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La critica nella sezione commenti alla scelta dei temi SSR è ammissibile

Nel febbraio 2024 la redazione decise di non pubblicare il commento per «mancanza di attinenza con l'argomento», violando così la libertà di espressione del suo autore - Lo ha affermato il Tribunale federale nella sua sentenza
© CdT/Gabriele Putzu
Ats
22.07.2026 12:18

La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) deve pubblicare sul suo portale online commenti in cui viene criticata la scelta dei temi aperti alla discussione pubblica. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF). Nel caso concreto, i giudici di Mon Repos erano chiamati a giudicare due reclami di un uomo che aveva utilizzato a più riprese la sezione commenti a disposizione per alcune notizie sul sito della radiotelevisione svizzerotedesca SRF.

Il caso

Nel febbraio 2024 la redazione pubblicò un articolo online in cui veniva sollevata la questione se gli zoo fossero conformi ai tempi. La notizia era accompagnata da una foto di un suricato. Il ricorrente criticò in un commento che in tutto il sito della SRF non veniva citato Julian Assange, sebbene in quei giorni si stesse tenendo un importante processo contro il fondatore di Wikileaks. L'uomo aggiunse che «intanto abbiamo la possibilità di dibattere sui suricati dello Zoo di Zurigo. Sicuramente anche loro sono importanti. Ma a chi è venuto in mente di stabilire che questo sia il dibattito del giorno? Che vengano forniti il suo nome e la sua funzione». La redazione decise di non pubblicare il commento per «mancanza di attinenza con l'argomento», violando così la libertà di espressione del suo autore, afferma il TF nella sua sentenza.

La sentenza

Secondo i giudici losannesi, il commento contiene una critica sufficientemente chiara e pertinente ai temi aperti alla discussione. La massima corte elvetica ha invece respinto i rimproveri relativi ad altri commenti del ricorrente, sostenendo che essi violano le regole stabilite nella «netiquette», l'insieme dei principi di buona educazione e rispetto reciproco che disciplinano il comportamento degli utenti online. Secondo il TF i commenti non avevano alcun nesso con il tema, erano sprezzanti o contenevano link che conducevano a contenuti di terzi.