Economia

La criptofinanza ha bisogno di maggiore trasparenza

Il settore è scosso da forti oscillazioni di valore, con il bitcoin che è sceso da 126 mila a circa 67 mila dollari – Anche per questo sono necessari passi avanti nell’impiego di controlli e di audit applicati nella finanza tradizionale
© PABLO GIANINAZZI
Andreas Grandi
18.02.2026 06:00

Nella finanza contemporanea, ormai digitalizzata, gli investimenti vanno interpretati anche per le prospettive che anticipano. Questa è l’opinione di alcuni esperti del settore dopo il recente crollo delle monete digitali, che in quattro mesi ha portato il fixing del bitcoin da 126.000 dollari ai circa 67.000 attuali.

È lo scoppio di una bolla speculativa, l’inizio di un consolidamento, o una transizione verso una finanza pronta a integrare la spinta innovativa della digitalizzazione, rinnovando fiducia, trasparenza e valore reale all’intero ecosistema finanziario?

«Il bitcoin è in una fase di consolidamento dopo la recente euforia dei valori», riconosce Stefano Gianti, Education Manager di Swissquote, banca svizzera pioniera nei servizi cripto. «La criptofinanza ha volumi limitati ma continua la sua espansione globale. Questo ci concentra su strategie di lungo periodo, ma lascia altrettanto prevedere l’assimilazione, al mondo digitale, dei controlli e degli audit applicati alla finanza tradizionale».

Infrastrutture affidabili

Questa prospettiva è condivisa anche da Carlo Mondani, Head Sales Digital – Securities Services presso SIX, che ricorda come «il crollo del bitcoin abbia riacceso il dibattito sulla reale sostenibilità delle criptovalute», ma aggiunge: «mentre le componenti puramente speculative tendono a ridursi, anche per l’universo delle cripto emerge la necessità di modelli di business più solidi, sostenuti da infrastrutture affidabili e da un quadro regolatorio meglio definito e strutturato». Mondani sottolinea che questa maturazione potrebbe favorire un’integrazione più organica tra investitori tradizionali e nuovi operatori digitali: «Mercati meno volatili e più trasparenti risulteranno infatti più compatibili e appetibili per gli investitori istituzionali, pronti a trarre beneficio dalle evoluzioni di un ecosistema capace di rinnovare valore reale e fiducia nel tempo».

Grande volatilità

Sull’impatto della volatilità delle cripto in merito ai controlli comunque imposti ai professionisti, Filippo Moor, Executive Director e Senior Relationship Manager presso Gonet & Cie, precisa: «Nel contesto bancario, la marcata volatilità dei mercati degli asset digitali non incide sulla struttura dei controlli di conformità. I nostri protocolli di verifica e di monitoraggio Source of Funds/Source of Wealth rimangono invariati e incuranti rispetto alle fluttuazioni di valore». Per Moor, questa impostazione «agnostica» è garanzia di rigore e stabilità: «assicura resilienza e uniformità operativa, trasformando potenziali variabili di prezzo in parametri neutri».

Anche per Thomas Zara, Managing Partner & Co-founder della luganese Arkadia Digital SA, ci sono momenti nei mercati in cui la pressione non è solo sul prezzo, ma sulle convinzioni. Bitcoin sta attraversando uno di questi momenti. «È normale. Succede in ogni ciclo - afferma - Rimane evidente il trend di consolidamento di bitcoin come asset complementare ed alternativo agli investimenti istituzionali. La finanza tradizionale sta inoltre rapidamente integrando le tecnologie blockchain su cui si basano le criptovalute». Si tratta di «un segnale di maturità del sistema finanziario nel suo complesso, che tende a convergere verso forme di collaborazione e interoperabilità capaci di consolidare valore tangibile in modo integrato».

Banche e bitcoin

Lo conferma anche l’avvocato Lars Schlichting, dello studio legale luganese Lexify, specializzato in diritto finanziario e normative cripto: «Il bitcoin ci ha abituati a oscillazioni improvvise, ma chi osserva il settore da vicino sa che dietro ai movimenti di prezzo c’è molto di più. Le banche iniziano a proporre la custodia di valori in bitcoin, alcune società lo accettano come collaterale nei prestiti e le tecnologie Lightning ormai consentono bonifici quasi istantanei a costi minimi». Insomma, ricorda Schlichting, questo dimostra che la finanza tradizionale sta integrando le procedure della finanza decentralizzata senza rinnegare i fondamentali di sicurezza e tracciabilità delle attività finanziarie che già conosciamo.

In parallelo, esordiscono nuove tecnologie. Ad esempio, gli sviluppatori lavorano per proteggere le innovazioni digitali dalle intrusioni della futura «super-computazione» quantistica, pronta all’esecuzione immediata e simultanea di milioni di operazioni sinora eseguite velocemente, ma una per volta. «In tale contesto - conclude Schlichting - il prezzo quotidiano del bitcoin diventa quasi un dettaglio: ciò che davvero conta è la silenziosa trasformazione che sta rivoluzionando il modo di intendere il denaro e i pagamenti in chiave decentralizzata».