Lo studio

La fiscalità ticinese dopo le riforme: ecco dove siamo e dove arriveremo

Il Centro di competenze tributarie e giuridiche della SUPSI ha aggiornato i dati sul prelievo fiscale proponendo un paragone con ciascuno dei 26 Cantoni – Tra le novità, anche un confronto internazionale: «L’aliquota sull’utile al 16% batte Italia, Francia e Spagna»
Francesco Pellegrinelli
21.07.2026 06:00

Fiscalità: croce e delizia della politica cantonale – tanto a destra, quanto a sinistra. Ma come siamo messi nel confronto intercantonale? Ad aggiornare i dati è uno studio del Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI. «Il documento analizza la situazione fiscale nei vari cantoni, prendendo in considerazione i capoluoghi, il comune più attrattivo e quello meno attrattivo», spiega al Corriere del Ticino Samuele Vorpe, professore ordinario in diritto tributario alla SUPSI e co-autore dello studio con Christian Cirulli.

Imposta sul reddito

Prima considerazione di fondo: l’analisi si basa sulle aliquote massime, perché la concorrenza fiscale si gioca sui redditi e sui patrimoni più elevati. Ebbene, per quanto riguarda l’imposta sul reddito per le persone fisiche, il Ticino si situa al 19. rango su 26 cantoni. 

«Per effetto della riforma fiscale approvata nel giugno 2024 – che prevede una riduzione progressiva dell’aliquota massima fino al 2030, dal 15% al 12%– il Ticino avrà ogni anno un leggero miglioramento. Rispetto all’anno scorso c’è già una riduzione di un punto percentuale: nel 2025 l’imposizione sul reddito (Cantone, Comune, Confederazione) si aggirava attorno al 39,5–40%; nel 2026 siamo al 38,5%. Guardando il capoluogo Bellinzona, con lo stesso moltiplicatore attuale, nel 2030 l’aliquota massima sarà del 34,7% (12% cantonale + moltiplicatore comunale + 11,5% federale)». 

In generale, fa notare ancora Vorpe, il Ticino – sia per il reddito, la sostanza, l’utile che il capitale – è comunque un cantone che si posiziona sempre sopra la media svizzera. «Non è tra i cantoni più competitivi, ma neppure tra i meno competitivi». 

Le riforme degli ultimi anni hanno infatti permesso di migliorare la situazione, ricorda l’esperto: «Nel 2030, con la riduzione a pieno regime dell’aliquota sul reddito al 12%, dovemmo guadagnare qualche posizione, raggiungendo Friburgo al 16. rango. Soprattutto, ci avvicineremo ai Grigioni, il nostro concorrente diretto». Coira resterà comunque più competitiva (31%), ma il vantaggio fiscale derivante da un eventuale trasferimento si ridurrà. 

Imposta sulla sostanza

Passando all’imposta sulla sostanza delle persone fisiche, anche in questo caso siamo sopra la media nazionale. L’imposizione cantonale e comunale nel capoluogo è al 4,8 (16. rango) per mille contro una media nazionale del 4,3 per mille. 

«A questo va aggiunto lo 0,25 per mille deciso per finanziare le due iniziative sulle casse malati. Quindi per l’imposta sulla sostanza nei prossimi anni ci sarà un peggioramento nel confronto intercantonale», osserva Vorpe. 

Nel 2017 eravamo attorno al 6 per mille; con la riforma fisco-sociale siamo scesi al 4,8. «Le differenze tra cantoni sono però importanti: rispetto a un abitante di Nidvaldo, in Ticino si paga quattro volte tanto l’imposta sulla sostanza, a parità di patrimonio», osserva l’esperto, il quale aggiunge: «È un’imposta mal digerita dai contribuenti facoltosi, per questo si cerca di mantenerla almeno nella media svizzera». I Grigioni, per confronto, sono al 3,1 per mille (10. rango); Ginevra, in ultima posizione, arriva all’1% (10 per mille).

Imposta effettiva sull’utile

Per l’imposta effettiva sull’utile siamo nelle ultime posizioni, al ventitreesimo posto, ma il dato non è così negativo come sembra. Spiega Vorpe: «Con la riforma del 2020 – che ha abolito i regimi fiscali speciali per le holding e le società ausiliarie – tutti i cantoni hanno di fatto dimezzato le imposte sull’utile, per evitare che le società fuggissero verso altri cantoni o all’estero. Fanno eccezione Berna (che sta pianificando una riforma) e Zurigo, che ha fatto poco o nulla in questo senso». Si è creato così un livellamento generale. Il Ticino, che era anche a 10 punti percentuali di distanza da Lucerna, si trova ora a soli 4 punti. «Il Ticino ha ridotto la sua imposta da un 23% di qualche anno fa all’attuale 16%. Il ventitreesimo posto va quindi preso relativamente. Non è così negativo come sembra», precisa Vorpe. 

Imposta sul capitale

Sull’imposta sul capitale, il Ticino si trova al ventiduesimo posto con un’aliquota del 2,9 per mille, ma questo dato va relativizzato per effetto del computo previsto in Ticino – e in circa metà dei cantoni – che permette di non prelevare di fatto questa imposta quando il suo importo è inferiore all’imposta sull’utile. 

Più interessante, invece, è il raffronto internazionale (che prende in considerazione l’imposta sull’utile), dal quale emerge che il Ticino, con il suo 16%, si posiziona in modo molto più concorrenziale rispetto ad altri Stati, come Polonia (19%), Finlandia, Islanda (20%), Svezia (20,6%), Danimarca, Norvegia (22%), Spagna, Turchia, Regno Unito, Belgio, Francia (25%), USA (25,8%) Italia (27,8%), Portogallo (30,5%). «Guardando il Ticino nel confronto internazionale la posizione è interessante», commenta Vorpe. «Il problema è che quando un’azienda internazionale – dalla Spagna, dalla Germania, dall’Italia – vuole venire in Svizzera, deve poi confrontarsi con le differenze tra i singoli cantoni, dove l’aliquota sull’utile è un fattore, ma non l’unico». In altre parole, se da questa analisi il Ticino non esce penalizzato, resta comunque il confronto con cantoni come Lucerna, i Grigioni e Zugo, che continuano a offrire una maggiore competitività fiscale, non solo per quanto riguarda l’aliquota sull’utile. «In effetti questo è soltanto un elemento che le aziende considerano quando devono valutare un eventuale spostamento di sede», chiarisce Vorpe. «Una società che vuole venire in Ticino guarda sicuramente il carico societario – il 16% di cui abbiamo detto – ma porta con sé i propri manager, e quindi si guarda anche l’imposta sul reddito e l’imposta sulla sostanza. E qui sta una delle penalizzazioni del Ticino: rispetto a un canton Zugo, per esempio, il divario sull’imposta sul reddito è molto marcato. A Zugo, Cantone che, attualmente, occupa il primo posto della classifica dei Cantoni con il minor carico fiscale per i redditi elevati, si arriva a pagare circa il 22%, mentre in Ticino siamo al 38,5%. Questi sono gli effetti della concorrenza fiscale garantita dalla Costituzione federale».