha respinto il ricorso presentato da Vox, applicando la dottrina stabilita di recente dalla Corte costituzionale sull'amnistia per il reato di malversazione di fondi pubblici.

Tuttavia nella sentenza, di cui ha preso visione l'ANSA, il magistrato indica che la revoca si riferisce ai soli provvedimenti cautelari e «non comporta la conclusione» del procedimento giudiziario né equivale a un riconoscimento definitivo dell'amnistia per le accuse contestate ai tre leader indipendentisti.

Llarena ha, inoltre, precisato di non condividere l'interpretazione della Corte costituzionale poiché, secondo il suo criterio, la malversazione contestata agli ex dirigenti indipendentisti resta esclusa dal perdono giudiziario.

«La discrepanza di questo istruttore non si situa al margine dei principi costituzionali, ma sullo stesso piano di quella di altri cinque magistrati della Corte costituzionale che hanno difeso la validità di questa interpretazione che gli altri sette rigettano», scrive Llarena, nel ricordare la sentenza dell'alta corte, adottata per maggioranza.

In ogni caso, la conferma della revoca degli ordini di arresto da parte del Tribunale Supremo consente a Carles Puigdemont, leader di Junts per Catalunya e riparato in Belgio dal 2017, di tornare in Spagna senza correre il rischio di essere arrestato. Anche se l'ex presidente della Generalitat non ha ancora rivelato quando ritornerà in patria.