La Fed mantiene i tassi fermi

La Federal Reserve mantiene i tassi di interesse fermi, a pochi giorni dalle elezioni Usa di midterm. Il costo del denaro, in linea con le attese, rimane nella forchetta tra il 3,75% e il 4%, dopo il rialzo dello 0,25%, il primo in tre anni, deciso dal Fomc (Federal Open Market Committee) lo scorso mese all'unanimità. Questa volta il voto è stato di 10 a due.
La Fed ha scelto un approccio prudente nella lotta all'inflazione, malgrado le crescenti prove del fatto che le pressioni sui prezzi si stiano rivelando più ostinate di quanto atteso. In una decisione ampiamente prevista, il Federal Open Market Committee ha mantenuto i tassi nell'intervallo tra il 3,75% e il 4%.
«L'inflazione rimane elevata», ha riferito la nota diffusa al termine della riunione di due giorni. «L'acquisizione di ulteriori informazioni aiuterà a determinare l'orientamento di politica monetaria adeguato a garantire un ritorno tempestivo dell'inflazione all'obiettivo del 2% fissato dal Comitato» che «assicurerà la stabilità dei prezzi». L'attività economica è poi descritta come in fase di «espansione a un ritmo sostenuto», con una valutazione più ottimistica rispetto al termine «solida» usato a settembre.
La votazione
Due dei 12 componenti del board si sono espressi in modo difforme dalla decisione: la governatrice Lisa Cook (primo voto contrario da quando ha fatto il suo ingresso alla Fed nel 2022) e la presidente della Federal Reserve di Cleveland, Beth Hammack, dato che entrambe avrebbero preferito un rialzo dei tassi di un quarto di punto percentuale per contrastare la dinamica dei prezzi. Cook è al centro di un'aspra controversia, in cui il presidente Donald Trump ha tentato di rimuoverla dall'incarico, sollevando accuse sulle informazioni da lei fornite in merito a richieste di mutui immobiliari.
Le midterm
La mossa della Fed cade nell'imminenza delle votazioni di midterm del 3 novembre che determineranno il controllo del Congresso, dove attualmente c'è una maggioranza risicata dei repubblicani. Trump, che ha fortemente voluto Kevin Warsh alla presidenza della Fed, è in contrasto da anni con la Banca centrale, sostenendo che i tassi dovrebbero essere decisamente più bassi.